E’ un sogno ma non è un sogno, è un film per bambini, ma è un film adulto e per adulti quello scelto per il secondo appuntamento dedicato ai nostri più piccoli spettatori, dopo il successo di Up di giovedì 7 luglio.
Riassumibile in poche righe la trama di un film straordinario: Satsuke e sua sorella Mei si trasferiscono in una casa di campagna, insieme al padre, per stare vicino alla madre ricoverata in ospedale. Le due ragazze scoprono che la foresta vicino alla loro nuova abitazione è abitata da creature magiche chiamate Totoro.
Grazie all'amicizia con questi strani personaggi, le due ragazze iniziano fantastiche avventure.
Il regista premio Oscar dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki con Il mio vicino Totoro, a differenza di altre sue opere, scopre tardivamente l’universo fantastico partendo da quello ordinario, ma resta fedele alla propria poetica, con protagonista femminile (qui sdoppiata ma con “unico nome”: Satsuki è antica parola giapponese che sta per Maggio, Mei è la pronuncia dell’inglese May), spiriti della natura ed ecologismo, tracce autobiografiche (la madre di Miyazaki è stata in ospedale per nove anni, malata di tubercolosi), cura sublime nei fondali dipinti, verdissimi e sormontati da cieli azzurri, realismo ineguagliabile nelle espressioni e nei gesti (Satsuki è adorabile, quando imita la più grande, piange o si addormenta in piedi).
La soggettiva dell’infanzia è il tramite ideale per scoprire Natura e Magia, dal microcosmo accede col cuore ad altri mondi fiabeschi, partecipi ma invisibili (i piccoli esseri pelosi di fuliggine che infestano la casa, buoni con chi è buono).
Il Paese delle Meraviglie si fa strada lentamente (non a caso, i troll sono come una matrioska), seguendo una scia di ghiande, per arrivare alla tana delle farfalle e all’enorme, accogliente peluche su cui addormentarsi: un colpo di genio l’aver tolto la parola a Totoro, copertina di Linus che dice e dà già tutto, anche nella sana follia (i sorrisi da pazzo).
Un’opera immensamente evocativa di quella beatitudine, ingenuità, assenza di senso del pericolo, bisogno di coccole e predominio della fantasia sulla realtà della fanciullezza. E la dolcezza è infinita. Il tema “adulto” è quello di un’infanzia abbandonata che trova le carezze altrove: quando il padre tarda a tornare a casa, c’è una splendida, buffissima scena in cui Totoro si accosta alle bimbe impassibile, divertendosi (sempre con calma, sottotono) a giocare con le gocce di pioggia.
Diventa una figura ancestrale che veglia sulla loro sicurezza, è Miyazaki che apre le porte della salvifica immaginazione (il gattobus! Totoro-Mary Poppins!) e dona loro le ghiande del ciclo vitale, perché nella Natura non si è mai soli. Forse è tutto un sogno, ma può salvare la vita (quella della mamma, quella della piccola scomparsa).
TUTTE LE PROIEZIONI E I LABORATORI SARANNO AD INGRESSO GRATUITO
L’evento si svolgerà presso la spiaggia dei Pescatori.
In caso di maltempo sotto la Loggia della Repubblica, a fianco del Palazzo Comunale
Per info: www.comune.noli.sv.it - tel. 019/749.95.31-32 www.kinoglaz.org - 3407178172














