Riceviamo e pubblichiamo:
"Egregio sindaco, mi rivolgo a Lei attraverso questo giornale per esprimere il crescente malcontento dei cittadini riguardo all’ordinanza n. 19 del 27/06/2025, con cui è stato introdotto il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” a Savona. L’obiettivo di incrementare la raccolta differenziata e migliorare il decoro urbano è essenziale per una città più sostenibile. Purtroppo, l’avvio del servizio sta generando problemi che ne compromettono l’efficacia: i mancati ritiri dei rifiuti hanno trasformato alcune zone in discariche a cielo aperto, vanificando gli sforzi per una maggiore sostenibilità ambientale".
"Desidero altresì richiamare l’attenzione su un altro aspetto cruciale: la disparità di trattamento tra i cittadini. La suddivisione della città in zone servite da sistemi diversi – isole ecologiche con cassonetti a scheda, cassonetti condominiali con chiave comune e mastelli individuali – manca di criteri tecnici trasparenti. In una stessa strada convivono modalità di raccolta differenti, con oneri molto diversi per gli utenti".
"Chi utilizza i mastelli individuali affronta disagi significativi: deve rispettare orari rigidi (20:00-23:00) per esporli, ritirarli immediatamente dopo lo svuotamento sotto minaccia di multe fino a 500 euro, pulire contenitori spesso sporchi di deiezioni o guano, conservare i rifiuti organici in casa fino a tre giorni e movimentare fisicamente i mastelli, un compito particolarmente gravoso per chi vive in stabili con molti piani privi di ascensore. Nonostante questi oneri, la tariffa TARI rimane identica per tutti, senza riflettere i maggiori sforzi richiesti a chi usa i mastelli".
Questa situazione solleva gravi perplessità: violazione dell’eguaglianza (art. 3 Costituzione): a parità di tariffa, alcuni cittadini sopportano incombenze e rischi economici maggiori; mancata proporzionalità della TARI (art. 53 Costituzione): la tariffa non considera i disagi aggiuntivi, come il rischio di sanzioni o la fatica fisica per chi vive in edifici senza ascensore; carenza di trasparenza e buon andamento (art. 97 Costituzione): la zonizzazione appare arbitraria, senza una logica tecnica chiara, in contrasto con l’obiettivo di un servizio uniforme; non conformità alle normative: le delibere ARERA richiedono che la tariffa sia proporzionata alla qualità del servizio e che non vi siano discriminazioni geografiche, principi che oggi sembrano disattesi".
Tali criticità potrebbero rendere l’ordinanza e la relativa gestione del servizio impugnabili presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), con il rischio di contenziosi che graverebbero ulteriormente sul Comune e sui cittadini. Caro sindaco, La invito a riconsiderare l’attuazione del servizio “porta a porta” per garantire equità e sostenere davvero l’aumento della raccolta differenziata. Savona merita un sistema di raccolta equo, efficace e capace di promuovere una vera transizione verso la sostenibilità. Confidando in un Suo intervento, La saluto cordialmente".
Stefano Martinelli














