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Sanità | 30 giugno 2026, 14:09

118 Savona, la Regione boccia lo stop all’accorpamento: “Scelta strategica per un sistema più moderno ed efficace”

Respinto con 15 voti contrari e 11 favorevoli l’odg del Pd per mantenere la piena operatività della centrale savonese. La giunta dà parere negativo, la maggioranza difende la centrale unica a Genova: “Non significa indebolire il territorio, ma rafforzare la rete regionale”. Le opposizioni: “Ignorate 10mila firme e un intero territorio”

118 Savona, la Regione boccia lo stop all’accorpamento: “Scelta strategica per un sistema più moderno ed efficace”

La Regione Liguria conferma il percorso verso l’unificazione delle centrali operative del 118 e boccia la richiesta di mantenere la piena operatività della centrale di Savona. Il consiglio regionale ha respinto con 15 voti contrari e 11 favorevoli l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico, che chiedeva alla giunta di fermare l’accorpamento della centrale savonese a Genova, dove è prevista la sede unica presso il Policlinico San Martino. Il parere della giunta, espresso dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, è stato negativo.

A difendere la scelta della Regione è stato, nel dibattito, il capogruppo di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi, che ha definito l’accorpamento delle centrali operative del 118 “una scelta strategica” per costruire un sistema di emergenza-urgenza più integrato, moderno ed efficace.

“L’accorpamento delle centrali operative del 118 è una scelta strategica, necessaria per garantire ai cittadini un sistema di urgenza integrato, moderno ed efficace”, ha detto Invernizzi. “Dobbiamo modernizzare la nostra sanità. La Liguria ha bisogno di una rete capace di operare superando il modello di oggi”.

Secondo la maggioranza, l’unificazione delle centrali non comporta un indebolimento del territorio savonese, ma punta a rafforzare il coordinamento dell’intero sistema regionale. “L’unificazione consente di mettere in rete competenze e tecnologie, garantendo una gestione coordinata degli interventi”, ha proseguito Invernizzi. “L’accorpamento non significa indebolire il territorio savonese, ma rafforzare il sistema territoriale regionale”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha invitato a evitare allarmismi nei confronti dei cittadini e ha richiamato le esperienze già avviate in altre aree della Liguria. “È sbagliato creare confusione nei cittadini. Nel Tigullio e a Imperia non si sono create criticità”, ha affermato. “La priorità deve rimanere una sola: garantire ai cittadini liguri un sistema di emergenza-urgenza all’altezza delle sfide presenti e assicurare cure tempestive a chi ne ha bisogno. Si sta andando sulla strada giusta”.

Invernizzi ha poi ricordato la visita effettuata nei giorni scorsi alla centrale savonese insieme all’assessore Nicolò, riconoscendo il valore della storia e delle competenze maturate nel territorio. “La scorsa settimana abbiamo visitato con l’assessore Nicolò la centrale del 118. Ha una storia importante per la provincia di Savona”, ha spiegato. “Troveremo una strategia per valorizzare la competenza che in questi anni la sede di Savona ha saputo mettere in campo, ad esempio con una scuola di formazione”.

L’ordine del giorno bocciato era stato presentato dai consiglieri regionali del Pd Roberto Arboscello, Armando Sanna, Carola Baruzzo, Simone D’Angelo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo. Il testo chiedeva alla giunta di mantenere la completa operatività della Centrale operativa del 118 di Savona, ultimo tassello del percorso di accorpamento dopo il trasferimento delle centrali del Tigullio e di Imperia e in vista dell’integrazione della Spezia.

A illustrare il documento in aula è stato Roberto Arboscello, vicepresidente del gruppo Pd, che ha parlato di un tema “molto dibattuto” e di una “battaglia” sostenuta anche da una raccolta firme che ha superato quota 10mila adesioni. “La centrale del 118 è nata proprio a Savona, da un’esperienza poi estesa a livello nazionale”, ha ricordato Arboscello. “È un tema di vitale importanza”.

Per il consigliere dem, la discussione non riguarda soltanto un assetto amministrativo o gestionale, ma il modello di risposta alle emergenze. “Non si tratta di una semplice scelta di assetto gestionale: bisogna capire quale modello garantisce la sicurezza dei cittadini nei momenti in cui bisogna rispondere senza rinvio”, ha detto.

Arboscello ha richiamato le caratteristiche del territorio ligure e savonese: vallate interne, collegamenti complessi, reti fragili, rapporto stretto tra costa ed entroterra e forte pressione turistica. “In questo contesto il sistema di emergenza-urgenza non può essere valutato con criteri standardizzati”, ha sottolineato. “A differenza di altri settori sanitari, il 118 presenta peculiarità fondamentali: opera in contesti territoriali instabili, in situazioni in cui pochi minuti possono incidere sulla vita di un cittadino”.

