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Attualità | 19 marzo 2026, 07:22

Altare, il paese del vetro che coniava monete durante la Seconda Guerra Mondiale

Nel 1944 la SAV emise spiccioli da 5, 10, 20 e 50 centesimi in zinco, oggi esposti presso la sede AMA di via Paleologo

Altare, piccolo borgo ligure noto per la sua arte vetraria, custodisce un curioso capitolo della sua storia economica: la produzione di monete locali. Non si tratta di leggende, ma di una realtà concreta, strettamente legata alle difficoltà della vita quotidiana e agli eventi tumultuosi del XX secolo.

Il primo esperimento risale al 1893: secondo il maestro vetrario e storico Vinicio Saroldi, in un articolo pubblicato su Alte Vitrie, la Società Artistico-Vetraria (SAV) emise biglietti da una lira e da 50 centesimi. L’anno successivo si registrò un secondo tentativo, mentre una terza emissione, stavolta in moneta metallica, avvenne all’inizio del 1944.

Il contesto storico rende comprensibile questa iniziativa. La seconda guerra mondiale aveva prosciugato i metalli: il blocco delle importazioni, il rastrellamento da parte dello Stato e le speculazioni private rendevano le monete tradizionali quasi introvabili. A peggiorare la situazione, l’inflazione galoppante faceva spesso superare al valore del metallo quello nominale della moneta stessa. Tra il 1939 e il 1947, secondo le tabelle ISTAT, il costo della vita aumentò di 44 volte, mentre metalli e monete scarseggiavano.

Per sostenere il piccolo commercio e le buste-paga locali, la SAV coniò monete da 5, 10, 20 e 50 centesimi. Erano sottili lamine di zinco da 0,5 mm, tranciate e stampate a mano, con diametri variabili tra i 5 e i 25 mm. Nonostante il materiale economico, il costo di produzione superava spesso il valore nominale, ma in assenza di alternative questa soluzione artigianale rappresentò una piccola rivoluzione.

Le monete circolarono ampiamente ad Altare e nei dintorni fino al 1946 e oltre. La comunità le accolse con entusiasmo: erano un segno di ingegno, resilienza e senso pratico, un ricordo tangibile di un periodo in cui l’economia locale doveva affidarsi più alla creatività che ai mezzi ufficiali.

Oggi queste monete, rare e preziose, sono conservate e ammirabili presso la sede della A.M.A. – Associazione Altarese Arte e Misteri, in via Paleologo. Chi le osserva può quasi percepire il fruscio delle mani che le tranciavano e il tintinnio leggero dei piccoli spiccioli che animavano il commercio paesano in tempi di crisi.

Graziano De Valle

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