"La presenza nel carcere di Marassi del novantottenne arrestato a Savona per il tentato omicidio della moglie e il successivo tentativo di suicidio è una vicenda umanamente dolorosa che certamente inquieta. Ma chi in queste ore grida allo scandalo dimostra di ignorare le regole del processo penale". Lo afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
"In presenza dell'ipotesi di tentato omicidio, spiega Capece, il Codice di procedura penale prevede l'arresto obbligatorio e il successivo trasferimento dell'arrestato in una casa circondariale, salvo una diversa decisione dell'Autorità giudiziaria. In questo caso gli arresti domiciliari non erano concretamente praticabili: l'abitazione era stata sequestrata per i rilievi investigativi e non risultavano altri domicili idonei. Prima di alimentare polemiche sarebbe opportuno conoscere la legge".
Per il SAPPE, tuttavia, la vicenda evidenzia soprattutto un'altra emergenza: "Il vero problema, osserva Capece, "è che Savona continua a non avere un carcere. Lo denunciamo da anni. Avevamo detto che chiudere il Sant'Agostino senza una nuova struttura sarebbe stato un errore gravissimo. Purtroppo, avevamo ragione".
Il segretario generale del SAPPE torna quindi a criticare la scelta assunta allora dal Ministero della Giustizia: "Il Sant'Agostino poteva essere chiuso solo quando fosse stato operativo un nuovo istituto, moderno e adeguato, di almeno 300 posti, individuato nell'area della Val Bormida. Invece si decise di abbassare la serranda dall'oggi al domani, senza confronto con il sindacato, senza tutele per il personale e senza alcuna alternativa. Quella scelta è stata un grave errore. Orlando dovrebbe avere l'onestà di riconoscerlo".
Capece ricorda anche le conseguenze della chiusura dell'istituto savonese: "Si è parlato tanto di funzione rieducativa della pena, ma chiudere il carcere ha significato interrompere attività trattamentali, disperdere professionalità e vanificare investimenti pubblici. Sono stati spesi milioni di euro per ristrutturare il Sant'Agostino e poi lo si è chiuso. È un paradosso che ancora oggi grida vendetta». «È stata cancellata anche la territorialità della pena», aggiunge. «I detenuti sono stati trasferiti negli istituti della Liguria e del resto d'Italia, con enormi disagi per le famiglie. E anche decine di poliziotti penitenziari sono stati costretti a lasciare la propria sede di servizio".
Per il SAPPE è ormai indispensabile accelerare la realizzazione del nuovo istituto savonese.
"Savona è sede di Tribunale ed è l'unica provincia italiana priva di un carcere. Una situazione assurda che dura da troppo tempo. Abbiamo più volte sollecitato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, i sottosegretari Andrea Ostellari, Alberto Balboni e prima di lui il predecessore Andrea Delmastro Delle Vedove, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e tutti quelli che lo hanno preceduto affinché vengano rapidamente completate tutte le procedure necessarie. Le promesse non bastano più. È arrivato il momento di aprire il cantiere del nuovo carcere. Dalle parole bisogna finalmente passare ai fatti".














