In attesa della pubblicazione della sentenza del TAR sull’esposto presentato da alcune associazioni ambientaliste contro l’AIA rilasciata all’Italiana Coke dalla Provincia, a tenere banco sono le reciproche accuse tra il sindaco di Cairo, Fulvio Briano, e l’assessore provinciale all’Ambiente, Santiago Vacca.
Da una parte Briano che, anche a fronte dei blitz della magistratura, prima emette un’ordinanza, soprattutto in merito al divieto di infornare le melme, impugnata dall’Italiana Coke, e poi richiede, formalmente, la riapertura appunto dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, troppo permissiva. Una richiesta che, però, sembra cadere nel vuoto, con la Provincia che fa “orecchie da mercante”. Tanto che Briano minaccia un esposto alla magistratura ed ipotizza che il gioco della maggioranza provinciale di centro-destra sia quello di far slittare il provvedimento sino a dopo le elezioni amministrative cairesi, quando, “forse sperando di vincere, si augurano di trovare al governo di Cairo un’amministrazione che sicuramente abbraccerà la stessa ottica della Provincia su questa questione, diciamo molto… permissiva”.
Accuse che Vacca rigetta al mittente, con tanto di annuncio della prima Conferenza referente. Afferma, l’assessore provinciale: “Briano sta strumentalizzando a fini elettorali una questione molto importante. Attacca, annuncia esposti, rincorre complotti e fantasmi, quando sarebbe bastato chiedere per sapere che l’AIA sarà riaperta entro metà marzo e che l’attesa, il ritardo secondo lui, è ben motivato. Crediamo sia utile, infatti attendere la pubblicazione della sentenza del TAR riguardo il ricorso presentato dagli ambientalisti contro questa prima AIA in modo da avere anche un ulteriore metro di paragone. Ridurre tutto a “buoni o cattivi”, come intende fare Briano eslcusivamente a fini elettorali, mi pare sia un’ottica davvero limitata per una questione che, invece, è molto complessa e delicata”.














