«Finché nel seno tuo fuggito, riposo e decotti di ortica mi hanno guarito». Così scriveva il poeta latino Catullo, che curava tosse e raffreddore con decotti all’ortica.
Bisogna ammettere che si tratta di una pianta realmente preziosa, apprezzata fin dall’antichità per le sue proprietà, della quale si utilizzano le foglie ancora tenere e la radice: quest’ultima è da sempre un componente importante per la medicina naturale. Eppure abbiamo dimenticato i benefici che si possono trarre e ci ricordiamo solo dell'unica cosa negativa: che punge...
L’ortica è una pianta spontanea originaria dell’Asia occidentale, oggi diffusa in tutte le regioni temperate del globo, Italia compresa. Il suo nome botanico è Urtica dioica e deriva dal latino ’’urere’’ che significa bruciare, mentre la specie appartiene alla famiglia delle Urticaceae.
Proprietà conosciute fin dall’antichità
Vista con sospetto e tenuta alla larga a causa dei suoi peli urticanti, quest’erba non solo è commestibile e buonissima, ma vanta anche numerose proprietà. Minerali come i sali di calcio, il potassio e il silice, proteine e aminoacidi essenziali, vitamine A, B2, C, acido folico e flavonoidi sono solo alcuni dei componenti principali dell'ortica, che la rendono una pianta spiccatamente diuretica, depurativa, rimineralizzante, antinfiammatoria e tonica. Oltre che per ridurre la ritenzione idrica e i gonfiori localizzati, aiuta a contrastare l'anemia, a depurare il corpo nell'ambito di un trattamento detox, nonché combattere le infezione delle vie urinarie e migliorare il recupero da fratture ossee.
Nell’Antico Egitto le ortiche venivano utilizzate per curare le artriti. Rimedi medicinali a base di ortica sono descritti da Teofrasto, Plinio il Vecchio, Ippocrate. I soldati romani la consumavano per alleviare la stanchezza muscolare oltre che i reumatismi. Proprio le proprietà urticanti dei peli che si sfruttano per le diverse patologie: eczemi, asma, emorroidi, gotta, reumatismi, anemie...
Raccolta in due tempi per foglie e radici
Per sfruttare al meglio le proprietà dell’ortica bisogna rispettare il tempo balsamico delle varie parti erbacee. Infatti, l’ortica fiorisce da giugno a settembre. Il periodo balsamico di steli e foglie è in primavera e prima della fioritura, mentre quello delle radici va da fine estate a fine autunno. Oltre a scegliere piante che crescono lontane da centri urbani, strade e coltivazioni, per raccogliere le foglie di ortica è necessario indossare un paio di guanti. Le foglie vanno sistemate in un cestino di vimini o in un sacchetto di carta e, una volta a casa, devono essere lavate: per non pungersi, meglio maneggiarle con un cucchiaio. Quando saranno ben pulite, possono essere usate nelle ricette.
Come è meglio assumere questa pianta?
L’utilizzo più semplice è sotto forma di infusi e tisane. Bere una tisana all'ortica fa benissimo (e non punge!): è infatti un aiuto prezioso per il benessere di tutto il corpo, grazie all'alta percentuale di micronutrienti contenuti nelle foglie, a cui si unisce il potere benefico di bere acqua calda, che trasformano l'ortica in un toccasana. Grazie alle sue proprietà diuretiche, infatti, questo infuso si rivela utile contro la ritenzione idrica e la cellulite, aiutando anche a eliminare le tossine. Da sperimentare anche gli effetti analgesici e antinfiammatori dell'ortica che, ricca di acido folico e ferro, può rivelarsi un aiuto in caso di articolazioni doloranti e artrite. Effetti che rendono la tisana all'ortica l'alleata ideale per ottenere un effetto depurativo globale, ottimo anche per sgonfiare e purificare. Questo infuso, inoltre, viene consigliato in caso di stanchezza e affaticamento fisico, poiché ricco di fosforo, magnesio, calcio, silicio, manganese e potassio.
Attenzione a non far bollire le foglie d'ortica, perché, in questo modo, potrebbero perdere le loro proprietà curative, meglio usare foglie essiccate. In caso si vogliano utilizzare le foglie essiccate è bene miscelare circa 4 grammi di ortica con dell'acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti.
Tuttavia è possibile anche cucinare con ottimi risultati le foglie fresche di questa pianta in moltissime ricette. Fate sbollentare le ortiche pochi minuti e potrete impiegarle nella preparazione di diverse pietanze dal risotto agli gnocchi, dalla minestra al ripieno dei ravioli, fino alle frittate. E ancora un buon pesto da solo o mescolato al pesto di basilico per condire lasagne e primi piatti. Buonissima la frittatina alle ortiche così come la torta.
Quando invece è meglio non utilizzarla?
Meglio non mangiare o non bere le tisane d’ortica in presenza di patologie renali o cardiache, durante la gravidanza e l’allattamento e, per sicurezza, se si sta seguendo una terapia farmacologica.
Cosmesi
Oltre ad essere usata in cucina e come rimedio naturale sotto forma di tisana, l’ortica ha anche altri usi. Gli infusi di ortica vengono ad esempio utilizzati per la bellezza di pelle e capelli grassi: basta risciacquare il viso o i capelli con la tisana filtrata e lasciata raffreddare. In ambito cosmetico si usa anche il succo fresco di ortica, efficace contro sebo in eccesso e per rinforzare i capelli. Il macerato di ortica si usa invece nell’orto come rimedio naturale contro gli afidi e altri parassiti e per fertilizzare il terreno e far crescere piante sane e resistenti alle malattie.
Curiosità
A Dorset, nel Regno Unito, si svolge tutti gli anni il Campionato Mondiale di Mangiatori di Ortiche, legato alla leggenda secondo la quale l'ortica non farebbe inacidire la birra. Pare esista un sistema per non pungere l'interno della bocca e vince chi "mangia" più "metri" di ortica, misurando alla fine gli steli nudi rimasti ai partecipanti. Sempre nei paesi anglosassoni si fa ancora il vino di ortica e la birra di ortica.
Spostandoci in Siberia occidentale, la popolazione degli Ostiachi, usava lasciarla crescere attorno all’abitazione per poi ricavarne fibre tessili da cui poi tesseva una tela verde, resistente tanto da essere considerata indistruttibile. I tedeschi ne ricavarono uniformi militari nelle due guerre mondiali. Ultimamente, proprio in Italia nel modenese, si sta riorganizzando la filiera antica dell’ortica per uso tessile. Infine, se anche il famoso incisore e pittore tedesco della fine del Quattrocento Albrecht Dürer in un suo quadro dipinge un angelo in atto di offrire al Creatore proprio un’ortica, che dire di più?
Per chiudere, lasciamo alla penna di Victor Hugo il compito di descrivere l’ortica, dalle pagine del suo capolavoro I miserabili, pubblicato nel 1862: «Tenete presente, amici miei, che non vi sono né cattive erbe né cattivi uomini: vi sono soltanto cattivi coltivatori».














