Il consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale Jan Casella (Avs) con cui si impegna la giunta regionale a stabilizzare la riapertura del Punto di primo intervento dell’ospedale di Albenga per 24 ore al giorno, superando il carattere transitorio dell'attuale sperimentazione. La seduta ha approvato anche una seconda proposta del consigliere regionale di Avs in materia sanitaria, in cui si afferma la necessità di riattivare “nei tempi tecnici più rapidi” il Punto nascite nell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
“Il ponente savonese chiede da anni il ripristino di questi servizi fondamentali per la salute. Il Ppi di Albenga è stato riaperto 24 ore al giorno lo scorso 10 luglio, ma solo in via sperimentale, fino al prossimo 24 agosto. I cittadini chiedono che questa estensione dell’orario sia confermata 365 giorni l’anno e il consiglio regionale ha accolto questa richiesta. Chiaramente la riapertura 24 ore al giorno deve essere solo un primo passo verso il ritorno del Pronto Soccorso ad Albenga, che è sollecitato a gran voce dalla popolazione e dagli amministratori locali”, dichiara Jan Casella.
“La chiusura del Punto Nascite a Pietra Ligure, decisa dal precedente presidente regionale Giovanni Toti, sta causando forti disagi per le donne del ponente savonese. Negli ultimi anni, si sono verificati numerosi parti di emergenza nelle piazzole dell’autostrada, perché le partorienti non hanno fatto in tempo ad arrivare all’ospedale San Paolo di Savona, l’unico punto nascite rimasto nella provincia di Savona. È una situazione scandalosa, inaccettabile per un paese civile. L’approvazione di questa proposta impegna la Regione a riattivare rapidamente il Punto Nascite del Santa Corona, ponendo fine a questa vergogna”, sottolinea Casella.
Voto unanime per le due proposte dell'odg di Casella, ma “risultato giusto raggiunto per la via sbagliata”, dice il consigliere regionale Angelo Vaccarezza (FI). E spiega: "Martedì è capitata una cosa eccezionale, unica: siamo andati insieme, consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, alla seduta della Commissione Sanità del Comune di Albenga e ci siamo trovati tutti d'accordo e per una volta non abbiamo fatto polemica, sul punto di primo intervento dell'ospedale Santa Maria di Misericordia”.
“Immaginando un percorso comune al territorio – prosegue - per arrivare alla tanta agognata apertura per 24 ore in tutti e 12 i mesi e all'arrivo di un maggior numero di ambulanze. Oggi in Consiglio regionale, invece, il consigliere Jan Casella ha voluto fare la fuga in avanti, si è voluto mettere una medaglia al petto, presentando un ordine del giorno per fare il primo della classe. Ed è stata una scorrettezza – spiega -: sia nei confronti del lavoro comune che stavamo portando avanti, ed anche nei confronti del territorio, che chiede risposte serie”.
“Alla fine, oggi in Consiglio regionale tutti abbiamo sottoscritto e votato l'ordine del giorno presentato dal consigliere Casella, emendato con la nostra proposta di affrontare il tema nella Commissione regionale Sanità, per mantenere quello spirito unitario con cui abbiamo lavorato tutti insieme su questo tema e per confrontarci con Anpas, Croce Rossa e naturalmente Asl, con l'obiettivo finale di giungere stabilmente all'apertura 24h su 24, con un percorso serio e approfondito”.
“Ho votato favorevolmente – sottolinea -, sottoscrivendolo, anche all'ordine del giorno per la riapertura del punto nascite di Pietra Ligure. Un DEA di secondo livello come il Santa Corona, infatti, può garantire la massima sicurezza e serenità alle donne che devono partorire. Credo che le condizioni, soprattutto per quanto riguarda il personale, oggi ci siano. Dei due punti nascita di Imperia e Sanremo, uno dei due dovrà essere nei tempi più celeri possibile trasferito al Santa Corona. Chiedo al presidente della Commissione Sanità di affrontare il tema nella seduta in cui parleremo del Ppi di Albenga – conclude il consigliere Vaccarezza -, approfondendo con i vertici Asl quale possa essere la tempistica".
“L’ordine del giorno che ho sottoscritto - intervieneil consigliere regionale Roberto Arboscello (Pd) - ribadisce con forza l’importanza di mantenere un presidio sanitario attivo h24 nell’area di Albenga. Un primo passo concreto per garantire ai cittadini un servizio fondamentale di emergenza-urgenza in un territorio troppo spesso dimenticato. L’ordine del giorno impegna la Giunta regionale a portare in Commissione il periodo di sperimentazione del Punto di Primo Intervento di Albenga, con l’obiettivo di valutare le modalità più efficaci per una sua piena riattivazione".
"È stata inoltre accolta e approvata la mia richiesta di audire in Commissione tutti i soggetti coinvolti, dal Comune di Albenga alle Pubbliche Assistenze, passando per Alisa e Asl2, per approfondire il tema del protocollo di accesso ai Ppi -aggiunge -.Il lavoro portato avanti in aula ha consentito anche di estendere l’attenzione ai Punti di Primo Intervento di Cairo Montenotte, richiedendo l’apertura di una Commissione ad hoc. Credo che il tema dell’emergenza-urgenza e dell’assistenza territoriale non possa essere affrontato in modo settoriale o parziale, territorio per territorio. Serve invece una visione omogenea e strutturata a livello provinciale, per garantire servizi equi e di qualità in tutto il territorio”.
“Ho votato a favore e sottoscritto anche un nuovo ordine del giorno che chiede con determinazione la riapertura del punto nascite dell’ospedale di Pietra Ligure. È il terzo ordine del giorno che viene approvato su questo tema - sottolinea -. Siamo di fronte a un paradosso politico e istituzionale: tre votazioni unanimi in Consiglio regionale e due presidenti di Regione diversi (Giovanni Toti e Marco Bucci) che hanno pubblicamente promesso la riapertura del punto nascite. Toti lo ha fatto durante il suo mandato, interrotto prima della scadenza naturale. Bucci lo ha ribadito in piena campagna elettorale, parlando direttamente con i comitati e le famiglie del territorio".
"Ora non ci sono più alibi - conclude Arboscello -. C’è una volontà politica chiara e trasversale, testimoniata dalle votazioni in aula. Bisogna passare dalle parole ai fatti, trovando le risorse e soprattutto il personale necessario per restituire al ponente savonese un servizio essenziale per le famiglie e per la sicurezza delle future mamme”.














