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Sanità | 20 luglio 2017, 17:14

Cairo, Melis: "Riconoscere status d’area disagiata all’ospedale, ma pdl d’iniziativa popolare strumento sbagliato e propagandistico"

Lo dice il portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

Cairo, Melis: "Riconoscere status d’area disagiata all’ospedale, ma pdl d’iniziativa popolare strumento sbagliato e propagandistico"

 

"Oggi in Commissione Sanità è approdata la Proposta di legge di iniziativa popolare per riconoscere all’ospedale di Cairo lo status d’area disagiata. Una battaglia sacrosanta che condividiamo nel merito ma non nel metodo. La condividiamo così tanto da essere stati i primi, appena entrati in Regione, a sollevare il tema, pressoché in solitaria, insieme a comitati e cittadini valbormidesi, mentre tutti gli altri partiti dormivano o guardavano altrove. Quella stessa istanza l’abbiamo ribadita e portata in Regione con una mozione del MoVimento 5 Stelle approvata all’unanimità in Consiglio" commenta Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.

"Ora il Partito Democratico si sveglia tardivamente e lo fa avallando e portando in Regione una Proposta di legge che, purtroppo, si rivelerà uno strumento inefficace e inadatto allo scopo. Lo stesso Cal ha confermato come questa non sia la strada più giusta per far ottenere all’ospedale di Cairo lo status d’area disagiata, sottolineando che spetta alla Regione trovare lo strumento più idoneo per arrivare a questo riconoscimento". 

"Ben venga ogni strada per raggiungere l’obiettivo, ma una politica degna di questo nome deve sforzarsi di trovare soluzioni che vadano oltre la propaganda per raggiungere risultati concreti per i cittadini. Dov’era il Partito Democratico locale quando l’allora Giunta Burlando privava l’ospedale di Cairo di un presidio fondamentale come il pronto soccorso?".

"Le iniziative politiche e istituzionali esistono già, non c’è bisogno di inventarsi alcuna nuova iniziativa, a targa di partito. Confermiamo la nostra disponibilità a venire incontro a qualunque strada verso il definitivo riconoscimento dello stato d’area disagiata, purché avvenga attraverso percorsi costruttivi e veramente partecipati dal territorio, non attraverso scorciatoie elettoralistiche che contribuiscono solo a cercare consenso e ad aumentare la confusione" conclude Melis. 

c.s.

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