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Zone | 24 gennaio 2014, 09:33

Dei veri Dire Straits… savonesi!

I Why Aye Men saranno sabato 25 gennaio sul palco di Merula a Roreto di Cherasco

Dei veri Dire Straits… savonesi!

I Magazzini Musicali Merula, da anni riferimento fisso in tutto il Nord-Ovest italiano per chi compra o vende strumenti musicali, da pochi anni si sono dotati di un auditorium nel quale effettuano concerti dal vivo, clinics e seminari di musicisti, show-case di presentazione di album e altri eventi legati alla musica. Ovviamente non è proprio cosa da tutti accedere a quel palco, e i nomi che vi si sono avvicendati in anni recenti, da Jennifer Batten (chitarrista di Michael Jackson) a Gavin Harrison (collaboratore, tra gli altri, di Porcupine Tree e King Crimson), sono di rilevanza internazionale. La notizia eclatante è quindi proprio quella che sabato 25 gennaio sul palco di Merula, a Roreto di Cherasco, saliranno i valbormidesi Why Aye Men, tribute-band dei Dire Straits. Nel sito degli organizzatori dell’evento la formazione è descritta come “uno dei migliori e più fedeli tributi ai Dire Straits”, un importante riconoscimento che nel 2011, dopo soli due anni dalla nascita della band, ha visto i Why Aye Men insigniti del titolo di tribute band ufficiale.

Di questa lunga e bella storia parliamo con “il Mark Knopfler della situazione”, il chitarrista e cantante Luigi Pesce.

Domande per i Why Aye Men

La prima domanda che è spontaneo porgere a una tribute-band è ovvia:"come nasce la passione per i Dire Straits e che cosa vi ha spinto a ideare e realizzare un omaggio a questa band?"

"Curiosamente l'idea fu proposta da Paolo (Bertolissi ndr)... Nel lontano 2008, in uno spettacolo musicale organizzato da una scuola di Savona, ci trovammo fianco a fianco a suonare due brani dei Dire Straits. Paolo, stupito dal mio modo di suonare i brani di Mark, lanciò l’idea ma io, incastrato tra lavoro e famiglia, preferii lasciare cadere la cosa. Solo a Gennaio del 2009, in una notte di febbre a 39°, ebbi l’illuminazione... Mi trovai alle 4 del mattino a cercare tributi  ai Dire Straits... pochi in Italia, praticamente nessuno in Liguria... bisognava assolutamente colmare questo vuoto! La passione e l'amicizia hanno fatto il resto. Contattai alcuni vecchi amici, lasciando anche deliranti messaggi in segreteria."

  "So che alcuni di voi, oltre ai Why Aye Men, hanno anche dei progetti paralleli: volete parlarne a Savonanews? E nell’ottica di inserire questi progetti nel contesto musicale ligure, è più difficile suonare dal vivo e trovare ingaggi eseguendo un tributo a tema, o una scaletta mista? E ci sono proposte che incontrano più facilità di altre da parte dei gestori e/o del pubblico?"

"Da bravi appassionati di musica, compatibilmente con il tempo a disposizione, ci dedichiamo ad altri progetti. Paolo è il più attivo in questo senso, riuscendo a districarsi tra situazioni rock / blues e line up da pianobar. Io (Luigi ndr) ho coinvolto altri amici per formare un trio / quartetto acustico. Gli altri componenti partecipano a serate di altri gruppi, principalmente come “turnisti”, oppure in occasione di particolari eventi.

Un tributo è un'entità ben precisa, gestore e pubblico sanno già a cosa andranno incontro; l'incognita è la qualità ed è uno degli aspetti che curiamo di più, davvero poco viene lasciato al caso. Nel caso di una cover band, anche se acustica, il discorso è diverso; gestore e pubblico non possono sapere a priori quali brani verranno eseguiti e in quale chiave verranno proposti. Per certi versi è più stimolante, per altri è un piccolo handicap, c'è il rischio di proporre brani che non piacciono al pubblico, perché “fuori target” oppure semplicemente perché ci si aspettava qualcosa di diverso. Il tributo richiede molto lavoro per raggiungere un livello qualitativo elevato; la cover band richiede molto lavoro per rendere interessanti, diversi, accattivanti i brani che tanti altri suonano."

