"Abbiamo avuto 32 conferme di adesione da parte di altrettante farmacie che sono disponibili a partire nei termini disposti dalla Regione. Speriamo che siano altrettantoo pronti gli informatici di Liguria Digitale sia per l'aggiornamento dell'anagrafe vaccinale, così che i clienti possano prenotare e poi organizzare la vaccinazione".
Queste le parole del presidente del Federfarma Aldo Gallo in vista della partenza prevista dalla Regione (la prima in Italia), della somministrazione dei vaccini nelle farmacie il prossimo 29 marzo. Nel savonese su 120 farmacie 70 hanno effettuato la pre adesione e 32 hanno confermato.
In quella data saranno circa 50 le farmacie liguri in cui sarà possibile vaccinarsi e in questa prima fase è prevista la somministrazione di almeno 2.500 dosi settimanali.
Altre 50 farmacie seguiranno a distanza di una settimana circa durante la seconda fase, per chiudere con una terza che dovrebbe coinvolgere un numero compreso fra le 20 e le 50 farmacie, tutte ben distribuite fra le quattro province liguri. A regime il totale delle farmacie aderenti sarà quindi fra 120 e 150. Intanto sono già stati annunciati due nuovi "maxi-hub" regionali vaccinali, uno alla Fiera di Genova (sarà tra i più grandi centri di vaccinazione del Nord Italia) e uno al Palacrociere di La Spezia.
"A questo punto c'è la ricerca dei medici disponibili a fare questo tipo di attività, devono infatti essere liberi professionisti (medici in pensione, privati, neolaureati) - ha continuato Gallo - avremo per questo l'aiuto per la ricerca da parte dell'Ordine dei medici così da poter partire con la somministrazione. La provincia di Savona sta rispondendo alla grande".
"Un bel numero, bisognerà vedere quali saranno i requisiti per i locali, sarebbe assurdo mettere paletti. La seconda difficoltà è quella di trovare i medici, sarà indubbiamente problematico. E' comunque un'iniziativa ottima, noi siamo pronti quando ci daranno tutte le direttive" ha proseguito Giovanni Zorgno, presidente Ordine dei Farmacisti di Savona.
Le farmacie liguri infatti non saranno semplicemente il luogo fisico dove verranno effettuate le vaccinazioni (eseguite naturalmente solo da medici o altre figure professionali abilitate, e non da farmacisti) ma avranno anche un ruolo di primo piano nella logistica del vaccino e nella sua distribuzione ai medici di medicina generale, garantendo il pieno rispetto delle procedure richieste dalla “catena del freddo” e del tracciamento delle operazioni.
Per le farmacie vicine geograficamente sarà possibile anche consorziarsi a piccoli gruppi per trovare luoghi idonei alla vaccinazione esterni alle farmacie ma comunque di facile accessibilità, in modo da dare ulteriore flessibilità e aumentare le opzioni a disposizione.
Il protocollo attuativo dell’Accordo prevede alcuni requisiti strutturali a garanzia della vaccinazione e dei flussi dei cittadini all’interno delle farmacie: in particolare, ci sarà un punto o un’area di accettazione per l’accoglienza delle persone da vaccinare, la verifica della prenotazione, la raccolta dell’anamnesi e del consenso informato. In un’apposita ‘area di preparazione’ verranno conservati i flaconi multidose e saranno preparati i vaccini nelle siringhe monodose. La somministrazione del vaccino avverrà in un locale dedicato, che dovrà essere di dimensioni adeguate a garantire il distanziamento fisico previsto dalle norme anti covid’.
Il soggetto vaccinato dovrà quindi rimanere almeno 15 minuti in un’area per il monitoraggio prima di poter tornare alle proprie attività. Nel caso in cui la farmacia non sia dotata di locali da dedicare alla vaccinazione e al monitoraggio delle persone vaccinate si potrà prevedere l’utilizzo di locali dedicati nelle vicinanze delle farmacie. In ogni caso, sarà il farmacista ad autocertificare l’idoneità dei locali. Le farmacie potranno svolgere questa attività anche nell’orario di chiusura.














