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Attualità | 15 giugno 2026, 17:03

Genova capitale dell’intelligenza artificiale, la sfida parte dagli Erzelli: Butti inaugura il nuovo centro cyber di Liguria Digitale

La visita del sottosegretario all’Innovazione tecnologica rilancia la candidatura della città alla AI Factory europea: oltre 5mila adesioni al protocollo per trasformare la Liguria in un hub nazionale di supercalcolo, big data e cybersicurezza. Butti: “Qui uno straordinario ecosistema digitale”. Bucci: “Il futuro dei giovani passa anche dall’IA"

Una giornata interamente dedicata all’innovazione tecnologica, all’intelligenza artificiale e alla cybersicurezza, con un obiettivo dichiarato: rafforzare il ruolo della Liguria e di Genova come polo strategico nazionale ed europeo per il digitale, il supercalcolo e la protezione delle infrastrutture informatiche.
 

È questo il senso della visita a Genova del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, che ha partecipato a un incontro con aziende, istituzioni e stakeholder del territorio promosso da Liguria Digitale sul tema AI e Gigafactory, inaugurando inoltre il nuovo Security Operation Center e il rinnovato Network Operation Center dell’azienda high-tech regionale.

All’appuntamento erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, l’assessore regionale all’Informatica e Transizione Digitale Luca Lombardi, il direttore generale di Liguria Digitale Enrico Castanini. l’assessora comunale al Turismo e Marketing territoriale Tiziana Beghin e l'assessora comunale all’Informatica e Transizione Digitale Rita Bruzzone. 

Al centro del confronto con il sistema produttivo, scientifico e culturale ligure il progetto “Genova Capitale dell’High Performance Computing & AI Factory”, promosso da Liguria Digitale e sostenuto ormai da oltre 5mila adesioni tra enti, università, imprese, associazioni, realtà del tessuto socio-culturale e sportivo del territorio. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso europeo dedicato alla realizzazione delle AI Factory e che punta a consolidare il ruolo di Genova e della Liguria come hub di riferimento per supercalcolo, big data, intelligenza artificiale e cybersicurezza.

La visita del sottosegretario è stata anche l’occasione per inaugurare il nuovo Security Operation Center e il rinnovato Network Operation Center di Liguria Digitale, completamente aggiornati negli spazi e nelle dotazioni tecnologiche per garantire una maggiore capacità operativa e un monitoraggio sempre più efficace delle infrastrutture digitali regionali.

Il nuovo centro dispone oggi di 23 postazioni operative, quasi raddoppiate rispetto alla precedente configurazione, e di 32 maxischermi ad altissima risoluzione progettati per attività H24, con una superficie complessiva di visualizzazione superiore ai 26 metri quadrati. Una dotazione che consente di rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio e protezione dei sistemi digitali della pubblica amministrazione ligure.

I numeri raccontano la portata dell’infrastruttura. Il Security Operation Center di Liguria Digitale monitora ogni giorno circa 30mila postazioni e 2mila siti. Ogni settimana vengono gestiti oltre 7 milioni di eventi potenzialmente pericolosi, con picchi di 10mila al secondo, più di 600mila email monitorate e 75mila eventi di spam, phishing e malware bloccati.

I firewall regionali analizzano inoltre circa 1,7 miliardi di eventi settimanali, intercettando e bloccando oltre 271 milioni di connessioni pericolose o non autorizzate e più di 114mila tentativi di attacco.

Fondamentale anche la collaborazione con la Polizia Postale attraverso il Cyber Security Lab ospitato nella sede di Liguria Digitale agli Erzelli, nato per potenziare le attività di prevenzione, monitoraggio e risposta agli attacchi informatici a tutela della pubblica amministrazione, del sistema sanitario e delle infrastrutture strategiche del territorio.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il valore strategico delle infrastrutture già presenti sul territorio, a partire dai supercomputer Davinci-1 di Leonardo e Franklin dell’IIT ospitato da Liguria Digitale, insieme alle competenze sviluppate negli anni nell’ambito della ricerca biomedica, della sicurezza informatica e dell’innovazione digitale. “La Liguria dimostra come innovazione e sicurezza possano diventare un unico ecosistema al servizio della crescita del Paese”, ha dichiarato Alessio Butti.

Genova ha tutte le caratteristiche per candidarsi a essere uno dei principali poli europei dell’intelligenza artificiale, del supercalcolo e della cybersicurezza. L’inaugurazione del nuovo Security Operation Center di Liguria Digitale conferma quello che il Governo sostiene dall’inizio del mandato, ossia che la cybersicurezza è un tema di sovranità digitale e resilienza nazionale. L’intelligenza artificiale, i dati e la capacità di calcolo saranno le infrastrutture strategiche del XXI secolo”.

