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Cronaca | 12 settembre 2011, 17:07

Lettera alla redazione: un'altra morte per cancro, a sessantatre anni

E' mancata Carla Grilla Merialdo "Perché cosi tanti in questa città?"

Lettera alla redazione: un'altra morte per cancro, a sessantatre anni

"Tornata dalle ferie ieri, spensierata, rilassata, fresca come una rosa, stamane con fare distaccato lancio un'occhiata alle locandine, gia' pensando "che noia, in questa citta' non succede mai nulla" quando leggo una notizia che mi lascia di stucco.

E' morta la mia amica Carla Grillo Merialdo, a 63 anni.

Allora, con le lacrime agli occhi, Carla, ti dedico con affetto queste due righe.

Ricordo quando siamo diventate amiche,  Carla, io ragazzotta insicura in cerca di me stessa e dei mie valori e tu gia' donna affermata.

Mi parlavi con sicurezza di artisti, di ceramica, di laboratori che organizzavi per il Comune, per la scuole.

"La ceramica va resa accessibile a tutti, va democratizzata, e' un'espressione dell'animo attraverso il lavoro manuale, non e' elitaria. Va portata nelle scuole spiegata, fatta modellare, ognuno puo' trovare dentro di se' un grande artista."

"Dentro lo sgorbio fatto da ogni bambino c'e' un potenziale enorme, primo che ha modellato la creta e l'ha resa viva, secondo il suo impegno, terzo il miracolo della creazione... e la soddisfazione"

Poi mi parlavi dei grandi artisti che avevi conosciuto, che invitavi alle mostre.

Della fatica che facevi coi politici e con gli amministratori, per far capire le tue idee, per tenere vivi i tuoi esperimenti e le tue iniziative.

Mentre camminavamo in montagna, te, io tuo cagnolino ed io, parlavamo di noi e della vita.

Allora ho scoperto che ti dedicavi agli anziani, che in gioventu' li accompagnavi nei soggiorni climatici, gli facevi animazione, sempre un sorriso, sempre una parola buona, sempre una battuta ironica. E quante risate a rievocare quei momenti! Quante scenette che mi hai raccontato...

Abbiamo tante foto insieme, te, io e la montagna, te io sulla riva del lago, tutto il gruppo a mangiare la polenta. Sempre sorridente, sempre allegra e ridanciana, gli occhi vivissimi che emergevano da una massa di capelli rossi...

Mi parlavi di ricette, eri un'ottima cuoca e si scambiavamo segreti di cucina.

Poi il nostro problema: sto mettendo su chili, non posso mangiare troppo, mi devo un po' tenere, e via, si progettava un'altra sgambata per il giorno dopo.

Per dimagrire o per divertirci ancora insieme?

Ogni tanto ti chiedevo anche qualche consiglio, tu cosi' esperta, cosi' piu' grande di me, cosi' poliedrica... E li trovavo sempre, insieme ad una battuta, un frizzo di spirito, un'ironia...

Mi parlavi anche dei ragazzi, e ne eri fiera, e della famiglia, ci scambiavamo confidenze, complici.

Poi sei diventata nonna, sei andata in pensione, la vita avrebbe potuto sorriderti ancora per molti anni... Avresti potuto godertela...

Invece il cancro ti ho portato via ieri notte, troppo presto.

Perche'?

Perche' anche te?

Perche' cosi tanti in questa citta'?

La tua amica che ti ha voluto tanto bene"

Alma

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