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Al Direttore | 11 gennaio 2022, 13:54

Figlio muore in un tragico incidente, il papà si sfoga: “Mia moglie fatica a elaborare il lutto, assente dal lavoro continua a ricevere visite fiscali”

“Vorrei parlare con qualcuno ‘umano’ a cui spiegare la situazione. In certi casi, la normativa che costringe al rispetto delle fasce orarie e a ripercorrere ogni volta tragici ricordi forse andrebbe cambiata. È un’agonia assurda”

Figlio muore in un tragico incidente, il papà si sfoga: “Mia moglie fatica a elaborare il lutto, assente dal lavoro continua a ricevere visite fiscali”

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un lettore che lamenta un “difetto” di normativa che regolamenta il rispetto delle fasce orarie per le visite degli ispettori Inps in determinati casi, come quello di una mamma assente dal lavoro perché ha perso il figlio in un tragico incidente.

Egregio direttore, oggi sarebbe il compleanno di mio figlio, tragicamente scomparso lo scorso maggio. Scrivo proprio oggi, in questa giornata di estrema tristezza, perché siamo esausti. In seguito al suo decesso, mia moglie è caduta in uno stato di profonda depressione e, dopo un paio di ricoveri,  necessita tuttora di cure psichiatriche e psicoterapia. A causa del trauma subito, credo facilmente comprensibile per chiunque, da allora è assente dal lavoro, cosa che ha comportato diverse visite mediche con prolungati e ripetuti certificati di malattia. Ogni volta che inviamo un nuovo certificato per prolungare la malattia, mia moglie riceve la visita fiscale da parte dell’Inps, magari la domenica o nei giorni festivi, perché la sua casistica non prevede l’esenzione della reperibilità in determinate fasce orarie. Credo chiunque sia in grado di comprendere che mia moglie non sia a casa per una banale influenza o un raffreddore, ma per una patologia un ‘pochino’ più grave, che difficilmente si risolve in tempi brevi”.

Ciò premesso, trovo del tutto abnorme e completamente insensato che, dopo la prima visita fiscale in cui si sono apprese le motivazioni della malattia e ne sono state accertate le cause, ci si ostini a costringere la paziente al rispetto delle fasce di reperibilità e a subire ulteriori visite fiscali, a seguito di prolungamenti della malattia.  Mi chiedo con quale criterio si possa chiedere a una persona che ha subito un lutto tra i più terribili di dover rimanere chiusa in casa ad attendere gli ispettori dell'Inps, che già hanno acclarato precedentemente lo stato dei fatti. Senza contare che comunque, ogni volta che si presenta il medico fiscale, occorre in qualche modo ripercorrere tragici ricordi, per spiegare le motivazioni dell'assenza dal lavoro, che già sono ben note agli ispettori” .

Ho scritto alle istituzioni e agli organi di stampa perché almeno vorrei che ci fosse una persona con cui parlare presso l’Inps per spiegare una volta per tutte la situazione e chiedere l’esenzione del rispetto delle fasce orarie, perché secondo noi la normativa andrebbe cambiata. Ho provato tante volte a chiamare i numeri che mi sono stati dati, ma non c’è mai nessuno che risponde, con cui avere un colloquio ‘umano’  e che possa decidere di smettere questa assurda, ulteriore agonia. Non ne possiamo più”.

Lettera firmata

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