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Eventi | 06 gennaio 2026, 08:00

Buona Epifania 2026! Gli eventi con la Befana in provincia di Savona

I migliori Auguri dalla Redazione di SavonaNews per la Festività. Il giornale tornerà aggiornato in tempo reale domani, 7 Gennaio 2026

Buona Epifania 2026! Gli eventi con la Befana in provincia di Savona

Numerosi gli eventi in provincia di Savona dedicati alla Befana, regalando una giornata all'insegna della tradizione e del divertimento. Ecco alcuni degli appuntamenti più suggestivi. 

Andora accoglie la Befana nel suo Porto Turistico alle ore 11.00, dove i più piccoli riceveranno caramelle, cioccolata calda e panettone in un'atmosfera festosa che unisce la magia dell'Epifania al fascino del mare.

Ad Alassio si svolge il Footgolf in spiaggia, un evento benefico con 12 buche per 12 befane che vedrà la partecipazione di sportivi tra ex calciatori ed ex ciclisti. L'intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Albenga mantiene viva la tradizione con l'arrivo della Befana dei Vigili del Fuoco, che alle ore 16.00 farà la sua comparsa in piazza San Michele presso il Comando Vigili del Fuoco di Savona, regalando dolci e sorrisi ai bambini della città.

A Finale Ligure, l'appuntamento è alle ore 16.00 alla Spiaggia dei Neri per "Aspettando la Befana - Arrivo dal mare", un evento suggestivo che unisce mare e tradizione con distribuzione di caramelle e vin brulé in perfetto stile ligure.

Pietra Ligure chiude le festività con l'Epifanolla al Parco Asinolla, una giornata speciale pensata per concludere le feste in bellezza con i simpatici asini del parco.

A Celle Ligure, l'appuntamento è alle ore 9.30 presso lo Sporting Club per attività sportive del centro atletica cittadino, divertimento e dolci per tutti i partecipanti. Alle ore 11.00 seguirà la distribuzione di chiacchiere e tè caldo a cura dei soci dello Sporting Club.

Ma chi è veramente questa vecchina che cavalca una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio?

La risposta ci porta indietro di millenni, alle comunità agricole che popolavano la penisola. Il periodo che seguiva il 21 dicembre - quando il sole raggiunge il punto più basso nel cielo dell'emisfero nord - rappresentava un momento cruciale per le antiche popolazioni. Le dodici notti che scandivano questo intervallo temporale erano ritenute cariche di energia soprannaturale.

Secondo le credenze dell'epoca, entità divine di sesso femminile attraversavano l'aria sopra i terreni coltivati. Il loro passaggio aveva uno scopo preciso: assicurare che i futuri raccolti fossero generosi. Non si trattava di superstizione fine a se stessa, ma di riti che esprimevano la speranza collettiva in un domani migliore dopo la stagione buia.

Diana, venerata come protettrice della selvaggina e della vegetazione selvatica, veniva spesso identificata come la guida di questi spiriti benefici. Accanto a lei figurava Sàtia, personificazione dell'abbondanza alimentare. Nel mondo germanico-alpino emergeva invece Berchta, raffigurata come un'anziana dall'aspetto dimesso, il cui aspetto trasandato simboleggiava il tempo trascorso pronto a lasciare spazio al nuovo.

Perché proprio una scopa? Questo oggetto quotidiano nasconde significati che vanno ben oltre la sua funzione pratica. Nelle società precristiane, l'azione di spazzare aveva valenza rituale: eliminava le influenze malefiche e preparava lo spazio - fisico e spirituale - per un nuovo inizio.

Questa concezione trovava eco nei Saturnali romani, festività dedicate al dio dell'agricoltura. Durante questi giorni di celebrazione si assisteva allo scambio di strenne - piccoli presenti augurali - e al rogo di figure antropomorfe, gesti che sottolineavano il tema del rinnovamento ciclico.

L'arrivo della nuova religione trasformò profondamente il panorama culturale italiano. Invece di cancellare le antiche usanze, la Chiesa le incorporò gradualmente nel calendario liturgico. La Befana trovò così una collocazione naturale nell'Epifania, ricorrenza che commemora la visita dei Magi al neonato Cristo.

Il nome stesso testimonia questa trasformazione. "Epifania" - dal greco che indica una rivelazione divina - subì nei secoli una trasformazione fonetica tipica dei dialetti italiani, passando attraverso forme intermedie come "bifanìa" per approdare infine alla versione familiare che usiamo oggi.

Una narrazione popolare ha legato la vecchina alla storia evangelica: avrebbe incontrato i tre sapienti orientali diretti a Betlemme, rifiutando però di unirsi a loro. Colpita dal rimorso, avrebbe tentato di rimediare distribuendo regali ai bambini, sperando di riconoscere tra loro il divino infante.

La Befana rappresenta dunque un ponte straordinario tra passato e presente, tra sacro e profano, tra il bisogno ancestrale di sperare in tempi migliori e la gioia contemporanea di una festa per tutti.

Redazione

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