Sta sollevando reazioni contrarie la presa di posizione che Fit Cisl ha preso, per bocca del suo segretario territoriale Danilo Causa, sull'eventuale posizionamento di un termovalorizzatore in Val Bormida. Se per il sindacato anche la posizione del savonese poteva essere un'idea meritoria, in particolare in chiave occupazionale nonché di riconversioni e recupero di aree ex industriali, per i dem carcaresi l'ipotesi della Val Bormida - la più accreditata al momento - non sarebbe affatto percorribile di buon grado.
"Una posizione certamente legittima, ma che riteniamo profondamente sbagliata" commenta nella sua nota il segretario Simone Formento, sottolineando come vi sia anzitutto una contrarietà espressa dal territorio, con una scelta che andrebbe "contro il chiaro orientamento delle istituzioni locali, che si sono espresse in modo compatto contro il progetto" nella valle. Contrasto istituzionale ma anche con la cittadinanza, "che anche nell’ultimo incontro pubblico con il presidente della Regione Marco Bucci ha ribadito con forza di non voler svendere ancora una volta il proprio territorio".
Secondo i dem sarebbe quindi sbagliata, soprattutto, nei confronti dei lavoratori. "La cosiddetta 'riconversione industriale' evocata dal segretario Causa dovrebbe essere spiegata nei dettagli: da chi è stata proposta? Con quali garanzie? Con quale piano industriale? Perché, ad oggi, non risulta alcun progetto concreto che preveda la ricollocazione degli oltre 400 lavoratori attualmente occupati nello stabilimento Cairese. E questo un sindacalista dovrebbe saperlo bene" afferma Formento.
"Per questo ci chiediamo se tali dichiarazioni siano frutto di una valutazione superficiale - aggiungono - forse dettata da una scarsa conoscenza del territorio e delle sue fragilità, oppure se rispondano a un orientamento sindacale preciso che tenta di far passare come 'sviluppo' un’operazione che rischia invece di compromettere ulteriormente il futuro della Val Bormida".
Una posizione chiara, pertante, quella del circolo dem carcarese, e quasi diametralmente opposta a quella del sindacato: "La Val Bormida non può essere considerata terreno di sperimentazione per scelte calate dall’alto. Servono investimenti veri, sostenibili e condivisi con le istituzioni e con la comunità locale, capaci di garantire occupazione stabile e tutela ambientale. Continueremo a difendere il territorio, i lavoratori e la volontà espressa con chiarezza dalle amministrazioni locali e dai cittadini".














