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Attualità | 27 ottobre 2021, 15:30

Tribunale di Savona, cala nettamente il tempo di durata dei processi, permane la carenza di personale

Diminuite anche le sopravvenienze, per la sezione civile a fronte di 6256 iscritte, ne sono state definite 6534. Presidente Princiotta: "Se la pandemia fosse arrivata 10 anni fa avrebbe steso tutto il sistema giuridico italiano"

Tribunale di Savona, cala nettamente il tempo di durata dei processi, permane la carenza di personale

"Il Tribunale di Savona non è stato sconfitto dal Covid per capacità lavorativa, ha dato un forte scossone alla giustizia savonese che però ha reagito bene con grande flessibilità".

Queste le parole del presidente della sezione civile Alberto Princiotta nel palazzo di giustizia savonese in occasione della giornata europea della giustizia civile nel quale sono stati illustrati alcuni dati da parte del presidente del Tribunale di Savona Lorena Canaparo, la presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Vittoria Fiori, la dirigente amministrativa Silvia Biagini e Fabio Cardone, presidente della camera civile.

Centrale il tema della durata dei processi civili, spada di Damocle degli ultimi anni ma che nel Tribunale savonese sono diminuiti nettamente, a fronte infatti di un "disposition time" a livello nazionale del 556 per il 2019 e del 719 per il 2020, a Savona infatti il DT si è attestato nel 2019 a 258 e nel 2020 a 365 (migliore dato anche nel confronto con gli altri Tribunali del distretto).

 "Il sistema ha retto e la commissione europea prenderà proprio in considerazione questi dati importanti per inviare i fondi. Sono inoltre diminuite le sopravvenienze, attestabili sul 10-15% in meno rispetto agli anni precedenti, l'organizzazione infatti è riuscita a fronteggiare la richiesta di giustizia - ha spiegato la presidente Canaparo - nel 2020 per la sezione civile, a fronte di 6256 iscritte, ne sono state definite 6534, siamo orgogliosi perché è frutto di grande impegno e nulla arriva per caso".

"Ragionando sulle conseguenze della pandemia, le cose più interessanti sono due, cioè i cambiamenti sul nostro modo di lavorare e le conseguenze del Covid sul contenziosi, abbiamo tutti dovuto lavorare in modo diverso, è stato un colpo molto forte - ha proseguito il presidente Princiotta - ma questi risultati importanti sono dovuti a 4 fattori per fronteggiare l'emergenza e gestirla: una buona organizzazione logistica del tribunale, sono infatti state gestito bene le misure di contenimento; la professionalità e lo spirito di servizio del personale amministrativo seppur con un organico ridotto all'osso che ha gestito bene lo smart working così come il Ministero che ha consentito l'accesso in remoto ai registri; il Pct, processo civile telematico: se infatti la pandemia fosse arrivata 10 anni fa avrebbe steso tutto il sistema giuridico italiano; una forte collaborazione tra giudici e avvocati, abbiamo infatti fatto gioco di squadra, privilegiato la trattativa scritta e abbiamo inventato proprio un processo scritto, concordato con un protocollo completo che ha funzionato e non ci sono state nessun tipo di polemiche".

Dopo mesi di processi scritti, le udienze sono tornate in presenza cercando di essere più puntuali ed evitare assembramenti, ma si sono verificati alcuni problemi legati alle code autostradali con i conseguenti ritardi degli avvocati in arrivo da Genova e allora hanno optato per un tipo di processo misto.

Fino al 26 ottobre erano 2568 le cause civili e ad oggi invece sono salite a 2740. Per quanto riguarda i casi legati ai contenzioso rispetto all'aumento nazionale del 20%, a Savona invece per esempio non sono state depositate cause legate a responsabilità mediche connesse alla pandemia. Poche invece le cause legate al pagamento delle locazioni di immobili ad uso commerciale, bar, ristoranti o villaggi turistici nel periodo nel quale le attività sono state chiuse o è diminuito il lavoro, anche grazie all'attività di mediazione degli avvocati e la rinegoziazione dei contratti.  In numero ridotto le cause per la sospensione dal lavoro e dal giudice di pace (poi respinte) per l'assenza dei dispositivi di protezione individuale.

Molto alte ma in lieve flessione le cause di famiglia (separazioni e divorzi) e ad oggi sono 700-800 le sopravvenienze. Sono invece aumentate le separazioni consensuali rispetto alle giudiziali.

Complicata invece la situazione dell'organico in Tribunale con il 34% in meno: attualmente su un totale di 94 i lavoratori sono 62. Le carenze più importanti vengono rilevate nelle posizioni apicali, mancano infatti 4 direttori su 5 e di funzionari sono presenti solo 11 su un totale di 24. I cancellieri invece dovrebbero essere 15 ma ne sono presenti soltanto 9.

"Tramite un'organizzazione giornaliera il personale amministrativo è riuscito a fare squadra e a reagire e tramite i fondi Pnrr speriamo di riuscire a risolvere il problema mitigato anche tramite la convenzione con i beneficiari del reddito cittadinanza - ha spiegato la dirigente Biagini - è stata infatti effettuata una selezione per cercare di posizionare persone più opportune e adatte, siamo riusciti a dare un senso in un termine produttivo dando risultati concreti".

Sono 20 al momento al lavoro, 2 al giudice di pace, uno all'Unep e 17 in tribunale, in Procura invece 12.

Per quanto riguarda gli avvocati invece è stato registrato un lieve calo, dai 786 del 2019 ai 770 del 2020, con un ulteriore diminuzione del 2021. 183 i praticanti, la maggioranza donne. Aumentata la richiesta di mediazione, 270 nel 2020, il 15-20% in più conclude positivamente. 

 "Il Covid ha influito sul nostro lavoro, confermo con la collaborazione con il palazzo per riorganizzare le udienze, per il civile si è sempre cercato di mantenerle in presenza e svolgere il nostro lavoro, si tenderà a velocizzare il processo per essere conformi a ciò che la Comunità Europea ci crede - ha spiegato la presidente dell'ordine degli avvocati Vittoria Fiori -  c'è stato un aumento della richiesta di mediazione (aumentando, nel 2020 sono circa 270 ed inizia ad aumentare il numero delle mediazioni positive, sul 15-20%), lieve calo delle iscrizioni negli avvocati, nel 2019 erano 786, 2020 770, ad oggi ulteriore calo, prevalenza uomini con differenza minima, praticanti sono 183, la maggioranza donne.

Alte le domande per il gratuito patrocinio, circa 500 all'anno. "Ciò dimostra la necessità di giustizia di una parte della popolazione che purtroppo ha un reddito che non supera i 12mila euro annui" ha continuato l'avvocato.

"Verrebbe da chiedersi a fronte degli ottimi risultati, per quale motivo è necessaria una riforma, il fatto che si debba metterne in campo una nuova ogni anno per avere i contributi è disorientante e poco comprensibile per i cittadini - ha concluso Cardone - sul codice procedura civile l'avvocatura è molto critica, avvertiamo un netto calo del contenzioso, c'è una flessione, c'è un calo di domande della giustizia, il fatto di accedere al Tribunale è un salto importante che chi è in difficoltà economica non riesce a intraprendere, questo ci porta ad un numero importante delle mediazioni, delle conciliazioni. Cerchiamo infatti di trovare soluzione alternative alla sentenza, con una conciliazione infatti si cerca di mantenere la tempistica e il costo che si collega poi alla crisi dell'avvocatura stessa".

 

Luciano Parodi

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