Per il sottosegretario, il progetto genovese si inserisce pienamente nella strategia nazionale ed europea sul digitale: “Sosteniamo con convinzione progetti che rafforzano l’autonomia tecnologica dell’Italia e dell’Europa, creando nuove opportunità per le imprese, attirando investimenti e generando occupazione qualificata per le nuove generazioni. Il Governo è stato sempre molto disponibile, anche con finanziamenti ad hoc su progetti di digitalizzazione della Regione. Io credo che Genova possa essere veramente un candidato naturale”.

Butti ha sottolineato anche la necessità di una cornice nazionale dentro cui collocare la candidatura ligure: “Bisogna mettere un po’ di ordine anche a livello nazionale e capire che ci deve essere una strategia nazionale. Ci siamo visti anche in Lussemburgo, lunedì e martedì scorso, con un Telecom Council informale, dove abbiamo ritoccato nuovamente il tema di questa importante gara. Io sono molto fiducioso perché vedo intorno a Genova, oltre alla capacità digitale, anche uno straordinario entusiasmo, e questo è fondamentale”.

Tra gli elementi che possono pesare nella partita per l’AI Factory, secondo il sottosegretario, ci sono energia, connettività e qualità dell’ecosistema territoriale. “Indubbiamente avere una prospettiva energetica è fondamentale. Noi sappiamo che Genova, tutto sommato, è autosufficiente sotto questo punto di vista. C’è poi l’aspetto della connettività, su cui anche con il presidente Bucci stiamo perfezionando alcune questioni. Non è escluso, ad esempio, che Regione Liguria adotti una sperimentazione per il satellitare per la connettività”, ha spiegato Butti.

Devo dire che tutta Genova è uno straordinario ecosistema: c’è Liguria Digitale, c’è una Regione particolarmente attenta, ci sono i data center, ci sono istituti come l’IIT e soggetti che lavorano sulla digitalizzazione. Si crea un ecosistema di qualità straordinaria, che oggettivamente non ho visto con queste caratteristiche in altre realtà europee che pure pretendono la stessa attenzione”.

Un elemento ulteriore è rappresentato dalle oltre 5mila adesioni raccolte dal protocollo “Genova Capitale dell’High Performance Computing & AI Factory”. “Assolutamente sì, è un elemento che può fare la differenza. Io c’ero, se non sbaglio, nel marzo del 2025, e ho visto l’abbrivio di questo protocollo con pochi soggetti. Ero pronto a scommettere che la qualità avrebbe indubbiamente attirato ciò che è puntualmente accaduto. Adesso bisogna attirare anche investimenti, non necessariamente nazionali, ma anche internazionali. Questo è importante”, ha aggiunto Butti.

Il sottosegretario ha affrontato anche il tema dell’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale e dei grandi centri di calcolo, a partire dal nodo dell’energia e del raffreddamento. “Questo è un tema che non possiamo risolvere solo in Liguria, ma che stiamo attenzionando. Siamo concentrati sull’individuazione di capacità energetica, perché altrimenti tutte queste belle cose che anche in Liguria e a Genova stiamo vedendo non possono reggere”, ha detto.

Come sapete c’è un disegno di legge governativo sull’energia in discussione in Parlamento e lì si promuoverà anche l’energia nucleare pulita di nuovissima generazione, non per totalizzare l’offerta energetica, ma per far parte di un pacchetto. Dopodiché i rischi ambientali legati alla connettività e a una serie di altre questioni sono oggettivamente ridottissimi. Non c’è alcuna indicazione da parte degli organismi sanitari mondiali rispetto a questioni che riguardano l’inquinamento”.

Sul raffreddamento dei data center, Butti ha aggiunto: “Certamente l’acqua è fondamentale, e voi avete un bacino che potrebbe essere utilizzato. Però ormai ci sono tecnologie che tentano anche di trascendere l’utilizzo dell’acqua. Molto spesso l’acqua viene utilizzata anche per il teleriscaldamento, quindi si tratta di mettere questi centri digitali al servizio anche della comunità. Il tema del raffreddamento non ci spaventa”.

