Il Tar della Liguria respinge i 4 ricorsi presentati da 3 associazioni ambientaliste che contestavano il progetto sul raddoppio ferroviario tra Andora e Finale Ligure.
Controparti in causa il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, quattro ministeri, la Regione Liguria, le Province di Imperia e Savona, i Comuni di Albenga, Finale Ligure, Borgio Verezzi, Tovo San Giacomo, Pietra Ligure, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Villanova d’Albenga, Alassio, Laigueglia, Giustenice e Andora e Rete Ferroviaria Italiana.
In particolare veniva contestata la mancanza di una nuova Valutazione di Impatto Ambientale e si chiedeva, inoltre di valutare possibili alternative tra queste anche quella di non procedere al raddoppio in quel tratto.
Oltre alla mancanza di un VIA aggiornato i comitati contestavano anche che, non erano state tenute in considerazioni le zone di rilievo ambientale che saranno attraversate dalla strada ferrata e che ne sarebbero compromesse.
Non solo, veniva anche denunciato il pericolo di crollo di case ad Alassio che potrebbe derivare dall’esecuzione dei lavori, i disagi alle aziende agricole di Albenga e alla viabilità.
Su tutti questi punti, tuttavia il Tar ha evidenziato come le doglianze fossero generiche: “il collegio nota che la doglianza non specifica quali siano i rischi che concretamente potrebbero derivare ai beni indicati, quali i ricorrenti che sarebbero lesi dalla nuova linea, quale sarebbe il danno concretamente prevedibile alle case ed all’agricoltura”.
Dal punto di vista prettamente giuridico, dunque, il raddoppio ferroviario può andare avanti, naturalmente per quel che concerne, fondi, progetti, tempistiche ancora non si ha certezza.