"I Dire Straits sono un gruppo con una cifra stilistica particolarmente sofisticata, ricercata e con un sound molto complesso. Non pensate che in questa era così congestionata e convulsa, a livello comunicazionale, come quella che stiamo vivendo, sia più difficile fare “arrivare il messaggio” di una band così d’élite? Con un’attività live intensa come la vostra avrete sicuramente ricostruito un “identikit” del pubblico che viene a sentire le vostre serate. Chi è “l’ascoltatore tipo” dei Why Aye Men?"

"Preferiamo andare controcorrente. Proprio in questo momento di mediocrità diffusa, il proporre un qualcosa di qualitativamente elevato e interessante è un faro nella nebbia, un messaggio di speranza, una possibilità di miglioramento. Nonostante il fatto che molte persone, principalmente per mancanza di cultura musicale, non siano in grado di cogliere con precisione quello che il gruppo propone, sono sicuro che, magari anche solo a livello di sensazioni, qualcosa rimanga... l'impressione di aver ascoltato qualcosa di bello, di ben fatto, di armonioso, diverso dalla cacofonia proposta da radio e tv in ogni istante della giornata. Parliamo di musica suonata con passione, non di un mero esercizio stilistico o di una operazione commerciale. Siamo noi i primi a divertirci e ad emozionarci, e cerchiamo di trasmetterlo al pubblico. Una delle cose belle della musica dei Dire Straits è che piace davvero a tutte le generazioni. Qualche estate fa suonammo in riviera, in una piazza di Spotorno. Venne scattata una foto in cui figuravano bimbi di 4-6 anni in prima fila e anziani in bicicletta ai lati... Nei live estivi di piazza succede abbastanza spesso di coinvolgere più generazioni... potenza della musica!"

"Siete musicisti che sul palco denotano una perizia tecnica e una confidenza non soltanto con lo strumento, ma in generale con tutti i vari aspetti tecnici legati alla gestione di un evento dal vivo, davvero ammirevoli. Volete parlarci un po’ delle vostre esperienze musicali prima di dar vita al progetto Why Aye Men?"

"Abbiamo militato più o meno tutti in varie band della provincia di Savona... Io (Luigi ndr) ho cominciato con un gruppo blues, poi sono passato alla musica anni ’60 con i “Sixties Boys”, gruppo storico della Val Bormida. Dopo altre esperienze meno importanti, mi sono dedicato agli Why Aye Men e, da circa un anno, al gruppo acustico. Paolo ha suonato e suona tutt’ora in molti gruppi: dagli storici “Alborada” ad altre realtà della provincia. Franco ha suonato in vari gruppi e anche in una Big Band. Roberto è impegnato su molti fronti, che vanno dai musical ai duetti; da bravo polistrumentista ha suonato anche lui in molti gruppi, spesso in ruoli differenti (batterista, tastierista, chitarrista). Francesco e Fabrizio hanno collaborato e collaborano tutt’ora con altre realtà musicali".

"Oltre ai Dire Straits, quali sono i vostri ascolti abituali e le vostre coordinate musicali?"

"Ascoltiamo davvero di tutto, dal pop italiano all'heavy metal... Purché ci sia un minimo di qualità, ovviamente. A nessuno di noi interessa la musica commerciale e ripetitiva da discoteca. Ci sono poi le varie inclinazioni personali. Io (Luigi) prediligo la musica in cui la chitarra ha un ruolo importante (Dire Straits, Pink Floyd, Chet Atkins, Tommy Emmanuel, AC/DC...); Paolo preferisce gruppi in cui sax è tastiere siano in evidenza; Roberto ascolta molta musica italiana; Francesco, Franco e Fabrizio ascoltano un po’ di tutto".

"Prossimi appuntamenti dal vivo e progetti futuri?"

"Stiamo ripartendo con alcuni eventi importanti. Il 25 Gennaio 2014 proporremo un live presso i Magazzini Musicali Merula, a Roreto di Cherasco (CN), sullo stesso palco sul quale sono passati Stef Burns e altri musicisti di livello internazionale. A seguire ci saranno un paio di date in locali più piccoli, per riprendere il contatto diretto col pubblico e poi si andrà finalmente a teatro!

Quest’anno abbiamo deciso di puntare ancora di più sulla qualità; rinunceremo a qualche data in locali troppo piccoli per permetterci di esprimerci al meglio e punteremo a spazi più grandi. Anche la scaletta verrà di volta in volta adattata alle diverse situazioni, in modo da proporre concerti sempre diversi e appassionanti."

Alberto Sgarlato

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