Introduzione e controllo effettivo dei limiti di velocità, installazione di cordoli e barriere fisiche, installazione di un semaforo pedonale all’altezza della Farmacia San Francesco e revisione complessiva dell’assetto del tratto viario.
Sono le richieste contenute in una petizione disponibile nei negozi di corso Tardy e Benech e di San Michele per chiedere un intervento sulla viabilità di quel tratto. Un’esigenza ancora più sentita dopo l’incidente di martedì scorso, dove ha perso la vita Valentina Squillace, investita da un camion.
Corso Tardy e Benech è un’arteria di collegamento tra il casello autostradale e il porto e lungo il suo tratto ospita un istituto scolastico, oltre ad altri nelle vicinanze, con “le ore di uscita e di ingresso che”, si legge nella petizione, “coincidono con momenti di forte intensificazione del traffico, compreso il transito di mezzi pesanti. Questa sovrapposizione è incompatibile con qualsiasi criterio moderno di sicurezza urbana”.
Sull’appello fatto alla mamma di Valentina nei giorni del funerale, e da don Magnano durante l’omelia, viene così chiesto alle autorità competenti di “adottare interventi immediati per mettere in sicurezza il tratto”.
In particolare viene chiesta l’istituzione di una zona 30 per contrastare la velocità dei veicoli, il miglioramento della segnaletica verticale e orizzontale, l’attivazione di sistemi elettronici di rilevazione della velocità e pattugliamenti mirati.
Un altro punto è la richiesta di installazione di un semaforo pedonale all’altezza della farmacia, dove ci sono stati alcuni investimenti negli anni passati, ma anche una riduzione delle intersezioni pericolose e un miglioramento della visibilità agli incroci.
“Queste richieste si fondano su criteri essenziali di sicurezza urbana, tutela dell’incolumità pubblica e buon senso.
Un quartiere non può continuare a pagare il prezzo della mancanza di interventi preventivi – scrivono i promotori della petizione –. La messa in sicurezza di corso Tardy e Benech non è un’opzione ma una necessità ormai urgente e indifferibile”.















