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Finalese | 06 marzo 2025, 19:14

Finale, sempre vivo il ricordo degli "scioperi bianchi" del 1944 e delle vittime di Mauthausen (FOTO)

Furono circa una trentina i deportati, cinque di loro non fecero più ritorno a casa. Stamani la doppia celebrazione al monumento e con gli studenti del Nuovo Polo Scolastico

Una mattinata di memoria e riflessione quella vissuta quest'oggi nella nostra Finale, dove si è celebrato l'81esimo anniversario degli scioperi del 1° marzo 1944, tra commemorazione e approfondimento storico.

L’Amministrazione ha partecipato alle iniziative organizzate in collaborazione con Aned, Anpi, Isrec e le organizzazioni sindacali Cgil e Fiom, Cisl e Uil, rendendo innanzitutto omaggio, presso la lapide in loro memoria posizionata in piazzetta della Libertà, agli operai della Piaggio che, opponendosi al regime fascista e all’occupazione nazista, furono arrestati e deportati nei campi di sterminio, sacrificando la propria vita per la libertà e la democrazia nel campo di Mauthausen.

Furono cinque i lavoratori vittime dei rastrellamenti nello stabilimento aeronautico finalese che poi, dopo esser stati tenuti in prigionia insieme agli altri venti colleghi nella struttura del Merello a Spotorno (dove è stato inaugurato recentemente un monumento a ricordo di come quello fu luogo di sofferenza e atrocità), trovarono la morte in Germania.

A seguire, nell’aula magna del Liceo Issel, si è svolto l'incontro con gli studenti, durante il quale sono intervenuti il dirigente scolastico Daniele Scarampi, il sindaco Angelo Berlangieri, il delegato ANED di Finale Ligure Ugo Frascherelli e la presidente della sezione Anpi di Finale Ligure, Marta Dabove.

Il sindaco Berlangieri ha sottolineato il coraggio di chi si oppose alla dittatura, ricordando l’importanza della memoria storica e invitando i giovani all'impegno per costruire la società del domani: «Allora scioperare o manifestare dissenso era non solo vietato ma anche perseguito. Uomini e donne misero la paura in tasca partecipando anche a Finale a uno dei cosiddetti “scioperi bianchi”: 5 dei nostri concittadini non tornarono. Pensate al coraggio che ebbero quelle persone, al sacrificio che compirono. Siete voi giovani a dover fare da argine a un futuro che non sia mai più il rivissuto di quanto fu allora».

Anche il delegato Aned ed ex Sindaco di Finale Ligure, Ugo Frascherelli, ha voluto ribadire quanto il ricordo sia essenziale per comprendere il presente: «Scioperare allora significava rischiare di morire. Ricordando non possiamo garantirci che certe cose non succedano più, ma ricordare significa essere consapevoli».

Nel corso della mattinata hanno quindi preso la parola il presidente della sezione Aned di Savona-Imperia, Simone Falco, che ha approfondito il tema della deportazione dei savonesi nei lager nazisti, mentre la vicepresidente nazionale dell’Aned, Tiziana Valpiana, ha raccontato la tragica esperienza della deportazione politica degli italiani tra il 1943 e il 1945.

Particolarmente significativo è stato l’intervento di Diomira Pertini, presidente della sezione Aned di Verona e figlia di Eugenio Pertini, fratello del futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che ha portato una testimonianza diretta sul sacrificio e sulla lotta per la libertà.

Redazione

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