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Cronaca | 15 gennaio 2026, 17:10

Gestione illecita dei rifiuti nel capannone di Bragno, Comune di Cairo e Provincia si costituiscono parti civili

Il procedimento riguarda lo stoccaggio di oltre 27.000 metri cubi di materiale, violando le autorizzazioni rilasciate

Gestione illecita dei rifiuti nel capannone di Bragno, Comune di Cairo e Provincia si costituiscono parti civili

Ci sarà anche la Provincia di Savona, al fianco del Comune di Cairo Montenotte, tra le parti civili nel procedimento penale, in corso davanti al Tribunale di Genova, sulla gestione illecita dei rifiuti stoccati nel sito industriale cairese di via Stalingrado gestito dalla Ecocem Srl.

Il sito, di proprietà della Betoncem Srl e affidato in gestione secondo un contratto di affitto di azienda, era stato autorizzato dalla Provincia per attività di recupero e stoccaggio di rifiuti non pericolosi entro limiti precisi, con un quantitativo massimo istantaneo fissato a 4.500 metri cubi. A partire dal 2022, però, gli accertamenti condotti dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri hanno evidenziato una situazione ben diversa, con oltre 27.000 metri cubi di materiale accumulati all’interno del capannone, in palese e reiterata violazione delle autorizzazioni rilasciate, come ricorda l’ente provinciale nella sua nota.

Di fronte a queste irregolarità, la Provinciale è intervenuta con una serie di atti progressivi, tra diffide, sospensioni e proroghe, avviando al contempo un confronto tecnico con gli enti competenti nel tentativo di riportare l’impianto entro i limiti di legge e ripristinare le condizioni autorizzate. 

Nonostante il tempo concesso e le opportunità offerte, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, rendendo inevitabile, nell’ottobre 2025, la revoca definitiva delle autorizzazioni e l’avvio delle procedure per l’escussione della fideiussione a garanzia degli obblighi di rimozione dei rifiuti e di ripristino del sito.

Alla luce delle violazioni accertate e del danno arrecato all’interesse pubblico, Palazzo Nervi ha quindi deliberato la costituzione di parte civile nel procedimento penale, con l’obiettivo di far valere in sede giudiziaria le responsabilità legate alla gestione illecita dell’impianto e di ottenere il ristoro delle conseguenze derivanti dalle condotte contestate.

«Non siamo di fronte a una semplice irregolarità formale – dichiara il presidente della Provincia Olivieri – ma a una situazione che, per entità e durata, ha evidenziato un mancato rispetto delle regole e degli obblighi assunti. La priorità è che l’area venga sgomberata integralmente e che lo stato dei luoghi venga ripristinato senza ulteriori ritardi. La Provincia agirà con determinazione affinché chi ha sbagliato ne risponda fino in fondo, assumendosi ogni responsabilità prevista dalla legge».

Una scelta con cui la Provincia di Savona intende «garantire la tutela dell’ambiente e della legalità, facendosi garante del rispetto delle regole e dell’affermazione delle responsabilità nei confronti dei soggetti coinvolti».

Redazione

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