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Politica | 07 febbraio 2022, 13:35

Ato unico rifiuti, prosegue la discussione tra i sindaci: richiesta chiarezza sui singoli servizi e una task force (VIDEO)

Non convince neanche la futura governance di Sat, i primi cittadini con piccole quote chiedono di avere voce in capitolo. Corsa contro il tempo per "acciuffare" i fondi del Pnrr

Ato unico rifiuti, prosegue la discussione tra i sindaci: richiesta chiarezza sui singoli servizi e una task force (VIDEO)

Ancora una volta in Provincia ha tenuto banco il tema nell'assemblea dei sindaci della gestione del servizio di raccolta rifiuti nell'ambito territoriale unico del savonese, che dovrebbe comprendere 58 enti territoriali (i rifiuti in 5 comuni della Val Bormida al momento sono gestiti da Ideal Service), ad esclusione del comune di Savona e i comuni di Andora, Stellanello e Testico che fanno parte dell'imperiese.

Dopo lo slittamento del dicembre scorso e di un ulteriore rinvio a gennaio, i primi cittadini del savonese si sono confrontati dopo che nelle settimane precedenti avevano potuto esporre tutte le criticità riscontrate alla società di consulenza Contarina in merito al piano industriale e la sua stesura per passare poi ad affidare tramite la procedura dell'"in house" a Sat la gestione della raccolta.

Il tutto era quindi stato sottoposto alle diverse amministrazioni affinché portassero alcune direttive per migliorarlo, da integrare coi parametri richiesti dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), dando vita a una serie di incontri ai quali ha preso parte anche l'azienda stessa.

I sindaci avevano infatti chiesto alcune precisazioni sulle tipologie dei servizi e le modalità di raccolta e alcune implementazioni, ma permane ancora qualche perplessità sui servizi considerando che i singoli territori hanno caratteristiche diverse e sul futuro del servizio e di quanto i comuni potranno avere capacità decisionale quando l'azienda unica partirà con il servizio.

Come specificato dal presidente della Provincia Pierangelo Olivieri dopo la deliberazione del piano industriale sarà presente un periodo di transizione della durata di 24-36 mesi dalla data di stipula per poi partire con l'avvio della fase in regime di Sat.

"Sono stupito, è inutile negare che ci siano state interlocuzioni tra un gruppo di sindaci che aveva esposto qualche perplessità e speravamo ci fosse spazio per più concertazione. Nessuno mette in discussione il percorso che va portato a compimento, ed è stato fatto tanto sul piano industriale, Contarina aveva fatto un lavoro superficiale senza conoscere il territorio ed ora non è impresentabile ma presenta criticità sui servizi che verranno fatti nei singoli paesi - dice il sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa - Il passaggio successivo è che è difficile andare ad approvare questo piano, voglio sapere dove si andrà a finire, se si approva e poi voglio andare a discutere un contratto di servizio con che forza vado a farlo? Voglio sapere prima il mio futuro, ora un minimo potere contrattuale ce l'ho, più avanti sarà praticamente a zero. Sono preoccupato per quello che potrà essere, non si può parlare di piano senza avere un'idea del futuro, ho grosse perplessità".

Ha proseguito il primo cittadino di Finale Ligure Ugo Frascherelli: "Da un po' di tempo ci sentiamo con alcuni colleghi, da quanto è emerso è che la Provincia deve svolgere un ruolo più incisivo, di maggiore impulso dal piano industriale e sulla futura governance della società".

"Bisogna fare chiarezza, è evidente che questa scelta potrà influire anche sui costi, ci sono aspetti che devono essere ancora affinati e visti gli elementi bisogna mettere qualsiasi sindaco in una condizione indifendibile nei confronti del proprio consiglio comunale e quindi dei cittadini - ha continuato Nicola Isetta, sindaco di Quiliano - In questa fase di transizione dovremmo ragionare sui costi reali e c'è la necessità di definire gli aspetti che sono più funzionali al tema della gestione, deve essere chiaro fino a quando si arriva alla gestione e alla competenza dei comuni e da quando questa cambia nelle competenze dell'Ato. Così facendo mettiamo gli amministratori in una situazione di difficoltà e debolezza. Altro tema gli impianti e le discariche, ci vuole un soggetto politico che si prenda la responsabilità di gestire questi processi".

