Ennesima fatica per Mario Berruti, vicepresidente dell’Associazione Amici della Biblioteca “Emanuele Celesia” di Finale Ligure.
Oltre alla frenetica attività forense a Brescia, ove risiede, ed una serie di studi storici-demografici su Pontedilegno, sua seconda patria, ecco l’atteso lavoro su una delle pagine più tristi e poco conosciute della storia del Finale, luogo da cui la sua famiglia proviene. Parteciperanno, oltre all’autore, il prof. Giovanni Assereto, il prof. Riccardo Musso ed il prof. Paolo Calcagno.
Su questa epidemia di peste, resa famosa dal Manzoni ne “I Promessi Sposi”, mai nessuno ha scritto alcunché; vi sono alcuni cenni nell’opera di Giovanni Andrea Silla, nell’ambito della sua Storia di Finale, e marginalmente nell’opera di Bernardo Gandoglia sulla storia di Noli.
Il libro, quindi, colma un vuoto nella ricerca storica del Finale. Questo lavoro è il frutto di uno studio durato oltre due anni, che ha richiesto un’approfondita ricerca in numerosi archivi (Archivio storico comunale di Finale Ligure, Archivio di Stato di Savona, Archivio di Stato di Genova, Archivio di Stato di Milano, Archivio di Stato Lombardo, Archivio di Stato di Venezia).
Complessivamente sono stati consultati più di 2.000 documenti. Intrecciando le fonti (demografiche, amministrative, notarili, processuali), il volume prova a ricostruire le dinamiche relative alla pestilenza che colpì il Marchesato del Finale nel corso del 1631-1632. Ne scaturisce un quadro ampio, e al tempo stesso complesso, dove alle statistiche sull’incidenza dell’epidemia si affiancano spunti riguardo alla gestione dell’emergenza sanitaria da parte dei poteri pubblici, nonché sulle conseguenze sociali e istituzionali del flagello della peste.














