Ci sono delle volte dove invecchiare è completamente ed esclusivamente sinonimo di maturità, dove non sono contemplate le accezioni negative del termine. E' il caso della Consulta del Volontariato di Finale Ligure, quell'organismo dinamico e capace di aggregare realtà diverse per natura o finalità per rispondere in modo efficace ai bisogni della comunità locale che lo scorso mese di gennaio ha compiuto vent'anni.
Lo scorso martedì (10 febbraio, ndr) l'assemblea annuale è stata così l'occasione per il rinnovo delle cariche, con la conferma nel prossimo biennio di Emanuele Gerardi alla presidenza, ma anche un momento di confronto presentando la rendicontazione delle attività annuali di un'entità che, dal 2006, si è espansa sempre più raggiungendo 22 associazioni finalesi e non, basti pensare alla Società di Salvamento di Savona, associazione che forma ogni anno i bagnini che operano sulle nostre coste, e all'Usei.
Una storia che affonda le radici nel gennaio 2006: “L'idea fu dell'allora assessore Bruno Zupo, che nel nostro Comune aveva già avviato la Consulta dello Sport che si occupava, tra le altre, di organizzare eventi – racconta Gerardi –. Fu proprio nella ricerca di volontari per l'assistenza a queste manifestazioni che ci ritrovammo con l'indimenticato Giuliano Perissuti e il sottoscritto in rappresentanza di quella che ora è Aib Protezione Civile, gli allora presidenti delle pubbliche assistenze Mauro Griffo per la Croce Bianca e Renato Calleri per la Croce Verde, Maurizio Amico della sezione locale dell'Associazione Carabinieri, e il presidente degli Alpini Andrea Bruzzone”.
Insomma, una rappresentanza fatta di conoscenza del territorio, delle sue fragilità e necessità. Una sorta di cabina di regia dove anche le associazioni che godevano di minor visibilità hanno potuto confluire per trovare rappresentanza e sostegno in un Terzo Settore diventato con gli anni sempre più parte costitutiva della nostra società.
Tutto partendo da due momenti storici ben ancora scanditi nella mente del presidente Gerardi: “Iniziammo con la distribuzione di coperte e tè caldo la notte, fuori dalle poste, dove gli immigrati dovevano recarsi per regolarizzare il proprio ingresso in Italia. Poi vi fu la gara di solidarietà quando un incendio colpì il parcheggio delle ambulanze della Croce Bianca distruggendo molti mezzi – ricorda – Da questi due momenti abbiamo avuto la conferma di come si stesse formando e costruendo una rete solidale che nel tempo si è sempre più consolidata”.
Da lì poi sono arrivate alluvioni, terremoti, raccolte di solidarietà di ogni genere e coinvolgendo anche realtà aziendali, l'assistenza nei bui tempi del Covid, e altre vicende che hanno sempre più legato le associazioni tra loro e col mondo istituzionale quale alleato. Un supporto che viene rafforzato attraverso il confronto coi Servizi Sociali locali che porta a dare supporto occuparsi delle persone fragili con le diverse associazioni di competenza, sempre riuscito a coprire le esigenze.
“Come rappresentante di tute le nostre realtà voglio ringraziare tutte le Amministrazioni comunali che si sono avvicendate in questi vent'anni, dalla fondazione della Consulta ad oggi, per il supporto che hanno sempre dato e continuano a darci, con l'Ufficio Servizi Sociali e tutta la macchina comunale che nel momento di bisogno si rendono sempre disponibili – conclude Gerardi – Un grazie e un abbraccio ai volontari passati che non ci sono più, a quelli attuali e a chi quotidianamente ci dà una mano come i nostri collaboratori Antonella, Emanuela, Francesca e Massimo. Ci sono poi tutte le associazioni di categoria come commercianti, albergatori, bagni marini, le parrocchie e le aziende private che continuano a supportarci e a collaborare con noi in quest'azione che si sta allargando sempre più grazie alla collaborazione con altri Comuni del nostro Distretto Sociosanitario e fino alla Val Bormida”.














