Un logo che racconta visivamente il porto come una vera e propria porta sul mare, un’immagine che accompagnerà d’ora in avanti l’identità visiva dello scalo e che sarà impressa sui cartelli di accesso ai moli e sulle bandiere che accoglieranno i visitatori dell’approdo turistico, riconosciuto come Marina Resort a quattro stelle.
Stamattina A.M.A., l’Azienda Multiservizi del Comune, ha presentato questa mattina il nuovo logo del Porto Turistico di Andora, realizzato dalla grafica Claudia Biolchi. Un’immagine che racchiude l’essenza della cittadina ponentina: in primo piano compare una barca a vela, racchiusa nell’abbraccio delle due banchine. Alle sue spalle emergono alcune case tipiche e il campanile di Rollo, mentre sul lato destro trova spazio la figura stilizzata di un ciclista, simbolo dell’invito a scoprire l’entroterra in modo sostenibile. Sullo sfondo si delineano le colline, racchiuse da un arco che richiama l’idea di una porta o di un portale che accoglie e invita ad entrare. Il logo è stato progettato in due varianti cromatiche: una versione più istituzionale, caratterizzata da tonalità blu, e una seconda più luminosa e fresca, basata sull’azzurro.
“Non è semplicemente un segno grafico, ma il simbolo di una visione: quella di un porto che vuole essere sempre più porta di accesso al territorio, al mare e alle esperienze che questo territorio può offrire – ha dichiarato il presidente dell'AMA Fabrizio De Nicola – Si prefigge di rappresentare la viva complessità della realtà portuale, legata al turismo, allo sport e al territorio, ma anche la forte volontà di rafforzare il legame con Andora. Da sempre la promozione del nostro porto promossa dall'A.M.A. ha compreso la valorizzazione dell'entroterra e delle attività della costa. La lunga storia del porto di Andora, di cui si profila un ulteriore sviluppo logistico, l'eccellente lavoro svolto da chi vi opera sia in ambito professionale e sportivo sono una risorsa per tutto il comune”.
Apprezzamento per l’operazione espresso anche dal sindaco Mauro Demichelis che si è complimentato con l’AMA per la scelta di un logo “perfettamente in sintonia con l’identità di un porto strettamente collegato con il territorio ed in linea con le evoluzioni logistiche che saranno realizzate con il PUO, che lo renderanno più moderno, accessibile e coinvolgente anche per chi non ha la barca o non pratica sport di mare”.
Il presidente De Nicola ha quindi voluto rivolgere un ringraziamento alla dottoressa Biolchi “per il percorso creativo che ha fatto con noi. Tutte le grafiche che ci ha proposto erano eccellenti: in questa fase abbiamo prediletto una immagine meno stilizzata e volendo più didascalica con l'obiettivo di certificare il reciproco abbraccio fra Andora e il suo porto. Per questo il logo che presentiamo oggi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. È il simbolo di un porto che vuole crescere insieme al territorio, interpretando le sfide della sostenibilità, dell'innovazione e della Blue Economy. Il Porto Turistico di Andora vuole continuare ad essere una porta aperta sul mare, sul territorio e sul futuro. Un percorso grafico che si potrà evolvere con l’evoluzione del porto ed in linea con le nuove identità che assumerà nel tempo”.
Il nuovo simbolo si inserisce anche nella più ampia evoluzione del ruolo dei porti turistici. “Oggi il turismo nautico sta cambiando profondamente. Non è più soltanto ormeggio o transito, ma sempre più turismo esperienziale. I dati dell'Osservatorio Nazionale sull'Economia del Mare mostrano che oltre il 52% dei diportisti visita l'entroterra e il 45% i centri storici durante la permanenza in porto, segno di quanto il porto sia ormai una vera porta di accesso al territorio – ha continuato De Nicola – La ricerca evidenzia anche un turismo nautico dinamico e giovane: il 64% dei diportisti ha tra i 31 e i 50 anni, e molti utilizzano la barca per soggiorni brevi, tra 3 e 5 notti, integrando la navigazione con esperienze a terra come sport, cultura, escursioni e gastronomia. Questo significa che i porti turistici devono evolversi: non solo infrastrutture nautiche, ma hub territoriali di servizi, accoglienza e sviluppo locale”.




















