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Politica | 02 agosto 2016, 17:40

Bilancio, il Comune di Savona ricorre alla procedura di riequilibrio finanziario: al via la manovra lacrime e sangue

Tra le cause dei problemi di bilancio, eredità dell’amministrazione Berruti, oltre ai derivati, come denunciato dalla Corte dei Conti, anche una gestione dei residui attivi

Bilancio, il Comune di Savona ricorre alla procedura di riequilibrio finanziario: al via la manovra lacrime e sangue

Una manovra lacrime e sangue per salvare il comune di Savona dal commissariamento. Questo pomeriggio, a termine della riunione di Giunta, il sindaco Ilaria Caprioglio e gli assessori hanno infatti illustrato le principali delibere approvate facendo il punto sulla situazione del bilancio del Comune di Savona. Dalla riunione di oggi la giunta ha deciso di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. "Dobbiate riscrivere il bilancio del Comune dei prossimi dieci anni - ha affermato l'assessore al Bilancio, Silvano Montaldo - e rivedere in maniera totale la gestione spese - entrate".

L’amministrazione ha comunicato al prefetto il passaggio del bilancio in giunta, da qui entro venti giorni il bilancio dovrà essere approvato in consiglio per evitare il commissariamento. Tra le cause dei problemi di bilancio, eredità dell’amministrazione Berruti, oltre ai derivati, come denunciato dalla Corte dei Conti, anche una gestione dei residui attivi.

Un disequilibrio di bilancio pari a 4 milioni e 765 mila euro costringerà infatti il Comune ad un piano di rientro decennale anche per evitare l'intervento della Corte dei Conti che vuole vederci chiaro sulla questione dei derivati. L'assessore al Bilancio Silvano Montaldo ha illustrato il piano finanziario che verrà adottato entro i prossimi 90 giorni dalla giunta Caprioglio: ”Si tratta di una possibilità una possibilità prevista dal Testo Unico degli Enti Locali. Entro il 31 luglio gli enti devono verificare lo stato di equilibrio del proprio bilancio e correre ai ripari se ci sono misure necessarie a ripristinare il pareggio”.

“Normalmente una volta approvato il bilancio di previsione, che a Savona è stato approvato il 23 maggio, vengono poi fatti i correttivi - ha continuato - Abbiamo visto le richieste dei vari settori, le abbiamo scremate per capire quali erano le maggiori e minori entrate e spese. Siamo arrivati ad una conclusione che c’è una differenza tra quelle che sono le entrate e le uscite di 4 milioni e di 700 mila euro. Queste spese sono di natura obbligatoria e se non vengono iscritte a bilancio potrebbero determinare un pregiudizio per il Comune”.

“Oltre a questi soldi, dobbiamo dare seguito ad una sentenza sui Derivati della Corte dei Conti, che impone al Municipio di iscrivere nel triennio 2016-2017-2018 la cifra di 4 milioni e 119 mila euro. Da qui bisognerà vedere poi i residui attivi che abbiamo, già un cospicuo fondo rischi, che necessita però di essere rivisto. La riscossione di questi crediti che sono IMU, TARI, sanzioni amministrative, è cubano per 28 milioni di euro, sta rallentando. L’indice di riscossione è del 32%. I vincoli contabili ci obbligano a fare un accantonamento prudenziale”.

“Nelle nostre scelte, che potranno essere impopolari - ha proseguito Montaldo - non possiamo non considerare il passaggio della Corte dei Conti sui derivati che riguarda il 2013. La delibera dovrà essere trasmessa al Ministero degli Interni e alla Corte dei Conti per essere autorizzati a presentare un piano decennale, che oltre a spalmare le cifre, dovrà passare tramite un riordino generale della spesa del Comune".

“Dovremo tagliare su tutto quello che è superfluo. Dovremo intervenire poi su tutti i capitoli di spesa, ma non ci saranno tagli sui servizi essenziali quali sicurezza, sociale, sulle scuole, mentre il resto sarà soggetto tutto ad un ridimensionamento. La decisione di fare un piano di riequilibrio decennale è stata obbligata, perché c’è la necessità di riscrivere il bilancio dei prossimi dieci anni, degli impegni che il Comune di Savona ha e deve ridimensionare. Dobbiamo fare tutti un passo indietro e ragionare su una metodologia della spesa più efficiente”.

“Le entrate sono sempre più ridotte, i trasferimenti dello stato non esistono quasi più. Abbiamo esclusivamente un’autonomia sui tributi locali, ma non si può spremere il cittadino più di tanto. Dobbiamo agire sulla manovra della spesa e non delle entrate. Sulla gestione dei derivati è stato che la Corte dei Conti ha evidenziato un imputazione, ha chiesto di iscrivere a bilancio questi 4 milioni, che in passato dovevano essere spese in spese di investimento e invece sono stati messi in quella ordinaria. Per i cittadini ci saranno 400mila euro in meno di spese correnti a disposizione".

Negli scorsi giorni si era parlato di rischio di commissariamento. "Entro il 31 luglio bisogna andare in consiglio per dire se esistono o non esistono gli equilibri di bilancio. Noi abbiamo approvato la delibera oggi".

Redazione

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