Cresce anche in Liguria il fronte di amministratori locali, associazioni e cittadini che chiedono al Governo una pianificazione nazionale dello sviluppo delle energie rinnovabili, affinché la transizione energetica non si trasformi in una proliferazione incontrollata di grandi impianti industriali destinati a modificare profondamente il paesaggio.
Al centro della mobilitazione vi è la richiesta di una strategia capace di governare la diffusione di aerogeneratori di dimensioni sempre maggiori, con pale alte fino a 200 metri, e di impianti fotovoltaici estesi per decine o centinaia di ettari, spesso previsti su terreni agricoli, crinali appenninici e aree di elevato valore ambientale, storico e culturale.
L’appello nazionale promosso da TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha superato le 500 adesioni, con la partecipazione di oltre 100 sindaci, insieme ad amministratori locali, studiosi, associazioni e comitati provenienti da tutta Italia.
In Liguria l’iniziativa raccoglie l’adesione di numerosi amministratori pubblici. Tra i firmatari figurano Angela Denegri, sindaca di Borghetto d’Arroscia (IM); Lucia Moscato, sindaca di Testico; Massimo Rosso, sindaco di Pietrabruna (IM); Mauro Casale, sindaco di Vasia (IM); Paola Negro, sindaca di Pieve Ligure (GE); Paola Scarzella, sindaca di Osiglia; e Roberto Molinaro, sindaco di Cosseria.
Hanno inoltre aderito numerose realtà impegnate nella tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, tra cui l’Osservatorio locale del Paesaggio Valli Bormida e Uzzone, Casa della Legalità, l’Associazione Pygarus, Italia Nostra, ALTURA ODV, l’Associazione Prau Grande e l’Associazione AGORÀ.
A sostegno dell’appello anche diversi comitati e gruppi territoriali liguri, tra cui AIFO Imperia, il Comitato Bric Surite di Altare, Preserviamo Boscomare e la sua valle, il Coordinamento Tutela Monte Cerchio e il Comitato Tuteliamo Boscomare e la sua valle.
Dall’Imperiese allo Spezzino, passando per il Savonese e il Genovesato, aumenta la preoccupazione per il moltiplicarsi di progetti eolici e fotovoltaici di scala industriale che interessano aree agricole, dorsali montane e territori caratterizzati da un elevato valore naturalistico e paesaggistico.
Una situazione che sta alimentando il confronto tra amministrazioni locali, imprese agricole, associazioni e cittadini sulla necessità di introdurre criteri di localizzazione più rigorosi e coerenti con la tutela del territorio.
L’appello non mette in discussione il ruolo delle energie rinnovabili, ma chiede che gli impianti di grandi dimensioni vengano indirizzati prioritariamente verso superfici già compromesse o urbanizzate, come tetti di edifici, aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite e altri siti idonei, evitando la sottrazione di terreno fertile all’agricoltura e la trasformazione di paesaggi che costituiscono una risorsa fondamentale per l’economia, il turismo e la qualità della vita delle comunità locali.
La mobilitazione è sostenuta anche da personalità del mondo della cultura, dell’università e della tutela del paesaggio, tra cui la cantautrice Nada Malanima; il professore di Urbanistica dell’Università di Firenze David Fanfani; Massimo Rovai, docente dell’Università di Pisa e presidente di Slow Food Toscana; Paolo Agnelli, del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze; Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale e presidente dell’Associazione Attuare la Costituzione; Ugo Mattei di Generazioni Future; il direttore d’orchestra Manlio Benzi; il direttore della fotografia Paolo Carnera; il professor Massimo Ammaniti, insieme a numerosi altri esponenti del mondo accademico e culturale.
Dalla Liguria arriva così un contributo significativo a un movimento nazionale in crescita, che chiede una transizione energetica capace di coniugare produzione di energia, tutela ambientale e salvaguardia del paesaggio. L’obiettivo è garantire che la transizione energetica sia guidata dall’interesse pubblico e non da logiche speculative che rischiano di favorire grandi operatori finanziari e società energetiche, anche estere, a discapito dei territori e delle comunità locali.














