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Cronaca | 07 agosto 2026, 16:18

Addio a Balduino Astengo, custode della memoria della Resistenza e nipote di Cristoforo fucilato dai fascisti

Era figlio di Giuseppe, tra gli amici più stretti di Sandro Pertini. E' stato anche componente del direttivo dell'ISREC, l'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea

Addio a Balduino Astengo, custode della memoria della Resistenza e nipote di Cristoforo fucilato dai fascisti

Savona piange Balduino Astengo, figura molto conosciuta per il suo impegno civile, culturale e associativo, dedicato alla valorizzazione della memoria della Resistenza e dei valori della libertà. Aveva 89 anni ed è mancato all'ospedale San Paolo.

Savonese, classe 1937, Astengo ha legato gran parte della sua attività pubblica alla conservazione della memoria storica, raccogliendo il testimone dello zio, l'avvocato Cristoforo Astengo.

Balduino Astengo era figlio di Giuseppe Astengo, noto antifascista e tra gli amici più stretti di Sandro Pertini. La sua storia personale si intrecciò con quella del regime fascista fin dalla più tenera età: aveva appena due anni quando conobbe l'esperienza del confino.

La madre, Tina Gregorini, nell'agosto del 1939 pronunciò pubblicamente una frase destinata a cambiarle la vita: «Quel pazzo di Mussolini ci porterà alla guerra». Quelle parole furono sufficienti perché il regime la condannasse al confino a Vindicio, sul Golfo di Gaeta. Con lei vennero mandati anche i due figli, Balduino, di due anni, e il fratello Cristoforo, di quattro. Dopo circa tre mesi, proprio la presenza dei bambini contribuì a far ottenere alla donna la grazia e il rientro a casa.

Gli Astengo erano una delle famiglie più conosciute di Savona, proprietaria dello storico pastificio cittadino fondato alla fine del Settecento, considerato il primo stabilimento industriale della città. La famiglia vantava anche una lunga tradizione di impegno pubblico: un prozio di Giuseppe fu sindaco di Savona nei primi anni del Novecento e sedette per quindici anni alla Camera dei Deputati nelle fila dell'area giolittiana.

Tra le figure simbolo della famiglia spicca anche Cristoforo Astengo, zio paterno di Balduino, primo responsabile savonese del Comitato d'Azione Antifascista, nucleo da cui sarebbe poi nato il Comitato di Liberazione Nazionale. Arrestato dai fascisti, venne fucilato il 27 dicembre 1943 al Forte della Madonna degli Angeli, entrando tra le vittime del tragico episodio passato alla storia come il "Natale di sangue".

Nel corso della sua vita Balduino Astengo ha costruito un percorso professionale e umano ricco di esperienze. Dopo la laurea in Chimica all'Università di Pavia, nel 1966 fu il primo savonese del dopoguerra a prestare servizio di prima nomina nell'Arma dei Carabinieri con il grado di sottotenente di complemento, al Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma. Successivamente, collocato in congedo, venne promosso tenente della riserva.

Rientrato alla vita civile, dopo alcune esperienze nel settore industriale e imprenditoriale, conseguì una seconda laurea, questa volta in Farmacia all'Università di Genova. Intraprese così la professione di farmacista, esercitata inizialmente a Genova e successivamente nel comune di Vezzi Portio, dove ha lavorato fino al pensionamento.

Parallelamente all'attività professionale, Astengo ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo associativo e istituzionale. È stato presidente e consigliere della sezione "Carmana" di Savona dell'Associazione Nazionale Carabinieri, consigliere comunale a Vezzi Portio, consigliere dell'Associazione Volontari della Libertà della Liguria e componente del direttivo dell'ISREC di Savona, l'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea.

Negli ultimi anni aveva assunto la presidenza del Centro Savona Libera – Culturale, Sociale e Storico, promuovendo incontri, pubblicazioni e iniziative dedicate alla storia del territorio e alla trasmissione dei valori della Resistenza alle nuove generazioni.

Nel 2011 gli era stata conferita la Medaglia d'Argento della Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL), un importante riconoscimento assegnato in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e del 65° della Liberazione. La pergamena che accompagnava l'onorificenza esprimeva il "più sincero ringraziamento alle donne e agli uomini audaci sostenitori dell'italico riscatto" e riconosceva in Astengo uno dei protagonisti nella custodia della memoria del "Secondo Risorgimento", che "ha riscattato la dignità di un popolo oppresso e ci ha donato l'Italia libera e democratica".

Elena Romanato

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