"È possibile consolidare un gruppo di lavoro, individuando le diverse sensibilità politiche e territoriali che accompagnino questo processo di sviluppo del piano? Una conferenza di sindaci che prepari questo lavoro facendo sì di essere rafforzati su tutti i temi. Lo spostamento dell'asse regionale c'è sugli impianti e ben venga, sono stufa di coprire a Vado le esigenze di Imperia e Genova. Siamo qua all'anno zero ma dobbiamo partire, come possiamo ora a pensare alla governance? La perfezione di questo documento non c'è ancora ma se ci mettiamo tutti insieme potremo essere a buon punto. Vorrei un organismo più strutturato" specifica la prima cittadina di Vado Monica Giuliano.

"Avevo dimostrato perplessità sul piano industriale e avevo detto che c'era difficoltà nel proporre servizi minori ai cittadini con costi maggiori. Ci sono differenze che sono talmente evidenti tra ad esempio il servizio in Va Bormida e a Pietra Ligure, vorrei che il periodo 24-36 mesi debba essere scritto in una maniera diversa con la Provincia che sia garante e il lavoro che deve essere fatto in sinergia dando una prospettiva precisa. Vorrei ci fosse un qualcuno che metta a sistema questa cosa, dando un segnale per un discorso che è troppo generalizzato" continua Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure.

"Bisogna tenere conto delle varie realtà, sull'armonizzazione siamo certi che ci saranno alti e bassi ed è vero però che bisogna armonizzare per avere un'economia di scala. Delle linee guida devono essere messe in un piano industriale, mi aspetto un'attività base con costi uguale per tutti e non bisogna pagare di più di quanto si pagava prima. Ci deve essere un'offerta che deve essere compatibile con costi migliorati. Lavorare in un task force è l'ideale" puntualizza Renato Dacquino di Borgio Verezzi.

Il consigliere provinciale e sindaco di Cisano sul Neva Massimo Niero: "Il punto vero e riuscire a emendare quella delibera in modo da rappresentare tutti i territori, siamo qua per approvare un piano industriale che aveva delle lacune, ora bisogna affinare la delibera, trovare una quadra ed arrivare ad una settimana a risolvere anche perché ci giochiamo i fondi del Pnrr. Nel periodo transitorio dovremo lavorare sulla governance, ma ora dobbiamo pensare al piano industriale e dobbiamo definire tutti gli aspetti a stretto giro iniziando la vera fase di lavoro. Dobbiamo dare un segnale alla Regione che siamo presenti, che prendiamo noi le decisioni sul territorio. Facciamo un patto chiaro".

Il collega consigliere di maggioranza e sindaco di Cosseria Roberto Molinaro: "Ci deve essere un miglioramento del servizio per il cittadino e un abbassamento dei costi e il socio che ha una percentuale minima deve dire la sua per l'aspetto normativo del controllo analogo. Per la costituzione di un gruppo di lavoro bene, ma che vengano rappresentati i territori. Un altro allarme è il fatto di un aumento di Ecosavona, voglio capire se si può fare qualcosa oltre all'indifferenziata".

"Dobbiamo stringere i tempi, avere qualcosa di concreto ma questa proposta di oggi lascia qualche dubbio a tanti. Se si riuscisse in questa settimana a mettere a punto alcuni aspetti come alcuni paletti con Sat e poi a lavorare una bozza per la governance sarebbe l'ideale. Dobbiamo uscirne compatti" conclude Roberto Sasso del Verme.

"Vogliamo essere propositivi, concreti ed operativi. Abbiamo riattivato un gruppo di lavoro rappresentativo del territorio con comuni più grandi, quelli che hanno sul territorio le municipalizzate e più piccoli che convocherò per arrivare all'obiettivo la settimana prossima dell'acquisizione del parere di approvazione del piano industriale relativo alla delibera che il consiglio provinciale dovrà assumere. Non è il passo finale ma fondamentale per andare all'obiettivo della costituzione del soggetto unico di gestione dell'ambito provinciale per essere pronti a traguardare il disegno regionale" ha detto in chiusura il presidente della Provincia e sindaco di Calizzano Pierangelo Olivieri.

La discussione si è concentrata anche sul disegno di legge regionale, i sindaci hanno infatti chiesto che la Provincia di Savona sia centrale e non venga sovrastata dalle decisioni della Regione per un superamento dell'ambito.

"Il nostro territorio per conformazione, centralità rispetto alla Regione e aree che hanno vocazione naturale industriale conseguentemente impiantistica è baricentrico nella politica regionale dei rifiuti però responsabilità di noi amministratori in maniera partecipata abbiamo voluto che nel gruppo di lavoro ci fosse la rappresentanza di tutti i gruppi consiliari. Con una larga partecipazione possiamo assicurare il ruolo che ha diritto di avere la Provincia" conclude Olivieri.

Luciano Parodi

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