Un successo che sa di riscatto. Robert Kubica ha conquistato la 24 Ore di Le Mans, al volante della Ferrari 499P del team AF Corse. Una vittoria dal sapore speciale per il pilota polacco, oggi 40enne, che quattordici anni fa ha visto la sua carriera e la sua vita stravolte da un terribile incidente proprio sulle strade del Savonese.
Era il 6 febbraio 2011, durante il Rally Ronde di Andora. In località San Lorenzo, a Testico, la sua vettura finì contro un guardrail. Le ferite furono gravissime: fratture multiple, emorragie interne, lesioni permanenti alla mano e al braccio destro. Fu trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Lì scattò una corsa contro il tempo: un’operazione delicatissima, durata oltre 12 ore, condotta da un’équipe composta, tra gli altri, da Brunello Brunetto, Francesco Lanza e Igor Rossello. Fu un caso clinico seguito dai media internazionali e diventò un esempio della qualità e della prontezza della sanità savonese.
Kubica sopravvisse, ma iniziò un percorso lungo e doloroso: oltre 40 fratture, coma, interventi multipli e mesi di riabilitazione. Eppure tornò. Nel 2019 fu di nuovo in Formula 1 con la Williams, poi si dedicò alle gare di durata. Fino a oggi, al trionfo di Le Mans.
Nel legame tra il campione e la provincia di Savona c’è anche un gesto simbolico: nel 2012 diventò testimonial della campagna Avis “Donare sangue è un gesto da campioni”, riconoscendo l’importanza della trasfusione che gli salvò la vita.














