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Attualità | 21 aprile 2021, 09:57

Flop SuperLega, si sgretola il "torneo dei ricchi": striscioni di protesta all'Allianz, Andrea Agnelli in bilico

Comunicato ufficiale nella notte: il progetto verrà ripensato, ma quasi tutte le squadre si sono già sfilate. Traballa la posizione del numero uno della Juve. Il titolo soffre in Borsa

Nella serata di ieri sono comparsi all'Allianz stadium alcuni striscioni di protesta della tifoseria bianconera contro la Superlega

Nella serata di ieri sono comparsi all'Allianz stadium alcuni striscioni di protesta della tifoseria bianconera contro la Superlega

Come un "golpe" fallito. E’ durato 48 ore il tentativo dei Paperoni del calcio europeo di rivoluzionare il mondo del pallone. Troppo forti da gestire le pressioni e l’ostracismo di tifosi (stranieri, soprattutto), dei governi nazionali e delle organizzazioni calcistiche internazionali di Uefa e Fifa. Il risultato? Un comunicato all’1:40 di notte in cui si annuncia la sospensione del progetto SuperLega, che verrà ripensato.

SuperLega, è flop: le squadre si ritirano

Difficile però pensare che un simile progetto possa essere riproposto. Dalla SuperLega infatti si sono già sfilate tutte le squadre inglesi (ben 6, spina dorsale del progetto: Manchester City, Manchester United, Liverpool, Arsenal, Tottenham e Chelsea), con le milanesi e Atlético Madrid e Barcellona in bilico. Le ultime rimaste? Il Real Madrid e la Juventus, le società dei due presidenti che più di tutti hanno caldeggiato la SuperLega, Florentino Perez e Andrea Agnelli. Un presidente "mandato avanti" anche dai colleghi italiani, che avevano preferito rimanere coperti e silenti, riconoscendogli la paternità dell'idea, salvo poi lasciarlo solo una volta naufragato il progetto.

Striscioni contro Agnelli

Con le prime luci dell'alba rimangono gli strascichi di un terremoto destinato a generare ancora diverse scosse d’assestamento che potrebbero portare cambi immediati ai vertici dei top club europei. La Juventus, ovviamente, non è esente da questo ragionamento. Anzi. La scorsa notte alcuni tifosi hanno affisso due striscioni durissimi contro il presidente Agnelli, fuori dall’Allianz Stadium: “La nostra storia non va infangata, barattata e commercializzata: noi siamo la Juventus F.C. No alla SuperLega, vergognati” e ancora “Conti in rosso, deficit e SuperLega, dei nostri tifosi non ve ne fotte una s**a. Scissionisti”. Ad appenderli la componente ultras della tifoseria, da tempo in guerra contro il numero uno bianconero. Anche i tifosi normali però, sui social e nei bar della città, avevano sollevato diversi dubbi sulla mossa del rampollo di casa Agnelli. Anche se rispetto ad altre latitudini erano stati più tiepidi e possibilisti.

Voci di dimissioni e smentite

Con il colpo di Stato fallito poi, sono iniziate a cadere le prime teste di chi aveva sperato nella rivoluzione: il Manchester United ha accompagnato alla porta il vice-chairman Ed Woodward, per esempio. In tarda serata sono circolate voci incontrollate di possibili dimissioni da presidente della Juventus di Andrea Agnelli. Voci al momento, che non trovano peraltro riscontro nella realtà. Da ambienti vicini alla Vecchia Signora fanno sapere che non ci sarà alcun passo indietro da parte del nipote dell'Avvocato. Per il momento. Nessuna reazione invece da parte del cugino e amministratore delegato di Exor, John Elkann.

Agnelli tira dritto

Nonostante il clima avverso, il presidente della Juve, alla guida da 10 anni, sembra voler tirare dritto, come confermato dalle parole riprese da Repubblica: "Fra i nostri club c'è un patto di sangue, il progetto SuperLega ha il 100% delle possibilità di successo. Andiamo avanti". Un difesa strenua della competizione, ma frasi che appaiono deboli rispetto a un contesto ormai sgretolatosi uscita di club dopo uscita di club. Di certo, la ferita con l'ambiente appare insanabile. La maggior parte dei tifosi non ha capito il progetto e le modalità di imposizione. Il tutto, mentre la Juventus, attesa questa sera dalla sfida contro il Parma, fatica a qualificarsi per la Champions League. Il caos nel mondo Juve è servito.

La Borsa "colpisce" i bianconeri, duro Cairo: "Punizioni esemplari"

Intanto, tra le prime reazioni di giornata, anche la Borsa sembra "punire" la situazione di incertezza dei bianconeri: in avvio di trattative, infatti, il titolo ha perso il 9,63%. E anche il patron del Torino, Urbano Cairo, usa parole dure: "La Superlega è un attentato alla salute del calcio italiano, all'interesse collettivo. Tre società, Juve, Inter e Milan, hanno pensato esclusivamente alla loro salute economica, ai loro interessi. Ora ci vogliono sanzioni esemplari".

Andrea Parisotto

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