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Sanità | 03 febbraio 2021, 14:09

Ospedale Cairo, il fallimento della privatizzazione potrebbe riaprire la pista della gestione pubblica

Oggi si è tenuto l'incontro tra il Distretto Sociosanitario delle Bormide, sindacati, Comitato Sanitario Locale e il governatore della Regione Toti

Ospedale Cairo, il fallimento della privatizzazione potrebbe riaprire la pista della gestione pubblica

Ospedale di Cairo Montenotte: nella giornata odierna si è tenuto l'atteso incontro tra il Distretto Sociosanitario delle Bormide, sindacati, Comitato Sanitario Locale e il governatore della Regione Giovanni Toti. 

Durante il confronto avvenuto in videoconferenza si è parlato delle problematiche della sanità in Val Bormida, con una particolare attenzione rivolta appunto al nosocomio "San Giuseppe".

Da tempo oramai, il territorio valbormidese aspetta risposte concrete. Le richieste presenti all'interno del documento unitario stilato (e inviato lo scorso ottobre alla Regione) dal Distretto Sociosanitario delle Bormide in collaborazione con i sindacati e il Comitato Sanitario Locale sono chiare e precise. Per l'immediato la riattivazione del Punto di Primo Intervento H24 con tutti i servizi necessari anti-Covid e una seconda automedica. Nel lungo termine invece, un ospedale con sede di pronto soccorso e la realizzazione di alcune case salute. 

Il confronto è partito dal documento unitario concertato dal territorio. I sindacati hanno ripreso e illustrato i punti fondamentali, ossia il potenziamento del 118, la questione del Punto di Primo Intervento e i servizi sanitari presenti sul territorio. 

Per quanto riguarda la privatizzazione dell'ospedale, il presidente Toti ha aperto nuovi scenari. Infatti, se il passaggio ai privati non dovesse andare a buon fine (l'iter è fermo al palo tra ricorsi e contro-ricorsi), si potrebbero riaprire nuove strategie, come ad esempio la pista che porta alla gestione pubblica. Sempre il governatore regionale ha preso l'impegno di analizzare e verificare i punti presenti nel documento unitario, compatibilmente con la situazione del bilancio regionale. 

Il Punto di Primo Intervento dovrebbe riaprire a breve, inizialmente sulle 12 ore. Inoltre sono arrivate notizie confortanti anche sulla possibile attivazione di una seconda automedica. Sempre in tempi rapidi è prevista l'assunzione dei medici di emergenza. Inoltre, l'Asl starebbe valutando l'opportunità di riaprire le sale operatorie per piccoli interventi in Day Surgery. Questo consentirebbe di alleggerire la pressione sugli altri ospedali. Esclusa dallo stesso governatore l'ipotesi Rsa. 

"Alla fine del mese abbiamo calendarizzato un nuovo incontro (con gli stessi attori, ndr) per fare il punto della situazione - spiega Paolo Lambertini, sindaco di Cairo e presidente del Distretto Sociosanitario delle Bormide - Inoltre ho chiesto la programmazione di un altro confronto specifico con i sindaci del territorio. L'Asl ci ha comunicato che sempre a breve farà l'analisi dei fabbisogni per dare risposte concrete alle esigenze dell'ospedale. Infine, ho chiesto di fare un punto sulle attrezzature presenti all'interno della struttura, per capire lo stato e quindi favorire l'eventuale sostituzione".

Aggiunge il presidente dell Provincia di Savona Pierangelo Olivieri: "Cosi come ha fatto il sindaco di Cairo e presidente del Distretto Sociale delle Bormide, mi associo a lui nella richiesta di un imminente seguito con un incontro con tutti i sindaci, perché oggi erano presenti il Presidente del Distretto e quelli degli Ambiti che fanno capo al Distretto che oltre allo stesso Cairo sono Millesimo e Carcare". 

"Il presidente Toti ha dato indicazione su questo, di una rivalutazione di quello che è il percorso della gara per il riconoscimento a Cairo - questo si può fare nello spazio del contenzioso pendente - e di un potenziamento dei servizi in particolare dei servizi di medicina del territorio e dell'imminente possibilità per un'automedica dedicata al nostro comprensorio. Abbiamo sentito delle indicazioni concrete e su questo la sinergia è fondamentale tra i rappresentanti del territorio, amministrazioni, sindacati e Comitato dobbiamo continuare a lavorare in questa ottica e pertanto, a prescindere dalla competenza diretta che la Provincia non ha in materia sanitaria ma come ente di secondo grado di coordinamento prestiamo tutto il nostro massimo impegno in questo" conclude Olivieri. 

Graziano De Valle

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