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Cronaca | 15 marzo 2018, 15:52

Usura ai danni di imprenditori del ponente, l'albanese Dritan Idrizaj condannato a due anni e quattro mesi

Secondo le indagini condotte dai Carabinieri di Pietra Ligure e Loano, l’albanese e altri soggetti avevano messo in piedi un’organizzazione tra l’imperiese e l’albenganese, attraverso la quale prestavano denaro a usura a piccoli imprenditori locali

Usura ai danni di imprenditori del ponente, l'albanese Dritan Idrizaj condannato a due anni e quattro mesi

Si è conclusa con una condanna a due anni e quattro mesi, seimila euro di multa e la confisca di 10mila 400 euro, nei confronti di Dritan Idrizaj, albanese gestore di esercizi di ristorazione a Pietra Ligure, il processo scaturito dall’inchiesta della Procura di Imperia coordinata nel 2011 dall’allora Sostituto Procuratore Maria Antonia Di Lazzaro, portata avanti dalla collega Stefania Brusa, sostituita oggi in aula dal Pm Lorenzo Fornace.

Idrizaj, difeso dagli avvocati Carlo Biondi Marco Iovino, era imputato per usura, truffa ed estorsione. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri di Pietra Ligure e Loano, l’albanese, insieme ad altri soggetti che erano stati denunciati, avevano messo in piedi un’organizzazione tra l’imperiese e l’albenganese, attraverso la quale prestavano denaro a usura a piccoli imprenditori locali.

Idrizaj, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era colui che si occupava di attirare le vittime, che spesso conosceva, essendo lui stesso un imprenditore, attraverso metodi gentili e amichevoli, salvo farli cadere nella rete criminale. Gli imprenditori, se non potevano pagare i debiti venivano minacciati dalla banda. 

Il caso ha visto anche un ristoratore del dianese, che in passato aveva assunto Idrizaj come dipendente, costretto a restituire 600mila euro, e a cedere ai criminali la proprietà di due dei tre locali, a fronte di un prestito da poche migliaia di euro.

Ad Alassio, un esercente, pochi mesi dopo aver ricevuto un prestito da 2mila euro ne aveva dovuti restituire 25mila e cedere la proprietà di un veicolo.

In una delle udienze precedenti, un testimone, Giuseppe Garibaldi, vittima del sodalizio, aveva riferito in aula di non ricordare i termini dell’usura, riferendo però che, quanto aveva dichiarato in precedenza ai Carabinieri, in fase di indagini, risultava essere vero. Per questo episodio è arrivata la condanna a Idrizaj, che invece è stato assolto dai reati di truffa e usura nei confronti di un altro imprenditore perché il fatto non sussiste. L’albanese è stato assolto, per non aver commesso il fatto, anche dal reato di estorsione nei confronti di Carmela Marrella, per il quale è stata condannata un’altra persona. 

Dopo una camera di consiglio di circa tre quarti d’ora, il collegio, presieduto dal giudice Donatella Aschero, con a latere Laura Russo e Caterina Lungaro, ha condannato Idrizaj. Gli avvocati si sono detti parzialmente soddisfatti della sentenza.

“Paradossalmente – ha detto l’avvocato Biondi – è stato assolto dai reati per cui era stato arrestato. Attendiamo le motivazioni e poi proporremo appello”. Idrizaj, dopo un anno tra carcere e arresti domiciliari, si trova attualmente in libertà. 

Francesco Li Noce

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