Se allarghiamo gli spazi e gli orizzonti vediamo che c’è chi sta investendo 1.300 miliardi nello spazio per creare satelliti in grado di ospitare data center, intelligenza artificiale e quant’altro. Io sono fiducioso sul fatto che l’essere umano a volte crea dei problemi, ma poi ha anche la soluzione in tasca”, ha concluso il sottosegretario.

Soddisfatto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha rivendicato il percorso costruito dal territorio e il lavoro svolto da Liguria Digitale. “Genova e la Liguria sono ben piazzate. Hanno fatto un eccellente lavoro, devo ringraziare l’ingegner Castanini e tutta Liguria Digitale perché sono riusciti a portare più di 5mila adesioni tra aziende del settore, aziende fuori dal settore, enti, realtà del sociale e del volontariato. Tutti sono interessati a poter utilizzare la Gigafactory per avere programmi e algoritmi di intelligenza artificiale sulla base dei dati che vengono raccolti quotidianamente nei server di Liguria Digitale”, ha detto Bucci.

Per il governatore, la forza della candidatura ligure sta proprio nella capacità di mettere in rete soggetti diversi: “C’è un network di aziende, persone e sistemi che depositano i dati in un punto preciso, gestito da Liguria Digitale, dal quale poi si possono ottenere gli algoritmi per avere l’output di intelligenza artificiale. Noi ci crediamo molto, siamo pronti a lavorare, vedo che ci sono buone probabilità e continuiamo a tirarci su le maniche, perché questo, in un caso o nell’altro, è futuro per l’alta tecnologia di Genova e della Liguria”.

Vogliamo investire, vogliamo darci da fare, vogliamo far sì che il futuro dei nostri giovani possa passare anche attraverso l’intelligenza artificiale”, ha aggiunto Bucci.

Sui possibili competitor, il presidente della Regione ha chiarito che la partita non deve essere letta necessariamente in termini di contrapposizione: “Non è detto che siano per forza in antagonismo. Il progetto non prevede una sola sede di Gigafactory, ma più sedi. Che siano due, tre o altro non lo so, però sarà un sistema diffuso. A noi interessa partecipare ed essere presenti in questo sistema. Se lo facciamo insieme ad altre città italiane non facciamo altro che rafforzare la Gigafactory italiana”.

Bucci ha poi ricordato che l’Italia è stata scelta dalla Comunità europea come centro dello sviluppo tecnologico su questo fronte: “Siamo ben posizionati e andiamo avanti tutti insieme”. “La Liguria è una terra che ha sempre puntato sull’innovazione, continua a farlo e vuole diventare sempre più protagonista in questo campo”, ha aggiunto il presidente della Regione. “La visita del sottosegretario Butti, che ringrazio, conferma l’attenzione del Governo sulla nostra regione su un tema determinante per il futuro di tutto il Paese. Abbiamo avanzato la candidatura di Genova per ospitare una delle quattro gigafactory europee dedicate all’intelligenza artificiale consapevoli di avere le carte in regola per poter essere competitivi”.

Tra i punti di forza, Bucci ha citato la filiera tecnologica e scientifica già attiva sul territorio: “La Liguria è all’avanguardia: siamo protagonisti del progetto Reg4IA per l’applicazione dell’intelligenza artificiale alle liste d’attesa, possiamo contare su una filiera di primissimo livello composta da università, centri di ricerca d’eccellenza come l’IIT, aziende specializzate, realtà come Liguria Digitale e una solida base infrastrutturale, senza contare che Genova è ormai uno degli hub dei cavi sottomarini per il trasporto dei dati, nodo di una rete che ci collega con tutto il mondo”.

Abbiamo sottoscritto tra i primi il protocollo “Genova Capitale dell’High Performance Computing & AI Factory” e ci crediamo fortemente. I numeri degli aderenti confermano che il territorio e le sue imprese sono al nostro fianco”, ha concluso Bucci.

A illustrare il lavoro tecnico e industriale portato avanti da Liguria Digitale è stato il direttore generale Enrico Castanini, che ha collegato gli investimenti in innovazione alla crescita costante delle minacce informatiche. “Sono cresciuti i grandi investimenti, purtroppo anche perché crescono gli attacchi. Parliamo di milioni e milioni di attacchi: monitoriamo miliardi di eventi ogni settimana e abbiamo più di 100mila attacchi ogni settimana. Abbiamo una rete importante: quasi tutte le istituzioni più importanti, ma anche tanti privati, sono presso di noi, e quindi abbiamo questo dovere e questo compito”, ha spiegato.

