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Albisolese | 20 marzo 2026, 14:50

Con la truffa del "falso carabiniere" le portano via 5mila euro di gioielli: vengono fermati all'uscita dell'abitazione e arrestati

La stessa truffa era avvenuta il giorno precedente a Recco. Hanno fatto credere ad una 73enne che la targa dell'auto del marito era coinvolta in una rapina

Nella giornata di ieri, 19 marzo, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Savona, coadiuvati dai militari della Stazione di Albisola, hanno arrestato in flagranza di reato due uomini originari della Campania, ritenuti responsabili di una truffa ai danni di una donna di 73 anni residente ad Albisola Superiore, recuperando i gioielli sottratti per un valore di circa 5.000 euro.

La tecnica utilizzata dagli arrestati è quella del “falso carabiniere”. Il modus operandi ha visto la vittima ricevere una telefonata da una persona che, fingendosi un maresciallo dei Carabinieri, le comunicava che era stata appena perpetrata una rapina ai danni di una gioielleria a Savona e che la targa dell’auto utilizzata dai malviventi corrispondeva a quella del marito. Quest’ultimo, in quel momento in casa con la moglie, veniva pertanto invitato a recarsi immediatamente presso la caserma di via Mentana, a Savona, per fugare ogni dubbio.

Mentre il marito si recava nel luogo indicato, la donna veniva trattenuta al telefono dai delinquenti con vari espedienti. Trascorsi alcuni minuti, il falso maresciallo, sempre in contatto telefonico con la vittima, la informava che il coniuge era giunto in caserma ed era stato trattenuto, in quanto sospettato di aver commesso la rapina. Le veniva quindi riferito che, per scagionarlo, avrebbe dovuto raccogliere tutti i gioielli presenti in casa, visto che di lì a poco sarebbero passati alcuni “colleghi” a ritirarli per sottoporli a perizia.

Pochi istanti dopo, nell’abitazione dell’anziana, si presentavano effettivamente due uomini che, dopo essersi falsamente qualificati come carabinieri, prelevavano i preziosi e si allontanavano a bordo di un’autovettura.

Mentre il reato era in corso, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Savona venivano contattati dai colleghi della Compagnia di Santa Margherita Ligure, poiché il giorno precedente si era verificata una analoga truffa a Recco. Gli immediati accertamenti svolti dai militari della Stazione di Recco, infatti, avevano consentito di individuare il veicolo utilizzato dai malfattori, noleggiato alcuni giorni prima a Napoli oltre a tracciarne gli spostamenti.

Il monitoraggio del mezzo permetteva di accertare che, nella mattinata di ieri, l’auto si trovava ad Albisola Superiore, nei pressi dell’abitazione poi risultata essere quella delle vittime.

Ritenendo che fosse in corso un’ulteriore truffa, i Carabinieri della Compagnia di Santa Margherita Ligure avevano contattato il Nucleo Investigativo di Savona, che interveniva immediatamente. In collaborazione con i Carabinieri della Stazione di Albisola, riuscivano così a fermare in flagranza i due uomini mentre si allontanavano dall’abitazione dell’anziana signora, trovandoli in possesso dei gioielli appena sottratti, del valore complessivo di circa 5.000 euro, successivamente restituiti alle vittime. Venivano inoltre sequestrati i telefoni utilizzati per la chiamata fraudolenta.

I due arrestati, entrambi napoletani di 40 e 50 anni e già noti alle Forze dell’Ordine, venivano accompagnati nel Comando Provinciale Carabinieri di Savona, dove sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. Quest’ultima ha disposto il processo per direttissima per la mattinata di oggi e all’esito del quale è il giudice ha convalidato l’arresto e applicata la misura della custodia cautelare in carcere per il 40enne e il divieto di dimora in provincia di Savona per il 50enne.

"L’operazione, resa possibile grazie alla professionalità e alla tempestiva segnalazione dei Carabinieri di Santa Margherita Ligure e al rapido intervento dei militari di Savona e Albisola, conferma la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto a questo deprecabile fenomeno criminale, attraverso un’azione sinergica su tutto il territorio nazionale, sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione dei reati predatori - dicono dal Comando provinciale di Savona - Il procedimento è attualmente nella fase preliminare, i provvedimenti finora adottati non implicano la responsabilità degli indagati, non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dall’Autorità Giudiziaria".

Luciano Parodi

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