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Al Direttore | 20 maggio 2023, 13:40

Restyling di via Ratti: "Preservate la signorilità antica di Savona!"

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di Simona Bellone, artista e presidente dell'associazione culturale caARTEiv di Millesimo

Restyling di via Ratti: "Preservate la signorilità antica di Savona!"

La contaminazione di epoche con stili architettonici diversi nel corso dei secoli ha rivoluzionato il panorama paesaggistico delle città italiane. Originariamente erano borghi rurali con strutture a un piano o due con tanto verde attorno, per poi divenire, per fame di predominio, urbanizzazione e commercio, sempre più imponenti, costruiti con materiali e tecniche innovative, e stili variegati, frutto di influenze artistiche ricercate fra esponenti dell’epoca influenti e creativi. 

Le fortezze ed i castelli che dominavano il territorio verdeggiante, pian piano hanno perduto i fasti, in un alternarsi di guerre e predomini nefasti, in seguito restaurati ed ora preziosa meta turistica per poli museali di importanza unica, che collocano la nostra amata Italia fra le più rinomate gemme italiane di valore mondiale. Purtroppo con il boom economico del secondo dopoguerra, sono esplose rivoluzioni che hanno relegato monumenti di pregio, in souvenir di nicchia circondati da edifici squadrati ed anonimi, senza nessun criterio del gusto del “bello”. 

L’esigenza di creare ed ammodernare ha portato l’Italia ad una mania di colorare tutto il più possibile, non solo giustamente su manifesti pubblicitari commerciali di momentaneo rinnovamento alternato, ma purtroppo anche invadendo in permanenza spazi di antica forgia, usurpando aree di placida ma grandiosa origine urbanistica di pregio. Guardando Savona con occhio forestiero, la si può apprezzare come una signora di mezza età altolocata ed austera, sobria custode di una storia secolare unica nel suo genere, orgogliosa del suo mare, gelosa delle sue ricchezze, tutte da scoprire alzando gli occhi ed entrando nei suoi edifici peculiari. Divenendo sempre più attrazione mediatica, nonché già vitale polo lavorativo oltre che rilevante comunicazione stradale della riviera, la necessità di salvaguardare il suo nucleo con pedonalizzazione necessaria, è il risultato di attenzione alle proprie virtù per proteggerla dall’incuria. 

La mania di ristrutturare tutto però con possente modernizzazione di massa, rischia di estrapolarla dalla propria connotazione distintiva, dai suoi colori tenui, dai suoi monumenti bronzei e suoi palazzi che hanno imperato per bellezza nel primo novecento, guardiani impavidi di viaggi di carrozze trainate da cavalli e passeggiate con ombrellini e cappelli da sole infiorati, con vestiti di pizzo sontuosi. Guardare oggi i colori sgargianti che in via Ratti padroneggiano come nuovo restyling picassiano, che la catapultano in un manifesto pubblicitario da cartolina, è sembrato un azzardo poco opportuno a molti occhi degli utenti del web, non solo a me appassionata d’arte e storia. 

Era forse più opportuno valutare altre soluzioni per valorizzare Savona e le sue pregevolezze, ad esempio un gioco cromatico tra i colori beige, avana, avorio, argento, camoscio, bianco antico, grano, marrone sabbia, limone crema, lino, pesca, che poteva sfociare nella riproduzione della sagoma delle principali attrazioni di Savona, quali ad esempio il Priamar, la Torre del Brandale, il monumento ai caduti, la Torretta.

Dato che i colori vivaci potranno essere punti di osservazione forniti già in natura dalle fioriere con piante stagionali in piena fioritura, era più opportuno mantenere un profilo chic e non dare uno sguardo kitsch al viaggiatore, che sembra essere catapultato in una improvvisata Beauborg italiana, ampiamente fuori luogo in questo contesto savonese. Per togliere il grigiore scuro dell’asfalto poteva anche essere valutata una pavimentazione in pietrisco antico, per riportarla alla gloria elegante ante motorizzazione.

La mia osservazione, che può essere di importanza storica anche per altre città italiane, è un appello accorato di preservare la signorilità antica di Savona, in questi tempi moderni invadenti e distratti. 

Simona Bellone, artista e presidente dell'associazione culturale caARTEiv di Millesimo

Lettera firmata

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