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Attualità | 10 luglio 2014, 16:46

Finalborgo deve rimanere uno dei Borghi più belli d'Italia: petizione per la chiusura quasi totale di Porta Testa

Tra i requisiti fondamentali la pedonalizzazione del centro storico: 550 commercianti e residenti hanno firmato il documento, consegnato al Comune, che chiede di regolare e restringere l'orario di accesso

Finalborgo deve rimanere uno dei Borghi più belli d'Italia: petizione per la chiusura quasi totale di Porta Testa

 

Più chiusura=più turisti=più attività, ma soprattutto migliore qualità della vita”. In questa breve frase si possono sintetizzare i motivi che hanno spinto i commercianti ed i residenti di Finalborgo a consegnare al Comune di Finale Ligure una petizione con oltre 550 firme per regolare l’accesso veicolare a Porta Testa.

I firmatari, di cui 56 attività commerciali su 70, chiedono in sostanza che l’accesso venga regolato come quello di Porta Reale, come era già stato deliberato in passato, quindi restringendo l’orario di ingresso delle macchine.

Finalborgo da diversi anni si fregia del titolo di “Borgo più bello d’Italia”.  L’ambito riconoscimento viene assegnato a tutti quei paesi e centri storici dotati di una serie di requisiti di carattere strutturale, tra cui l’armonia architettonica del tessuto urbano ed un elevata qualità del patrimonio edilizio. Il titolo non viene però assegnato in permanenza, ma le amministrazioni devono dimostrare di continuare a lavorare per migliorare il borgo.

Tra i requisisti essenziali la pedonalizzazione dell’area totale dell’area, che, come sottolineano i firmatari, ha portato grandissimi benefici in termini di accesso turistico:” E sotto gli occhi di tutti che a dispetto della peggior crisi economica degli ultimi decenni e a dispetto di tutti coloro i quali presagivano e predicavano la conseguente chiusura delle attività del borgo, lo Stesso abbia visto al contrario crescere nuove attività commerciali e presenze turistiche”.

Molti, proseguono i commercianti, sono i motivi che ci spingono a farlo: primo su tutti la legge, che regolamenta la quantità di rumore e di inquinamento dell'aria all'interno dei centri storici; !a zonizzazione acustica”.

Ovviamente alla base della petizione anche la sicurezza dei pedoni e turisti legata ad un minor accesso delle macchine.

Ultimo tema non meno importante è il dannosissimo microsisma continuo che il traffico genera in quella via angusta, ben conosciuto da chi vi trascorre parte della vita; la vibrazione continua che fa tremare i vetri delle case e ¡l vetrine dei negozi, fa anche tremare gli edifici al punto di generare la   chiusura e relativo crollo degli archi contrafforti costruiti in altre epoche tra le case. E' di questi giorni il crollo parziale del secondo arco di tre, e già il terzo dai primi segni di frattura. L'ampiezza dell'oscillazione delle case è tale da sollevare di parecchi centimetri le lastre d'ardesia collocate a tetto sopra gli archi, e di arrecare seri danni all'edificio su cui scarica la spinta dell'arco, come è facilmente osservabile. Non ci risulta per contro che questo fenomeno si evidenzi negli archi   presenti in altre vie o vicoli del borgo”, concludono i commercianti.

 

Cinzia Gatti

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