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Attualità | 26 giugno 2026, 13:12

Il silenzio che mette in crisi un regno: la Compagnia del Barone Rampante sale sul palco con Iwona, principessa di Borgogna

L'opera di Witold Gombrowicz debutta il 2 e 3 luglio al Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi, al termine di un percorso di studio e ricerca guidato da Elena Gigliotti

Un testo visionario e provocatorio, una delle opere più originali del Novecento europeo, un intenso percorso di formazione teatrale che coinvolge quasi venti giovani attori del territorio e una sfida artistica di rara complessità.

È stato presentato questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Borgio Verezzi, Iwona, principessa di Borgogna di Witold Gombrowicz, progetto formativo curato da Elena Gigliotti e realizzato dalla Compagnia del Barone Rampante, con l'assistenza alla regia di Gaia Capelli. Lo spettacolo andrà in scena il 2 e 3 luglio, alle ore 21, al Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi.

Lo spettacolo rappresenta l'esito di un intenso percorso di studio e ricerca teatrale che ha coinvolto gli allievi della Scuola di Teatro della Compagnia del Barone Rampante, realtà che da oltre vent'anni opera sul territorio nella formazione delle nuove generazioni attraverso progetti artistici di qualità e il confronto con professionisti del panorama teatrale nazionale.

Alla guida del progetto c'è Elena Gigliotti, attrice e regista diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova e protagonista di un importante percorso artistico sulle scene italiane. Dopo il successo di Piccola città, già realizzato con gli allievi della Compagnia del Barone Rampante, Gigliotti torna a lavorare con i giovani attori del territorio scegliendo questa volta una delle opere più complesse, affascinanti e spiazzanti del repertorio novecentesco.

Scritto nel 1935 e pubblicato nel 1938, Iwona, principessa di Borgogna è uno dei testi più significativi di Witold Gombrowicz, autore polacco considerato tra le voci più radicali e innovative della letteratura europea del Novecento. Un'opera che anticipa molte delle intuizioni del Teatro dell'Assurdo e continua a parlare al presente con sorprendente lucidità.

La vicenda prende avvio da un gesto apparentemente insignificante. Durante una giornata di festa, il principe Filippo decide, per puro capriccio, di fidanzarsi con Iwona, una giovane apatica e quasi completamente muta. L'ingresso della ragazza a corte sconvolge però gli equilibri del regno. Il suo silenzio diventa uno specchio inquietante nel quale ciascuno è costretto a riflettersi. Re, regina, principi e cortigiani iniziano così a proiettare su di lei paure, colpe, desideri repressi e segreti inconfessabili, dando vita a una spirale di sospetti, ossessioni e paranoia.

Nelle sue note di regia, Elena Gigliotti richiama il celebre Teorema di Thomas: "Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze".

Un principio che Gombrowicz traduce in una straordinaria macchina teatrale, mostrando come una percezione immaginaria possa produrre effetti assolutamente reali. La corte di Borgogna diventa così il regno della forma assoluta, dell'etichetta, dell'apparenza e delle convenzioni sociali, mentre Iwona ne rappresenta l'esatto contrario. Non parla, non reagisce, non si giustifica. Ed è proprio questa irriducibile alterità a renderla insopportabile agli occhi di chi la circonda.

Scrittore tra le voci più radicali del Novecento europeo, Gombrowicz anticipa il Teatro dell'Assurdo con una cifra profondamente psicologica: l'assurdità nasce dalle ipocrisie e dalle convenzioni che gli uomini costruiscono vivendo insieme. A quasi un secolo dalla sua scrittura, il testo continua a porre interrogativi di straordinaria attualità. In una società dominata dall'immagine e dal bisogno di apparire, Iwona ci costringe a chiederci fino a che punto siamo disposti a spingerci pur di non guardare dentro noi stessi.

Particolarmente interessante è anche la struttura del progetto. Lo spettacolo sarà infatti presentato in due diverse versioni, il 2 e il 3 luglio, affidate a due cast distinti. Alcuni interpreti saranno presenti in entrambe le serate, misurandosi però con personaggi differenti. Una scelta che ha richiesto un intenso lavoro di studio e approfondimento e che rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'esperienza formativa proposta.

Gli allievi hanno così avuto l'opportunità di esplorare il testo da prospettive diverse, sperimentando concretamente la complessità del lavoro dell'attore e la costruzione di personaggi differenti all'interno dello stesso universo scenico. Un percorso che arricchisce il valore pedagogico del progetto e testimonia l'attenzione della Compagnia del Barone Rampante verso una formazione teatrale sempre più approfondita e consapevole.

In scena saranno Matteo Alienda, Francesco Arecco, Francesca Bianco Tonetti, Sofia Calli, Carlotta Camboni, Edoardo Canale, Nina Canfora, Federico Caracciolo, Edoardo Catelli, Gioia Crippa, Evaluna De Cesero, Asia Damele, Elia Farinazzo, Ettore Gallo, Luce Mel Capezio, Aurora Mileto, Pietro Michelini, Eleonora Oberto e Maddalena Ottolia.

Le scene e i costumi sono firmati da Lorenzo Rostagno, mentre le partiture fisiche sono curate da Claudia Monti.

Redazione

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