"In questi giorni, qualcuno in Regione Liguria ha definito "storica" la data odierna perché Roberto Calderoli e il presidente Bucci hanno firmato i pre-accordi in merito all'autonomia differenziata su quattro materie che non necessitano dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni)".
Cosi inizia la nota di Roberto Paolino, responsabile organizzativo Liguria di Patto per il Nord, che prosegue: "Queste quattro materie sono: protezione civile (potenziamento del coordinamento operativo sul territorio e maggiore capacità d’intervento nelle emergenze); professioni (possibilità di intervenire sull’organizzazione e sulla disciplina di alcune attività professionali); previdenza complementare e integrativa (promozione e gestione più vicine al territorio dei sistemi di tutela aggiuntiva); tutela della salute (funzioni connesse alla gestione anche economico-finanziaria del sistema sanitario regionale)".
"Se si approfondisce, tali pre-accordi ricordano, anzi sono copia e incolla di quelli del 2018 che, ricordiamo, per lungo tempo sono rimasti lettera morta. Verrebbe da dire: si vota in Veneto; Regione di autonomisti veraci, per cui questi pre-accordi sono propaganda allo stato puro - aggiunge - Questa legge non risponde sicuramente ai tanti cittadini della Lombardia e del Veneto che votarono un referendum con risultati definiti bulgari, né alla richiesta di autonomia dei liguri che regione approvò poco dopo".
"Con i referendum del 2017, Lombardia e Veneto chiedevano al Governo centrale di negoziare l'ottenimento di maggiori forme e condizioni particolari di autonomia, così come previsto dall'articolo 116 della Costituzione, focalizzandosi su materie chiave come il coordinamento della finanza pubblica, l'istruzione, il lavoro, la tutela della salute e l'ambiente. Il voto conferiva ai Presidenti di Regione il mandato politico per avviare queste trattative, che prevedevano una fase di negoziato tra le Regioni e il Governo".
"Tanti anni sono passati da quello splendido risultato. Si sa, autonomia e federalismo provocano l'orticaria ai centralisti veri e a quelli che pensano di avere il diritto di prendere in giro il Nord con una legge che più che una riforma autonomista ricorda la vecchia cassa del Mezzogiorno. Patto per il Nord, forza politica autenticamente autonomista e federalista, non permetterà che il centralismo romano prenda ancora in giro il Nord", conclude.














