Oggi l’incontro chiarificatore tra il Vescovo Borghetti e Don Chizzolini chiamato a dare la propria versione dei fatti sulla mancata benedizione alla bara di Aicha Bellamoudden moglie di Dino Andrei che ha perso la vita sabato alle 3 di notte a seguito del crollo della palazzina nella quale si era tra trasferita da circa 7 mesi con il marito.
Nonostante non fosse battezzata, infatti, Aicha era molto devota alla figura della Madonna e stava intraprendendo il proprio personale cammino di conversione, rispettando ciò la famiglia di Aicha dimostrando una grande apertura mentale e rispetto per la volontà della donna aveva chiesto al Vescovo Borghetti di dare il proprio nulla osta ad una celebrazione congiunta del funerale e alla sepoltura presso il cimitero di Arnasco.
Nulla Osta che, naturalmente in pieno spirito cristiano Borghetti aveva rilasciato oltre ad aver egli stesso dato la propria benedizione a tutte le vittime di Arnasco, nessuna esclusa.
Proprio per questo la decisione di Don Chizzolini di non benedire la bara e di non nominare mai la donna durante la cerimonia funebre aveva scatenato le reazioni dei presenti e del sindaco di Arnasco Gallizia che, al termine delle cerimonia con semplici, ma chiare parole ha voluto dimostrare la propria vicinanza alla famiglia di Aicha ricordando che “Oggi è il funerale non di una persona, ma di due”.
A fronte di ciò, se Chizzolini dapprima avrebbe negato con il Vescovo Borghetti di non aver benedetto la bara di Aicha, non potendo negare oltre la realtà immortalata dai cronisti presenti e testimonianza da quanti hanno partecipato alla celebrazione, pare aver rappresentato che, la sua decisione fosse da ricondurre ad una lettera di minacce ricevuta la mattina del funerale.
Oggi Don Chizzolini ha spiegato ordinatamente come sono andate le cose dal giorno stesso della tragedia che ha colpito il caro paese di Arnasco; ha dichiarato la sua piena adesione alla scelta operata dal vescovo di concedere la presenza nella Chiesa Parrocchiale della salma della signora Aicha Bellamoudden, vittima della tragedia, per le esequie celebrate in rito cattolico. Peraltro già la sera precedente il sacerdote aveva pregato presso l’Obitorio dell’Ospedale di Albenga e anche benedetto le salme dei due coniugi.
E’ rammaricato profondamente che la decisione del vescovo per un gesto di apertura e di piena solidarietà umana e cristiana sia diventata l’occasione per far divampare sentimenti di divisione e polemica. Consapevole che il suo comportamento durante la liturgia delle esequie ha ferito la sensibilità di molti, don Chizzolini chiede pubblicamente scusa, se ne dispiace profondamente e invoca la comprensione di tutti, pronto a dimostrare con i fatti i suoi più intimi sentimenti di apertura e tolleranza. I tempi sono difficili e tutti abbiamo bisogno di serenità, comprensione e stima reciproca. I valori del dialogo pacifico e della convivenza civile impongono di non esacerbare gli animi.














