Dopo la vittoria del “no” al referendum sulla giustizia, arrivano anche le reazioni dal centrodestra ligure, che pur prendendo atto dell’esito delle urne rivendica il percorso intrapreso e rilancia sull’azione di governo.
Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci sottolinea il rispetto per il voto popolare: "Prendiamo atto con rispetto del voto espresso dagli italiani nel referendum sulla riforma della giustizia. La scelta dei cittadini va sempre ascoltata e rispettata. Ancor più adesso che si è espressa una larga parte degli elettori con un ritrovato slancio verso la partecipazione al voto".
In regione, su tutte le 1.784 sezioni scrutinate, il “no” si è imposto in modo significativo, con un dato trainato soprattutto da Genova, dove nel capoluogo il fronte contrario alla riforma ha raggiunto il 64,02% con 175.083 voti, contro il 35,98% del “sì” fermo a 98.385 preferenze. Il “no” è risultato maggioritario anche a La Spezia (55,04%) e Savona (52,53%), mentre Imperia rappresenta l’unica provincia in controtendenza, con il “sì” avanti al 52,76%.
Sulla stessa linea il deputato di Fratelli d’Italia Matteo Rosso, coordinatore regionale del partito, che ribadisce il valore del responso delle urne ma difende la riforma: "Gli italiani con il loro voto hanno espresso il loro voto in maniera chiara e quando il popolo sovrano esprime un suo parere va rispettato, anche se non corrisponde ai nostri desiderata. La riforma della giustizia era uno dei punti del programma di governo che gli italiani hanno convintamente votato nel 2022 e che noi abbiamo portato avanti mantenendo, anche in questo caso, la parola data".
Rosso parla anche di un’occasione mancata: "Certo quella di oggi, come ha detto la Premier Giorgia Meloni, è stata un’occasione persa per modernizzare la nostra Nazione su cui anche la parte minoritaria della sinistra e molti magistrati si erano spesi". E rilancia sull’azione futura: "Oggi dobbiamo proseguire ancora più determinati nella realizzazione dell’intera agenda di governo sulla quale chiederemo agli italiani di esprimersi perché a loro, e solo loro, spetta dirci se abbiamo fatto bene o male".