L’ordine del giorno evidenziava anche le preoccupazioni espresse da operatori, pubbliche assistenze, Croce Rossa, automediche e amministratori locali sui possibili disservizi e sulle difficoltà di coordinamento tra soggetti diversi della catena dell’emergenza, soprattutto in caso di calamità o eventi complessi.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche altri consiglieri di opposizione. Jan Casella di Alleanza Verdi e Sinistra ha contestato la scelta della centralizzazione: “Il taglio del 118 a Savona e Imperia mette a rischio i pazienti e potenzialmente anche i lavoratori, esponendo questi ultimi a problemi giudiziari”, ha detto. “È stato detto che non ci sono state problematiche altrove, ma nell’Imperiese sì. Vi chiedo di interrompere l’accorpamento”.

Contrario alla centrale unica anche Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle. “È difficile da metabolizzare una scelta di accorpamento su una struttura di emergenza-urgenza del genere”, ha affermato. “Se ci sono errori dalla centrale, la catena del soccorso si rompe. Siamo estremamente contrari alla centralizzazione, anche sul numero unico”.

Katia Piccardo del Pd ha richiamato alcune criticità operative segnalate sul territorio. “Parliamo di questioni vitali”, ha detto. “Continuiamo a non dare risposta a problemi segnalati, dalla mancata geolocalizzazione dei mezzi ai ponti radio fatiscenti. Si dovrebbe stare alla larga dall’accorpare ulteriormente un settore così delicato”.

Sulla stessa linea Armando Sanna, che ha ricordato la mobilitazione del territorio. “Ci sono raccolte firme, già 10mila firmatari, che chiedono di fermarsi”, ha detto. “Prima di accorpare bisogna capire se il personale è sufficiente, se l’operatività è garantita, se gli spazi sono adeguati e che tipo di servizio di emergenza-urgenza vogliamo costruire”.

Nella replica finale Arboscello ha respinto l’accusa di alimentare allarmismi. “Io non ho mai detto che si sta depauperando o togliendo mezzi di emergenza-urgenza o che viene smantellato questo sistema. Mai detto”, ha chiarito. “Ma non posso credere che, per evitare frammentazioni organizzative, l’unica strada sia accentrare le centrali operative”.

Il consigliere dem ha criticato anche l’ipotesi di valorizzare Savona attraverso una scuola di formazione del 118. “Dire che il 118 di Savona verrà valorizzato perché si istituirebbe una scuola di formazione è una bestialità”, ha attaccato. “La centralizzazione non vuol dire sempre razionalizzare: i benefici rispetto ai rischi sono inferiori”.

Dopo la bocciatura dell’ordine del giorno, Arboscello ha ribadito la contrarietà del Pd alla scelta della giunta. “La bocciatura dell’ordine del giorno conferma che la giunta regionale intende proseguire senza alcun ripensamento sulla strada della chiusura della Centrale operativa del 118 di Savona e del suo accorpamento a Genova”, ha dichiarato. “Una scelta grave, che continua a ignorare le preoccupazioni espresse dagli operatori dell’emergenza, dagli amministratori locali e da migliaia di cittadini”.

Il consigliere ha ricordato la mobilitazione del territorio e le oltre 10mila firme raccolte per chiedere il mantenimento della centrale savonese. “In questi mesi il territorio si è mobilitato con forza. La petizione che ho promosso per chiedere di mantenere il 118 a Savona ha raccolto oltre 10mila firme, dimostrando quanto questa decisione sia sentita e quanto sia diffusa la convinzione che smantellare una centrale operativa strategica significhi indebolire il sistema dell’emergenza-urgenza in una provincia con caratteristiche territoriali complesse, fatta di vallate e aree interne che richiedono una conoscenza diretta del territorio”.

Per Arboscello, la tecnologia non può sostituire integralmente l’esperienza degli operatori. “Pensare che software, sistemi di geolocalizzazione e Gps possano sostituire integralmente il patrimonio di esperienza, competenza e professionalità maturato in decenni dagli operatori è una follia”, ha aggiunto. “È una soluzione inaccettabile e rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto questa giunta sia lontana dai cittadini, dai territori e dai loro reali bisogni”.

“Continueremo la nostra battaglia dentro e fuori il consiglio regionale perché la Centrale operativa del 118 di Savona venga mantenuta e perché il diritto a un servizio di emergenza efficiente e vicino ai cittadini non venga sacrificato sull’altare di una riorganizzazione che il territorio ha già respinto con chiarezza”, ha concluso Arboscello.

La vicenda resta al centro del dibattito anche sul territorio. Il 27 giugno scorso il consiglio comunale di Savona ha votato all’unanimità contro la centrale unica del 118, chiedendo di mantenere la piena operatività della sede savonese. La Regione, però, conferma la linea dell’accorpamento, sostenendo che la centralizzazione consentirà di rafforzare il coordinamento, valorizzare le competenze e costruire una rete di emergenza più moderna e integrata.

Federico Antonopulo

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