Riceviamo e pubblichiamo queste considerazioni da un residente savonese.
"Non sono savonese ma abito da 3 anni in via santa Lucia.
Quando sono arrivato ho apprezzato la pulizia della città, raramente vedevo sacchi di spazzatura abbandonati e i contenitori sparsi appesi a pali o ad angoli delle case erano mezzi vuoti. Oggi sembra un'altra città.
A parte il dover differenziare la spazzatura in casa o negli androni in sacchetti che non tengono conto della privacy (sono trasparenti e non neri) sono anche fragili, sottili: si rompono facilmente.
Già facevamo una differenziata intelligente: cassonetto del vetro, della carta, e del ferro (lattine, ecc.) e poi l'indifferenziata (indispensabile!) tutti gli altri oggetti di piccole, medie dimensioni venivano chiusi in robusti sacchi neri e messi nel cassone dell'indifferenziata (oggi non esiste). Comodo era posare a fianco dei cassonetti oggetti che si desiderava buttare e non si sapeva dove mettere: ho buttato vecchie valigie, altri contenitori di vecchi elettrodomestici, elettrodomestici stessi (aspirapolvere non più usati, vecchie scoperte, ecc.). Ora dove li metto?
Ma l'assessore che ha ideato questa trovata non ha pensato a questo? Non si è prima consultato con una parte della popolazione? Non posseggo auto per andare alla discarica, se chiedo di venire a prendere questi oggetti da buttare non risponde nessuno. Cosa devo fare? Temo che quando non potrò più tenerli in casa, se nessuno verrà a prenderli dovrò appoggiarli vicino ai bidoni 'intelligenti'.
Comunque sono aumentate le formiche, l'odore sgradevole della spazzatura, i biondini sparpagliati agli angoli delle strade e per la città sono stracolmi (la gente mette la spazzatura in sacchi della spesa e li butta lì dentro: sono sempre stracolmi e attirano piccioni e topi). Assessore faccia un altro mestiere. Od osservi come fanno negli altri paesi: in Portogallo ci sono enormi contenitori sotto il manto stradale, per esempio.
Insomma ho 70 anni, sono stato dirigente per anni e un assessore del genere l'avrei licenziato il giorno dopo. Distinti saluti.
Massimo Pilatone".













