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Cronaca | 14 giugno 2011, 09:22

Processi alle intezioni, facce, medaglie e doppie sberle.

L'Italia si è espressa, senza tentennamenti. Acqua pubblica, legge uguale per tutti (se mai ce ne fosse stato bisogno), no al nucleare e ai servizi ai privati. E' una sintesi ovviamente

Processi alle intezioni, facce, medaglie e doppie sberle.

Da queste parti di servizi ai privati ne abbiamo già diffusamente parlato e sono in corso alcune interrogazioni parlamentari ed interpellanze provinciali che potrebbero portare a qualche sorpresa. E ci sarà più di un'occasione per tornarci su quanto prima.


A proposito del nucleare invece, non vorremmo che qualche astutone, confortato da consigli lobbistici, pensasse bene di tornare ora alla carica con il carbone.

Lo stesso presidente del consiglio, parlando ieri con Benjamin Nethanyau, si è espresso chiaramente: si va verso le rinnovabili. Alleluja. Gli fa eco oggi l'ENI dalle pagine nazionali della Stampa - che finalmente si rende conto e scrive che l'Italia ha una potenza elettrica installata doppia rispetto al fabbisogno.

I Signori di unocane ammettono a chiare lettere: con il gas siamo a posto. Uniamo questi due semplici dati e per il carbone - ci dispiace per le relative lobby - non resta più molto spazio, come non resta più molta pazienza nelle comunità locali che di nuovo sabato scorso hanno riempito Piazza Sisto a Savona per dire no alla combustione del nero fossile. Perché se è vero che l'acqua non è in vendita, a differenza di molte pagine pubblicitarie di Tirreno Power nel giorno della manifestazione, non lo è neppure l'aria. E meno che meno la salute di chi la respira.

Persino il Sindaco, dal palco, ha ribadito le azioni intraprese contro il potenziamento a carbone della centrale di Vado / Quiliano.

Ora alle parole debbono però seguire i fatti, a stretto giro, se possibile, anche perché, dopo 40 anni, sarebbe anche ora.

Poi con calma tutti i responsabili degli sperperi, funivie interrate e ferme in primis, verranno chiamati a rispondere alla giustizia e all'erario delle loro responsabilità, ma per il momento di imbocchi una volta per tutte la strada del metano. E chi dice no, ora deve spiegare bene perché.

Perché gli unici ed ultimi elementi ostativi di un qualche residuo di peso politico - più paventato che concreto - restano il trio Burlando - Bersani - Sindacati.

Staremo a vedere e soprattutto a sentire, cosa avranno da dire ora per arrampicarsi sugli specchi solari di un'energia che va ad essere sempre più pulita (pulita davvero) nonostante loro, i loro interessi e le loro tessere.

Che non vengano al solito contrabbandate per occupazione, almeno dopo oggi, e visto che persino Repubblica De Benedetti lancia uno strepitoso filmato (da rovesciarsi) tratto da "L'Aereo più pazzo del mondo", a proposito (anche) di rinnovabili. Per ridere, cliccare QUI

 

 

mpm

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