La lotta per riavere il Pronto Soccorso al Santa Maria di Misericordia , che ha visto migliaia di persone scendere in piazza e mobilitarsi in più iniziative, un bisogno manifestato a gran voce dai cittadini per le strade come sui social ha unito finalmente anche il Consiglio comunale di Albenga che ieri sera, 16 maggio, ha votato all’unanimità l’odg proposto dai consiglieri di minoranza Calleri, Porro, Distilo e Ciangherotti, sebbene con gli emendamenti della maggioranza.
Non sono mancate le stoccate tra maggioranza e minoranza, ma ha vinto il popolo che ha visto finalmente unito il Consiglio sul bisogno primario di una Sanità alla portata di tutti e di facile accessibilità. Con questo voto unanime, si riaccende la fiammella della speranza. Il Consiglio comunale di ieri sera, si è aperto quindi con la discussione legata all’ospedale di Albenga.
In particolare, i consiglieri di minoranza Calleri, Porro, Distilo e Ciangherotti hanno presentato una richiesta di convocazione straordinaria per discutere l’opportunità di portare un’istanza al Ministro della Salute Roberto Speranza di deroga al D.M. 2 aprile 2015 n. 70 "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera".
Tocca al consigliere di minoranza Eraldo Ciangherotti spiegare l’odg che, a sorpresa, include l’interrogazione presentata dall'onorevole Franco Vazio al Ministro della Salute Speranza per chiedere se “le previsioni contenute nel decreto ministeriale n.70 del 2015 e in particolare l’articolo 9.2.1 riguardante l’ospedale sede di pronto soccorso, rappresentino regole inderogabili, ovvero se le stesse costituiscano indicazioni che possano essere valutate e comunque derogate dalle regioni dell’ambito della loro competenza in materia sanitaria e di programmazione”.
Nello specifico, l’interrogazione dell’onorevole Vazio riassume la nota situazione e fa leva su 4 punti fondamentali: la modernità dell’ospedale, già dotato di tutti i reparti necessari, soppressi precedentemente: estensione territoriale e bacino d’utenza di 60.000 abitanti che arriva quasi a triplicare nel periodo estivo; rete stradale problematica e altamente trafficata, con collegamenti spesso tortuosi e complessi e autostrada spesso oggetto di interruzioni che comportano tempi di percorrenza anche fino a un’ora per arrivare al Pronto Soccorso più prossimo costituito dal Dea di 2° livello dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure; eccessivo carico di accessi presso il Pronto Soccorso di Pietra Ligure che può comportare un'attesa, per gli utenti, di moltissime ore. Premesso quindi che sono state sollevate obiezioni di carattere formale e legislativo che impedirebbero tassativamente la riapertura del Pronto Soccorso ad Albenga, chiede al Ministro Speranza “se le previsioni contenute nel decreto ministeriale n. 70 del 2015 e in particolare all'articolo 9.2.1 riguardante l'ospedale sede di Pronto Soccorso, rappresentino regole inderogabili ovvero se le stesse costituiscano indicazioni che possano essere valutate e comunque derogate dalle regioni nell'ambito della loro competenza in materia sanitaria e di programmazione”.
Come spiegato dal consigliere di minoranza Gerolamo Calleri, “in relazione al primo requisito riguardante il bacino di utenza compreso 80.000 e 150.000 abitanti, un Pronto Soccorso, non diversamente dal qualsiasi altra infrastruttura, impianto volto ad erogare servizi all'utenza, non può non considerare il dato degli abitanti effettivi del territorio. Al pari di quanto già previsto per legge, come gli impianti di deputazione, il dimensionamento dei servizi trasporti, le infrastrutture pubbliche devono essere dimensionate al numero effettivo di utenti potenziali, considerando pertanto la popolazione fluttuante. Non è quindi accettabile che la pianificazione dei Pronto Soccorso faccia riferimento alla sola popolazione residente. Il dato statistico ed ufficiale della popolazione fluttuante del bacino di utenza dell'ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga supera abbondantemente le 80.000 unità”.
Dopo la lettura da parte del consigliere di minoranza Ciangherotti e una breve riunione estemporanea della maggioranza, prende la parola il primo cittadino Riccardo Tomatis: “Parlo a nome della maggioranza per esprimere un parere favorevole circa quanto proposto dalla minoranza questa sera. È valorizzante del lavoro dell’On. Vazio, ma sono opportune delle modifiche per evitare di deresponsabilizzare il presidente della Regione Toti, che non può chiudere gli occhi davanti ai problemi oggettivi che ci sono. Usa il D.M. 70 per edulcorare una scelta politica, quindi facciamo delle integrazioni”.
Quindi gli emendamenti come condicio sine qua non per una votazione favorevole che sostanzialmente prevedono che, in caso di risposta positiva, il presidente della Regione deve rivedere interamente la politica sanitaria del savonese, impegnandosi ad aprire il Pronto Soccorso con tutti i reparti necessari; in caso di risposta negativa, il presidente Toti, congiuntamente al sindaco di Albenga chiedono al Ministro della Salute Speranza di introdurre una deroga ai limiti imposti al punto 9.2.1 del D.M.2 aprile n. 70, tenendo in considerazione anche gli abitanti non residenti e i tempi medi effettivi di percorrenza delle strade per arrivare al Pronto Soccorso di Pietra Ligure.
Sebbene non siano mancate frecciate e stoccate, da una parte e dall’altra e il consigliere di minoranza Roberto Tomatis, pur votando a favore, abbia espresso delle perplessità sull’efficacia della delibera, invitando a percorrere anche altre strade, la minoranza ha accolto gli emendamenti ed è stata votata favorevolmente all’unanimità da tutto il Consiglio, con grande soddisfazione da parte di tutti.
“Sono molto soddisfatto. Serve una presa di posizione unanime sulla mala gestione della Sanità del territorio, non dobbiamo più rimpallarci le colpe tra parti politiche. Abbiamo il sostegno di tutto il territorio – conclude il sindaco Tomatis -. Nessuno prima di noi ci era riuscito. I cittadini sanno e vedono che stiamo lottando per il bene comune di tutti. Ora non abbassiamo la guardia sulla Sanità ad Albenga, dobbiamo farlo anche per le nuove generazioni. I cittadini meritano una Sanità che funzioni davvero”.















