Il 2025 ha confermato per il Civico Museo Archeologico e della Città di Savona il trend di crescita già registrato gli anni precedenti, sia in termini di affluenza e incassi, sia per la qualità e varietà delle attività proposte. Il bilancio dell'anno parla chiaro: la crescita economica è stata del 17% rispetto al 2024, frutto di un’offerta turistica sempre più strutturata: si sono consolidate le visite guidate in 5 lingue organizzate dal Museo, che hanno permesso al personale di accompagnare per gli spazi della Fortezza più di 900 turisti, italiani e stranieri. Un lavoro impegnativo, ma fondamentale, è stato quello della realizzazione dell’audioguida QRCode in otto lingue al Complesso Monumentale del Priamàr (italiano, inglese, francese, tedesco, russo, spagnolo, portoghese e cinese).
"Un museo contemporaneo è un museo che intercetta i bisogni di una città e ne diventa protagonista, - dichiara l'assessore alla Cultura del Comune di Savona, Nicoletta Negro -. I numeri, in costante crescita dalla sua riapertura, ci dicono che la direzione è quella giusta: con l'implementazione di iniziative didattiche per bambini, visite guidate ai sotterranei e alla fortezza, approfondimenti culturali e mostre. Un museo che ha saputo interpretare il cambiamento, facendo dell'inclusività un vero e proprio modello, con percorsi tattili per non vedenti e collaborazioni costanti su progetti specifici legati alla disabilità insieme ad Enti, Associazioni e Cooperative. Presto riusciremo anche a realizzare insieme una nuova sfida, ci stiamo lavorando da mesi ormai, si tratterà di ampliare i suoi spazi, in concerto con la Fondazione CIMA che presto si trasferirà in alcune sale del Priamar dando una nuova spinta, anche scientifica, per rendere sempre più attrattivo il Museo e la sua Città."
“I musei savonesi confermano il loro dinamismo - spiega la direttrice del Musei civici Valentina Frascarolo - crescendo sia dal punto di vista scientifico che nella sempre maggiore apertura verso la comunità territoriale di riferimento. Fondamentale si configura la stretta collaborazione tra i musei, enti di ricerca e associazioni culturali che facendo rete possono unire le diverse competenze e ottimizzare le risorse.”
“Nel contesto di un trend positivo già avviato da anni dal Màr - aggiunge il curatore del Màr, Rita Lavagna - si prevede che gli ottimi risultati del 2025 saranno replicati nel 2026, sempre nell’ottica della promozione, valorizzazione e ricerca che sono le linee guida della gestione museale del Civico Museo Archeologico e della Città”.
Anche il programma didattico ha compiuto un ulteriore salto di qualità grazie all’inserimento del Museo nelle offerte del Comune per le attività estive con l’Archeo Camp che è stato il cuore pulsante dell’estate 2025, con laboratori innovativi — come la "Caccia al Tesoro in Fortezza" e la produzione artigianale della carta — e di stabilire un legame profondo e duraturo con le famiglie del territorio.
Parallelamente, grazie alla partecipazione al progetto PNNR della regione Liguria finalizzato alla digitalizzazione e schedatura delle collezioni museali si è completata l’informatizzazione del patrimonio esposto. I risultati di questo progetto porteranno alla nascita di un catalogo online e di una fototeca digitale, rendendo l’intero patrimonio esposto a portata di click per studiosi e curiosi.Inoltre, il Museo si conferma un luogo di inclusione e cultura viva attraverso collaborazioni di valore come il progetto CeramicAbili, il cui concept intende la ceramica come mezzo di inclusione; per esso è stata attivata la collaborazione con altre realtà savonesi impegnate nel sociale e allestita la mostra “Primitiva” di Simonetta Porazzo proprio sul tema dell’arte e della disabilità mentale. Importanti le collaborazioni con il Centro Ligure per la Storia della Ceramica, che ha visto la realizzazione del LVIII Convegno Internazionale, con studiosi provenienti da tutta Italia e dall’Estero, nonché con l’UniSavona, per il quale si è tenuto un corso di archeologia negli stessi spazi del Museo (esperienza che si ripeterà anche nel 2026). L'impegnativo lavoro fatto durante i mesi autunnali, insieme al Servizio Musei, ha, inoltre, portato alla creazione di una co-progettazione tra Istituto Internazionale di Studi Liguri e Comune di Savona finalizzata al riallestimento della collezione del Museo con un percorso che permetterà di trattare, anche con supporti multimediali, alcuni grandi temi sulla storia della città di Savona e all'ideazione di attività/laboratori, coinvolgenti per differenti target di pubblico, che uniscano archeologia, storia e scienza in vista della futura vocazione del Priamar quale cittadella della storia e della scienza con l'arrivo della Fondazione CIMA, con una costante attenzione nella formulazione di un'offerta culturale e didattica accessibili a tutti.
Sul fronte scientifico, il 2025 ha segnato la conclusione dell’indagine archeologica sul campo nel Piazzale della Cittadella, nell’area dell’antica Cattedrale, scavo che nell’ultimo anno ha regalato emozionanti scoperte.
Gli scavi, su concessione ministeriale, da poco conclusi, hanno permesso di rivedere alcune delle fasi di vita della città e in particolare del colle del Priamàr, documentando la presenza di una fase di età imperiale romana e delle successive trasformazioni in età gota, bizantina e alto medievale. I dati raccolti hanno arricchito in modo significativo le vicende di vita della città in un momento in cui si riteneva prevalesse un abbandono a seguito della conquista longobarda. Tra ottobre 2024 e settembre 2025 la sezione Sabazia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri (IISL) ha condotto, su concessione ministeriale, una campagna di scavi rivelatasi determinante per riscrivere la storia del colle del Priamàr, fulcro generatore dell'insediamento savonese.
La campagna di scavo biennale, diretta scientificamente dal prof. Carlo Varaldo, è stata condotta sul campo da un'equipe composita. Studenti universitari in discipline archeologiche, sia italiani che stranieri, nonché archeologi professionisti, coordinati da personale qualificato del Màr, hanno indagato stratigraficamente un'ampia area, estesa su più di 200 mq: è stato rimesso progressivamente in luce un palinsesto storico ricchissimo, che copre un arco temporale che va dalla Tarda Antichità sino alla seconda Guerra Mondiale.
Se alcune testimonianze erano attese (le fondazioni e le strutture riferibili alla navata destra della Cattedrale di Santa Maria di Castello), del tutto inattese sono state invece la scoperta del cimitero romanico, antecedente l'ampliamento del luogo di culto, e soprattutto le testimonianze di una fase insediativa ancora più antica. Sono state riportate alla luce abitazioni di età bizantina (VII secolo), sovrappostosi a un Grubenhaus, o “capanna a fondo ribassato”, di V o forse VI secolo, quest'ultima la sola a essere sin qui documentata nel Ponente ligure.
Un ulteriore e straordinario tassello di un tale mosaico storico è derivato dal ritrovamento, già presentato l'anno scorso, di un'epigrafe funeraria di età imperiale romana, la seconda a essere posizionata sul Priamàr, ma l'unica a essere sopravvissuta materialmente (la prima, nota grazie a fonti erudite, è andata dispersa). Il dato porta un potenziale informativo enorme, e rimette del tutto in discussione le tradizionali teorie sul popolamento di Savona e del suo colle.
Nel pomeriggio del 10 aprile, alle 17,30 in Pinacoteca ci sarà il Convegno di approfondimento delle ultime indagini archeologiche dal titolo " Stratigrafia di una città", a cura del Màr e della Sezione Sabazia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri.














