/ Eventi

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Eventi | 06 giugno 2017, 21:10

Fazzari, imprenditore contro la 'ndrangheta: "Mi vogliono annientare economicamente e fisicamente"

L'imprenditore di Balestrino Rolando Fazzari è stato intervistato oggi alla Ubik di Savona e ha raccontato tutti i problemi che le istituzioni locali e la 'ndrangheta gli hanno provocato.

Fazzari, imprenditore contro la 'ndrangheta: "Mi vogliono annientare economicamente e fisicamente"

I riflettori si sono accesi su Rolando Fazzari alla Ubik di Savona, dove l'imprenditore di Balestrino ha enumerato i problemi e i guai che la sua opposizione alla 'ndrangheta gli ha provocato. Una storia emblematica dal momento che il titolare della Ligurblock (che produce mattoni autobloccanti per le pavimentazioni dei parcheggi), con sede a Balestrino, è imparentato con il clan Fazzari-Gullace, coinvolto in varie inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali in Liguria e nel 2016 oggetto di una serie di arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso.

"Non ho mai chiesto nulla allo Stato, ho combattuto con il sudore della fronte, ho speso tanti soldi, ci ho rimesso un figlio. Mi vergogno per tante istituzioni, anche locali, colluse o minacciate... devo pensare questo? Farò un appello alla Procura". Queste le parole di Rolando Fazzari, intervistato da Mimmo Lombezzi e Mario Molinari che, insieme a Christian Abbondanza de "La Casa della Legalità", hanno spiegato tramite un filmato la delicata storia dell'imprenditore di Balestrino.

In provincia di Savona, tra Borghetto S. Spirito e Balestrino, Rolando Fazzari si è opposto sin da ragazzo alla logica delle cosche, prima ribellandosi al padre Francesco Fazzari, poi testimoniando su alcuni casi di omicidio. Ha pagato un prezzo durissimo per questa scelta. La sua azienda, la Ligurblock, sorge all’interno di una cava, oggi sotto sequestro giudiziario per la gestione del clan Fazzari-Gullace. Per diversi anni Rolando Fazzari ha sollecitato inutilmente l’intervento degli enti locali (la Regione Liguria e il Comune di Balestrino) perché il fronte di cava venisse messo in sicurezza dai gestori, senza ottenere però alcun risultato. Quando si è offerto di fare lui il lavoro, a sue spese, il Comune di Balestrino gli ha negato il permesso. Il 31 ottobre del 2012 suo figlio Gabriele, 18 anni, è stato sepolto e ucciso da una frana, mentre manovrava un escavatore.

Una petizione, con la raccolta di 17 mila adesioni, e l'appello di una schiera di intellettuali savonesi ha decretato il successo di un'iniziativa, quella di rimettere al centro gli oppositori delle logiche mafiose. Lo spunto è nato anche da una "censura" del programma televisivo "Mi manda Rai Tre" (puntata che doveva andare in onda il 23 maggio, giornata della legalità), proprio sulla vicenda di Rolando Fazzari, ma rimandata. Con una successiva reazione indignata di molte persone, attivisti e associazioni da sempre impegnati contro la criminalità organizzata.

Nel novembre del 2016 una delle tante alluvioni che hanno colpito la Liguria ha disastrato la strada sterrata che dalla Provinciale porta alla cava di Gullace e dunque all’azienda di Fazzari, paralizzata oramai da mesi perché i camion non sono più in grado né di salire né di scendere. Il Comune di Balestrino ha chiesto 120.000 euro alla Regione per riparare la strada, che serve anche alla manutenzione dell’acquedotto; ricevuti 108.000 euro dalla Protezione Civile, sinora ne avrebbe speso solo 18 mila per un intervento che difficilmente risolverà il problema.

"Mi vogliono distruggere economicamente e fisicamente, ma riaprirò, lo devo a mio figlio", afferma l'imprenditore calabrese preoccupato per l'azienda e per la sua incolumità, a qualche giorno dall'incontro programmato con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al quale si è rivolto.

In una Liguria colpita negli ultimi anni dalla chiusura di 6000 aziende e da una crisi epocale, da tempo nel mirino degli inquirenti per le connessioni e infiltrazioni della 'ndrangheta, la storia di Rolando Fazzari richiama l'attenzione delle istituzioni. La mobilitazione della società civile ha rilanciato il tema e dato un'occasione di approfondimento sulla rete mafiosa che attanaglia, sotto silenzio, la regione ligure.

Luciano Parodi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium