L'appuntamento stagionale con lo spezzatino della viabilità non manca mai. Il copione è sempre lo stesso: caduta di rocce, materiali o pietrisco sulla litoranea che collega il Finalese al Savonese ponentino. Chiusura dell'Aurelia con cartelli improvvisati, lavoro celere e sudato di tecnici e operatori Anas, semaforo per regolare il traffico alternato e infine il proclama della riapertura. Ringraziamento alla Provvidenza per lo scampato pericolo di automobilisti, motociclisti e ciclisti.
L'ultimo caso è quello della galleria di San Donato, ma siamo solo a fine luglio. Ogni estate si apre con la speranza che frane e smottamenti tra Finale e Noli siano limitati e innocui. Al di là dei mugugni facili di chi maledice la ricorrenza di questo problema di anno in anno, inesorabilmente, si cerca una soluzione. E la soluzione è stata pensata, prospettata e progettata già tante volte: la variante. Più correttamente si dovrebbe parlare di varianti, perché una soltanto (come opera unitaria in termini di costi e tempi di realizzazione) non porrebbe fine al problema, considerata la lunghezza chilometrica della fascia costiera interessata dal rischio cedimenti.
La cantierizzazione di una o più opere di questo tipo comporterebbe molti disagi: transito di mezzi pesanti, singhiozzo del flusso veicolare, intorbidimento delle acque, inquinamento da polveri e acustico, e via dicendo. Con ovvie conseguenze anche sugli operatori turistici e commerciali. Benché qualche estremista possa ritenere questi effetti collaterali, momentanei, una iattura, i rischi più grossi sarebbero altri: allungamento tipicamente italico dei tempi, infiltrazione di soggetti poco raccomandabili (gestione dei materiali di scavo, per esempio, cherchez la femme), lievitazione dei costi.
Per ora il tema è oggetto delle lamentele estive e di progetti su ipotetici tracciati che, volentieri, vengono redatti a spese dei contribuenti in attesa di trovare coperture finanziarie per l'infrastruttura vera e propria. Basti come esempio l'elaborato sul bypass del promontorio di Capo Noli. Le attese solitamente si traducono in un cambio della guardia nelle stanze dei bottoni (Regione anzitutto), spoils system e oblio, così da assegnare la formulazione di nuovi progetti e studi di fattibilità. La complicazione dell'assetto carsico non perdona e si estende per un bel pezzo di costa: i conti si fanno sempre con la natura. Se la variante insiste su un terreno concomitante, dove cioè è concomitante pure l'effetto dell'azione carsica, allora è (letteralmente) un buco nell'acqua.