I nostri investimenti in tecnologia sono stati molto ampi. Stiamo andando piuttosto bene e stiamo crescendo da questo punto di vista. Abbiamo approfittato della presenza del sottosegretario Butti per fare questa inaugurazione, e devo dire che la Liguria si è molto ben distinta”.

Castanini ha ricordato anche i riconoscimenti ottenuti da Liguria Digitale e il ruolo della società nei progetti nazionali: “Di recente abbiamo ricevuto il premio della Presidenza del Consiglio come una delle eccellenze italiane per la sanità digitale. Ci arrivano richieste per i nostri software tool da tutta Italia. Lo stesso sottosegretario ha detto che, se tutte le regioni fossero al livello di Liguria Digitale e della Regione Liguria dal punto di vista della transizione digitale, si potrebbero fare molte altre cose”.

Sul fronte PNRR, Castanini ha sottolineato il raggiungimento anticipato degli obiettivi assegnati alla Regione nella parte digitale: “Tutti gli obiettivi del PNRR che sono stati assegnati nella parte digitale alla Regione Liguria sono stati portati addirittura in anticipo, non solo in tempo. Abbiamo messo in sicurezza in cloud 160 comuni su 232 e tutta la sanità in cloud in maniera sicura. Stiamo parlando di progetti di intelligenza artificiale applicata sia al turismo sia alla sanità, in cui Regione Liguria e Liguria Digitale sono guida per tutta Italia”.

Grande attenzione, però, è stata dedicata soprattutto al progetto delle AI Factory e alla mobilitazione costruita attorno al protocollo. “Abbiamo creato un ecosistema importantissimo con quasi 5.300 aderenti, che non sono solo società high-tech e istituti di ricerca, ma arrivano fino al sociale. È un aspetto veramente di cultura: la cultura della tecnologia e la tecnologia della cultura, come piace dire a me. Ha colpito dappertutto in Europa”, ha dichiarato Castanini.

Ci hanno detto che non avevano mai visto un avvenimento di questo genere, una mobilitazione di tale portata. Noi genovesi e noi liguri, quando ci mettiamo, siamo incredibili. All’inizio pensavamo a 100, 200 adesioni, poi dicevamo che arrivare a 500 sarebbe stato già un numero incredibile. In dieci giorni siamo arrivati a quasi 300 aderenti, e oggi siamo oltre 5mila”.

Nel progetto sono entrate non solo aziende e istituti di ricerca, ma anche realtà sportive e culturali: “Ci sono le maggiori società, le maggiori associazioni, il mondo sportivo, il mondo culturale, i teatri. È importante far muovere la spirale in senso positivo, perché poi coinvolge tutti”.

Castanini ha citato anche il riconoscimento arrivato in altri contesti nazionali e internazionali: “Di recente, a Torino, in un importante convegno organizzato da Confindustria Torino con l’Università e Confindustria Piemonte, tutti hanno riconosciuto che un progetto come quello della Liguria, per dimensione e mobilitazione generale, non c’era mai stato. C’è stato anche un bellissimo commento di un industriale francese, che ha detto che bisognerebbe fare come a Genova anche altrove”.

Sulla partita europea, il direttore generale di Liguria Digitale si è detto fiducioso pur riconoscendo la complessità del percorso: “Io sono convinto che ce la faremo. È una cosa complessa, ci sono ritardi a livello europeo, ma faremo di tutto. Se anche non ce la facessimo, potremo dire di avere il cuore in pace, perché abbiamo lottato con forza su una causa che molti davano per perduta. Abbiamo dimostrato che sappiamo lottare: più le cause sembrano perse, più a noi piacciono e più lottiamo”.

Quanto ai tempi, Castanini ha spiegato che il percorso europeo ha subito alcuni slittamenti: “L’Europa è in ritardo, perché si doveva partire addirittura a dicembre 2025 e adesso si parla di luglio di quest’anno. I finanziamenti europei sono importanti e noi lotteremo su quel fronte, ma non ci sono solo i finanziamenti europei: ci sono tante iniziative di privati che a Genova credono”.

Un asset centrale, in questa prospettiva, è rappresentato dai cavi sottomarini e dalla posizione geografica della città: “Ci sono i cavi che arrivano da tutto il mondo, un asset che solo Genova ha. Il traffico delle merci ha fatto grande Genova nei secoli scorsi, il traffico dei dati, sfruttando la posizione fantastica della città come approdo naturale di qualunque cosa arrivi dal Mediterraneo, dall’Africa e dal Medio Oriente, può essere la fortuna prossima dell’Europa”.

