"Il CNSAS, che con oltre 8000 interventi l'anno assicura ogni giorno in tutta Italia il soccorso in montagna, sia alla popolazione che ai turisti, dice no all'interpretazione della norma dell'Agenzia dell'entrate che- lo ribadiamo-spreme soldi dai volontari tassando un'indennità che solo in parte compensa un mancato reddito" Luca Giaj Arcota, Commissario Regionale del Soccorso Alpino e Speleologico Ligure interviene sulla vicenda della nuova tassa per i volontari del Soccorso Alpino, di cui avevamo parlato ieri.
Il Ministero ha infatti disposto che i volontari autonomi del Soccorso Alpino, per ottenere il rimborso a seguito di un intervento, dovranno fare domanda in carta bollata. Per ottenere quindi il relativo indennizzo si dovrà presentare una domanda in duplice copia con una marca da bollo di 16 euro: essendo la richiesta doppia, il tutto si traduce in un esborso da 32 euro.
Questa normativa non ha mancato di scatenare vive proteste tra i rapresentanti del Soccorso Alpino, tra cui anche quelle del delegato regionale ligure:"In questi anni di crisi economica essere volontari è ogni giorno più difficile, e solo un grande spirito di solidarietà e di coscienza civica aiuta a restare saldi e a continuare nell'opera, pur nel timore di ripercussioni negative sul lavoro che in questa situazione economica è ogni giorno a rischio. Non si può chiedere a un soccorritore di pagare una tassa su una richiesta di rimborso per un'attività svolta a favore della cittadinanza".














