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Cronaca | 23 gennaio 2020, 07:00

Morto dopo enfisema: il Pubblico Ministero chiede un anno e sei mesi per medico del Santa Corona

Bruno Toselli è deceduto nel dicembre del 2016, ricoverato per un enfisema polmonare è morto, secondo l'accusa, per un pneumotorace: con un drenaggio toracico si sarebbe potuto salvare

Morto dopo enfisema: il Pubblico Ministero chiede un anno e sei mesi per medico del Santa Corona

Prosegue il processo legato alla morte del 65enne di Varazze Bruno Toselli, pensionato ed ex dipendente dell’Autorità Portuale di Genova, deceduto nel dicembre del 2016 all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, per il quale è imputata la dottoressa Paola Maineri, medico del reparto di chirurgia toracica, che deve rispondere di omicidio colposo.

Toselli, che aveva già problemi cardiaci, era stato ricoverato per un enfisema polmonare sotto cutaneo prima al San Paolo di Savona dal 28 novembre al 2 dicembre e poi era stato trasferito al ospedale pietrese, nel quale però le sue condizioni sono peggiorate ed ha perso la vita nella notte del 4 dicembre.

L'inchiesta della Procura era partita dopo una denuncia presentata ai carabinieri dalla convivente di Toselli che abitava a Stella.

Ieri nella sua requisitoria in Tribunale a Savona davanti al giudice Laura De Dominicis il Pubblico Ministero Massimiliano Bolla ha chiesto per l'imputata una condanna a un anno e sei mesi. Secondo il pm, come già affermato dai consulenti dell'accusa, il drenaggio toracico effettuato giorni prima avrebbe salvato il paziente.

Il medico legale che si è occupato di svolgere l’autopsia, Luca Vallegra e il dottor Matteo Alessio Incarbone avevano specificato il quadro clinico e lo specifico trattamento, con una valutazione tecnica, che avrebbe dovuto ricevere Toselli; con il drenaggio lo pneumotorace non sarebbe stato fatale all’uomo.

Il legale della difesa nelle sue conclusioni ha sostenuto che quanto Paola Maineri aveva lasciato l'ospedale le condizioni dell'uomo erano stabili e solo durante la notte la situazione è precipitata. La dottoressa non sarebbe stata più interpellata da parte chi è intervenuta sul paziente. 

Il giudice ha poi rinviato il processo al 6 marzo per eventuali repliche.

Luciano Parodi

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