Io sono ottimista sul fatto che siamo in Europa, però, se anche l’Europa andasse su altre strade o si fermasse l’operazione europea, sono convinto che quelle Gigafactory si faranno anche oltre a questi finanziamenti. Il mio obiettivo è avere sia i finanziamenti europei, sia altre iniziative. Abbiamo varie carte da giocare”, ha aggiunto.

In una nota, Castanini ha poi ribadito il valore del protocollo e della partecipazione trasversale del territorio: “L’adesione al Protocollo di intesa e la partecipazione del tessuto economico, sociale e culturale ligure confermano quanto il territorio creda in questo percorso. Una comunità che supera i confini dei singoli settori: non solo industrie e high tech, ma anche ambiti sociali, culturali, artistici e sportivi, che hanno risposto con entusiasmo riconoscendo il valore di un percorso in cui innovazione tecnologica e crescita umana, culturale e sociale procedono insieme”.

L’incontro con il sottosegretario Butti e l’inaugurazione del nuovo Security Operation Center rappresentano un momento importante per consolidare una strategia che unisce innovazione, cybersicurezza e sviluppo industriale”, ha aggiunto Castanini.

In questa giornata abbiamo ribadito la nostra volontà di contribuire attivamente e offrire il massimo supporto alle iniziative del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, guidato dal sottosegretario Alessio Butti, figura di riferimento a livello europeo e non solo, per l’impulso e l’accelerazione delle politiche di innovazione digitale e per una visione che lega cybersicurezza, intelligenza artificiale e valorizzazione dei dati all’obiettivo di rafforzare la sovranità digitale e la competitività del Paese”.

Un percorso fondamentale che ha già prodotto traguardi e risultati importantissimi per sostenere l’innovazione, la resilienza delle infrastrutture strategiche e la modernizzazione del sistema Italia”, ha concluso.

Alla giornata ha partecipato anche l’assessora comunale Tiziana Beghin, che ha sottolineato il legame tra infrastrutture digitali, attrattività della città, turismo e marketing territoriale. “Genova si conferma ancora una volta ai vertici nazionali sui temi dell’innovazione tecnologica e digitale, strategici per la crescita economica e la competitività del nostro territorio”, ha affermato Beghin.

L’Amministrazione comunale supporta e promuove ogni iniziativa in questo senso, a supporto di imprese e cittadini, ma anche della promozione turistica. La digitalizzazione dei servizi turistici consente di sviluppare nuovi prodotti e di rendere più performanti quelli esistenti, trasformando l’esperienza del viaggio in un ecosistema dove il mix tra intelligenza artificiale, adozione di piattaforme integrate e analisi dei dati produce vantaggi enormi per realtà imprenditoriali, visitatori e per l’attrattività complessiva della nostra città”.

Beghin ha collegato questo percorso anche alla candidatura di Genova al programma “European Capitals of Tourism” della Commissione Europea: “È un esempio della nostra volontà di rafforzare e rendere sempre più smart, accessibile e all’avanguardia il nostro sistema turistico, aprendoci agli strumenti più avanzati per questo settore”.

Ma la digitalizzazione, per l’assessora, è anche una leva di marketing territoriale e attrazione di talenti: “Gli investimenti nelle infrastrutture digitali sono fondamentali anche in chiave di marketing territoriale, come opportunità per attrarre a Genova start-up, ricercatori e talenti capaci di mettersi al servizio della città e del suo futuro”.

Se pensiamo all’eccellenza genovese della robotica umanoide, come Comune abbiamo già attivato un tavolo permanente istituzionale ad hoc per intercettare bisogni e assicurare il nostro supporto a ogni percorso di ricerca e sviluppo legato a questo settore specifico, destinato, nei prossimi anni, a rivoluzionare il mondo così come lo conosciamo oggi”, ha concluso Beghin.

Nel corso della giornata è stato ribadito come il protocollo “Genova Capitale dell’High Performance Computing & AI Factory” rappresenti uno strumento concreto per mettere in rete istituzioni, imprese e mondo della ricerca attorno a una visione condivisa di sviluppo tecnologico e industriale.

Una visione che guarda alla cybersicurezza non solo come difesa, ma come infrastruttura strategica di sovranità digitale; all’intelligenza artificiale non solo come tecnologia, ma come leva di trasformazione economica, sanitaria, turistica e sociale; e a Genova non solo come città candidata a ospitare una AI Factory, ma come nodo già oggi inserito in una rete di supercalcolo, cavi sottomarini, competenze scientifiche, data center e innovazione pubblica.

Federico Antonopulo

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