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Eventi | 08 agosto 2017, 10:18

“Vivo in una giungla, dormo sulle spine”: a Verezzi va in scena l’impegno sociale

Uno spettacolo incentrato sul tema dell’immigrazione, ma che tocca nel corso della vicenda numerosi altri argomenti di grande importanza nella società attuale

Foto di Luigi Cerati

Foto di Luigi Cerati

Tutto esaurito, domenica sera, per l’unica rappresentazione in programma di “Vivo in una giungla, dormo sulle spine”, prima nazionale al 51° Festival Teatrale di Verezzi, per la regia di Laura Sicignano, da un testo di Laura Sicignano e Shazeb Iqbal.

Tre soli attori sul palco, Amanda Sandrelli, Luca Giordana e Alessio Zirulia, hanno creato fin dalle prime battute il giusto rapporto empatico con il pubblico, trasmettendo tensione, coinvolgimento emotivo, a tratti dolcezza e a tratti dolore, e riempiendo in modo gigantesco un palco caratterizzato da una scenografia volontariamente scarna ed essenziale; il tutto in una storia che si dipana come una sorta di diario, con i vari giorni che si susseguono scanditi dalla voce fuori campo e sottolineati, nei cambi di scena, da proiezioni dei peggiori orrori dell’attuale società pakistana, con musiche tradizionali in sottofondo.

Il tema centrale dell’opera è, ovviamente, l’immigrazione clandestina, vista prima di tutto attraverso lo sguardo di chi questo fenomeno lo affronta dal punto di vista burocratico: avvocati, cooperative, centri d’accoglienza. E il “messaggio” che arriva alla fine della rappresentazione è proprio quello di vivere questo dramma con un po’ meno di rigidità “politica” e burocratica e di più con il cuore, ricordandoci che siamo di fronte a persone più sfortunate di noi e spesso con un vissuto atroce alle spalle.

Ma in “Vivo in una giungla, dormo sulle spine” non c’è soltanto l’immigrazione: di volta in volta i dialoghi toccano tematiche che spaziano dalla condizione della donna nella società attuale, ai ritmi frenetici di una società oggi troppo incentrata sul lavoro, al confronto con l’immigrazione di ieri, quella dal Sud al Nord Italia, fino alla crisi industriale.

Tematiche importanti per un testo teatrale dal forte valore “didattico”, tanto che meriterebbe di essere mostrato nelle scuole. Non a caso, infatti, al termine dello spettacolo, il consigliere delegato ai servizi sociali Ahmad Berro e il consigliere delegato al festival teatrale, Maddalena Pizzonia, hanno chiamato sul palco il capo di Gabinetto della Prefettura di Savona, Marcello Urso, che ha espresso parole di approvazione e ha sottolineato come un testo di questo tipo offra “la giusta consapevolezza per capire e affrontare le sfide di questo importante momento di trasformazioni storiche”.

A. Sg.

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