/ Cronaca

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | 18 maggio 2011, 15:15

Carbone: Annullato dal Consiglio di Stato il decreto di VIA del Ministero dell' "Ambiente" per la centrale di Porto Tolle

La pronuncia della sesta sezione del Consiglio di Stato. "Stupore" dell'Enel che ricorda come "questa decisione rischia di cancellare un progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi e oltre 3.000 posti di lavoro (per gli anni del cantierone) Poverini. Qualcosa di già sentito da queste parti...?

Carbone: Annullato dal Consiglio di Stato il decreto di VIA del Ministero dell' "Ambiente" per la centrale di Porto Tolle

Annullato il decreto Via del 29 luglio 2009 del ministero dell'Ambiente, che aveva dato parere positivo al progetto di riconversione a carbone della centrale Enel a Porto Tolle. Il dispositivo di sentenza disponibile QUI

Il governatore veneto Zaia dichiara al Resto del Carlino: "Non rinunciamo"

Il rappresentante dei lavoratori Ferro ribatte come in un film già visto: "Un'azione scellerata contro i disoccupati". Esulta il Wwf. Per Enel lo stop alla conversione a carbone è nientemeno che "un danno all'economia nazionale" ma poi avverte che ”intende preservare, nell’osservanza delle leggi, i suoi interessi, il lavoro di tante persone e imprese per cui valutera’ le iniziative necessarie a ripristinare un percorso di agibilita’ del progetto a Porto Tolle o di altri siti italiani”.

Sta molto a cuore l'economia nazionale e il lavoro di "tante" persone quando si tratta di perseguire "i propri interessi" oltre a quelli dei propri azionisti.

 

Come da copione si unisce al consueto coro la locale Confindustria che dicendosi ovviamente preoccupata (a proposito di interessi) dichiara: ”Il pronunciamento del Consiglio di Stato segue di pochi giorni il blocco degli investimenti – decretato dal Tar del Veneto – per gli stabilimenti di Cementirossi di Fumane e di Italcementi a Monselice. Una domanda sorge impetuosa: qual e’ l’autonomia delle imprese a programmare sviluppo e crescita?

Quella della non-lesione della salute dei cittadini, verrebbe da rispondere in battuta. Ma il seguito delle dichiarazioni sono talmente intonate con quanto si va dicendo nel savonese a proposito del carbone Tirreno Power - Vado - da somigliare a un vero e proprio "Format", non si sa se più simile al Grande Fratello o a X-Factor.

Leggiamo:

"Qual e’ lo spazio – dice Tomat di Confindustria Veneto – che viene lasciato alla politica industriale, se – ottenute le autorizzazioni di legge – una qualsiasi associazione, un comitato di cittadini residenti in un’area possono trovare ascolto nei tribunali amministrativi, chiamati a pronunciarsi su questioni complesse e vitali, analizzando il piu’ delle volte solo questioni di carattere formale?

Viene nuovamente bloccata un’importante opportunita’ di natura economica ed occupazionale non solo per il territorio polesano ma anche per molte imprese dell’intero territorio regionale, soprattutto in una fase di cosi’ difficile congiuntura economica come quella attuale.

Si sta mettendo a rischio un investimento di 2,5 miliardi. Il progetto e l’importante investimento di riconversione dell’impianto – anche per le garanzie di tutela ambientale e per le rilevanti ricadute occupazionali – era da noi condiviso – e visto come un mezzo per ridurre il costo dell’energia e rendere la nostra economia meno dipendente da forniture estere.

La centrale di Porto Tolle ha una valenza regionale e nazionale, ma per l’area di Rovigo, quegli investimenti avrebbero rappresentato una seria risposta occupazionale alle ristrutturazioni di grandi e piccole imprese dell’area. La realizzazione di tale impianto soprattutto nel contesto della delicata situazione energetica della nostra regione (nel 2008 sono stati superati i 1700 GWh di deficit produttivo pari al – 51% rispetto al fabbisogno regionale) rappresenta una necessita’ per affrontare le problematiche esistenti – conclude Tomat -. Ci dobbiamo rassegnare all’immobilita’? Crediamo di no. Siamo a fianco di Enel in ogni iniziativa necessaria a superare il blocco”.

Ecco. Teniamo presente che, au contraire, la liguria produce (male) il quintuplo dell'energia che consuma.

Poi si aggiunge il locale governatore Zaia che dice: ”Il nostro scopo, come quello di tutte le istituzioni, e’ di operare all’interno di un quadro di assoluta trasparenza nel rispetto delle leggi. L’obiettivo anche in questo caso  e’ di dare lavoro e di esaltare le potenzialita’ del territorio. (...) E' un progetto che consideriamo irrinunciabile per l’occupazione e il rilancio del territorio”.


Il rilancio del territorio attraverso il carbone è davvero un concetto bizzarro, ancor più se pronunciato da un ex ministro dell'Agricoltura (Lega Nord)

Ora stiamo a vedere come se la caverà il governatore locale della Liguria, ex ministro dei trasporti (PD). Non è che finirà per dir le stesse cose della Lega?

 

(Fonti: Staffetta Quotidiana - Quotidiano Energia - Il Resto Del Carlino - Ecquos - Asca. Immagine: www.inviatospeciale.com)

 

mpm

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium