Scatta lo stop ai lavori di riqualificazione di piazza Vittorio Veneto a Varazze. È giunto infatti il decreto di sospensione del cantiere da parte del Tar dopo il ricorso per l'annullamento del progetto presentato dall'avvocato Luca Saguato di due residenti, Clelia e Francesco Camogli, la settimana scorsa.
Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale richiedeva anche l'annullamento "di ogni atto del procedimento, antecedente, preparatorio, presupposto, conseguente e/o comunque connesso ed in particolare degli sconosciuti atti di validazione del progetto nonché della deliberazione della Giunta comunale 19 dicembre 2024 n. 149, recante approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica dell’intervento di riqualificazione".
Diverse le criticità messe in luce dal ricorso: dal fatto che il progetto "non rispetta la soluzione architettonica originaria; altera le quote altimetriche della piazza mediante la realizzazione di due grandi manufatti/vasche che occupano la piazza per oltre metà della sua superficie, destinate a contenere ex novo oltre 180 mc di terreno; prevede l’utilizzo di materiali estranei alla tradizione del centro storico di Varazze ed incongrui rispetto all’ambiente circostante (cordoli a rivestimento delle grandi vasche in corten; pensilina bus in lamiere di acciaio zincato; aiuola mezzaluna a contorno della pensilina e rivestimento del basamento per elemento scultoreo sempre in acciaio corten; sedute in cemento); prevede la piantumazione di ben 1016 piante (di cui 19 alberi e 47 grandi arbusti), che altereranno la fisionomia della piazza, storicamente caratterizzata dalla presenza di una palma in posizione centrale (come dà atto la stessa relazione tecnico descrittiva del progetto: la palma al centro della piazza costituisce fin dalla fine del secolo XIX “una sorta di obelisco vegetale che su se stesso accentra l’attenzione”); prevede l’impianto di molte essenze vegetali che, contrariamente a quanto dichiarato nella relazione progettuale del verde, non sono autoctone e tradizionali e non fanno parte della macchia mediterranea, provenendo da differenti contesti fitogeografici, comprese specie australiane, sudamericane e centroeuropee.
I due residenti, sorella e fratello, proprietari di immobili su via Coda e Piazza Vittorio Veneto sono inoltre preoccupati per le loro abitazioni.
"Come risulta dalla relazione tecnica asseverata che si produce e dal raffronto tra le fotografie dello stato attuale ed i fotoinserimenti delle opere a progetto, i nuovi muri eretti in violazione della distanza di 10 metri dal fabbricato, con la vegetazione che sarà piantumata nelle vasche XXL Green, priveranno di vista, di luce e di aria non solo il piano terreno ed il primo piano della palazzina di proprietà della signora Clelia Camogli (che rimarranno completamente chiusi ed oscurati dietro una barriera di cemento e di vegetazione) ma anche il secondo piano. Anche l’appartamento di Piazza Vittorio Veneto n. 3/1 sarà privato di luce e di vista sulla passeggiata a mare dalla vegetazione e dalla pensilina bus. Sono evidenti anche le problematiche di sicurezza per i ricorrenti e per i passanti, che deriveranno dalla presenza delle vasche con sovrastante vegetazione fitta e continua" viene spiegato nel ricorso.
Lo scorso 22 maggio la piazza varazzina era stata transennata ed erano iniziate le prime demolizioni ma poi dopo qualche giorno il cantiere si era fermato riprendendo gli interventi martedì scorso dopo più di un mese e mezzo.














